NBA 2K21, recensione

di Onofrio Marco Mancini
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NBA 2K21

In questo periodo di fine 2020 il mondo dei videogiochi vive un momento di stallo. Siamo tutti in attesa delle next-gen, e così gli ultimi titoli che escono sulle console attuali stentano un po’ a stupire. Se escludiamo qualche rara eccezione, per il resto la fine di un’era si sente un po’ in tutti i giochi. Non fa eccezione NBA 2K21, titolo chiaramente pensato per emozionare sulle prossime console, ma che sulle attuali risulta semplicemente il solito bel gioco di 2K e niente più. Ne varrà la pena? Scopriamolo nella nostra recensione.

La modalità Carriera

Cominciamo col dire che NBA 2K21 non è un copia-incolla di NBA 2K20 ma una piccola evoluzione. Il 99% del gioco infatti rimane confermato. Stessa grafica, stesse modalità di gioco. Gli sviluppatori hanno però provato ad inserire qualche pizzico di pepe qui e là, almeno nelle versioni current-gen. Anche in questa stagione la modalità “principe” per molti sarà La Mia Carriera. Non manca infatti la storia del giovane Junior, questo il nome del nostro protagonista, che deve sgomitare nell’ambito del basket universitario per ritagliarsi il suo angolo di paradiso nella Nba.

Per chi non conoscesse questa modalità, si tratta di impersonare un giocatore di basket ai primi passi della sua carriera. Il personaggio potrà avere le vostre sembianze o quelle inventate nell’editor, esordirà in una università a vostra scelta (a seconda di come giocherete le prime partite) e crescerà gara dopo gara. È sempre molto interessante il sistema di crescita delle abilità. In base al proprio stile di gioco si ha una base di partenza, e man mano che si gioca, e si accumulano VC (punti virtuali, anche acquistabili tramite microtransazioni) si scelgono man mano quali caratteristiche migliorare. Inoltre i nostri risultati sul campo ci daranno accesso a dei distintivi che ci permetteranno di ottenere abilità speciali. Senza dubbio è la modalità più interessante del gioco, e quella che quasi tutti i fans del titolo provano per prima.

Ancora in attesa della rivoluzione

L’obiettivo di diventare un giocatore professionista chiaramente alla fine, qualsiasi sia il vostro stile di gioco e la vostra bravura, verrà raggiunto. Semplicemente la differenza tra i più esperti e i rookie di questo titolo consiste nella gamma di scelta finale. Se siete stati bravi avrete maggiori possibilità di scelta, altrimenti non vi resteranno che poche squadre, le più scarse, tra le quali esordire. Un’aggiunta molto intelligente degli sceneggiatori quest’anno riguarda il colloquio con un selezionatore della NBA. A fine stagione, se non sarete già tra le prime scelte del draft, un agente NBA vi sottoporrà delle domande. A seconda delle risposte che darete potreste migliorare o peggiorare la vostra posizione nel draft.

A parte questa chicca sfiziosa, per il resto la modalità Carriera di NBA 2K21 procede sulla falsariga di quella già vista l’anno scorso e l’anno prima ancora. Stesse modalità di allenamento, di creazione del personaggio, di attività extra-cestistiche. Quel poco che è stato aggiunto nel Quartiere riguarda esclusivamente i contenuti online, come il 2K Beach, un “contorno” in una bella prima portata, dato che il gioco resta divertente e intrigante come sempre. 2K Beach è una “costola” del Quartiere, nel quale oltre ad ammirare spiagge paradisiache e altre decorazioni varie, sarà possibile disputare partite su un campetto da spiaggia contro altri utenti online

Le altre modalità di gioco

Nessuna aggiunta anche per quanto riguarda le modalità di gioco, ma qualche piccola modifica per dare una spruzzata di novità al titolo. È ormai diventato un appuntamento fisso il MyTeam, o La Mia Squadra, che banalmente è una modalità molto simile al FUT di FIFA. L’utente accede ad una serie di figurine di grandi giocatori del presente e del passato, e in base alla “chimica di squadra”, ai boost e alle proprie capacità di gioco cercherà di costruire la squadra più forte di tutti i tempi della NBA. Inoltre, a seconda dei risultati che si ottengono in altre modalità di gioco, sarà possibile sbloccare ulteriori carte speciali. Tutto è collegato!

Ovviamente sono confermate le modalità tradizionali, ovvero la stagione completa o solo i playoff, insieme alla stagione di WNBA, cioè la NBA femminile, con stagione completa e playoff. C’è poi la possibilità di giocare alla Lega storica con qualsiasi squadra degli ultimi 80 anni, alla Lega online con i propri amici o con estranei, al Blacktop, ovvero il basket da strada, nel quale si possono giocare tutte le modalità da 1vs1 a 5vs5, e scegliere qualsiasi giocatore della storia della NBA. E infine è confermato anche il MyGM, una specie di carriera secondaria in cui non manovriamo un giocatore ma un General Manager. È possibile sin dall’inizio scegliere in quale squadra offrire i nostri servizi, e farla crescere non solo con i risultati ma anche con la gestione generale. Qui la novità dell’anno è rappresentata dai PA, cioè i Punti Azione. Ogni giorno si azzerano, se ne hanno solo 3, almeno all’inizio, e quindi ciò che faremo durante la giornata va soppesato in maniera molto attenta. Infine, quando inizierà il campionato NBA, sarà disponibile anche la modalità Match of the Day, in cui giocare le partite che realmente si disputano in quel giorno, con i quintetti aggiornati.

Lato tecnico e gameplay

Tecnicamente NBA 2K21 è sempre tra i top games sportivi in circolazione, anche se di novità rispetto al passato se ne vedono ben poche. Una piccola ma interessante aggiunta riguarda il sistema di tiro. Mentre prima bisognava contare solo sulla propria “sensibilità”, adesso al momento di schiacciare il pulsante del tiro, compare una barra del tempo di pressione. Se si rilascia il pulsante con il tempo giusto, il tiro finirà a canestro. La barra cresce con il migliorare delle statistiche del player, rendendo così più realistica l’abilità di andare a canestro. Purtroppo questo sistema penalizza un po’ chi preferisce usare il pulsante anziché la leva analogica, e in molti si sono lamentati che, nonostante abbiano centrato il tempo di pressione, la palla non sia entrata. Certamente c’è qualcosa da rivedere.

Lato grafico e lato sonoro non hanno nessuna novità, ma questo semplicemente perché il massimo delle attuali generazioni di console era già stato raggiunto da alcuni anni. E anche la versione PC, che in teoria potrebbe già supportare le migliorie di Xbox Series X e PS5, ancora deve accontentarsi della versione current gen. Migliorare ciò che non è migliorabile è semplicemente un’impresa da rimandare alle nuove piattaforme. E da quanto abbiamo visto dai primi trailer, sembra che ci sia davvero di che divertirsi.

Conclusioni

L’analisi finale di NBA 2K21 non è delle più semplici. Il gioco in sé è di ottimo livello e meriterebbe i voti altissimi che si è guadagnato anche gli altri anni. Ma davvero un voto da 9 è corretto, per un “fratello minore” del gioco dello scorso anno? Sarebbe più corretto dividere la valutazione della nostra recensione in due giochi diversi: il 2K21 della current-gen e quello della next-gen. Siccome quest’ultimo non ci è ancora dato di provarlo, per adesso soffermiamoci su quanto visto: grafica eccezionale (ma sempre uguale), gameplay molto buono ma ancora migliorabile (in particolare il nuovo sistema di tiro), buona trama de La Mia Carriera ma pochissime novità. Insomma, se non avete mai provato un titolo della saga, o non ne avete acquistato le ultime due uscite, non perdetevelo. Se invece siete appassionati di basket e non vi perdete un solo titolo di 2K, vi consigliamo (se ne avrete l’opportunità) di attendere l’uscita della PS5 o della Xbox Series X e comprare la vostra versione di NBA 2K21.

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