Superbonus 110%: requisiti e procedura per ottenerlo

di Onofrio Marco Mancini
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Superbonus 110%

Con l’ultimo Decreto Rilancio, il Governo italiano ha stabilito un bonus, anzi un superbonus, per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Lo hanno soprannominato Superbonus 110% perché, a differenza dei precedenti incentivi statali che rimborsavano in tutto o in parte le spese per le ristrutturazioni, questa volta si va oltre. L’incentivo è previsto fino al 31 dicembre 2021, e potrebbe anche essere prorogato successivamente qualora dovessero esserci risorse sufficienti.

Cos’è il Superbonus 110

In cosa consiste il Superbonus 110% è presto detto. Come recita il sito dell’Agenzia delle Entrate:

Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021

In altre parole gli interventi effettuati sugli immobili, che siano villette singole o condomini non fa differenza, nell’ambito dell’efficienza energetica, interventi antisismici o per l’installazione degli impianti fotovoltaici o di ricarica dei veicoli elettrici, potranno essere detratti completamente, con un incentivo aggiuntivo, in sede di dichiarazione dei redditi. Il Superbonus 110% non sostituisce gli altri Ecobonus e Sismabonus, ma si affianca ad essi.

Per quelle persone che hanno difficoltà economiche e non possono sostenere questo genere di interventi, lo Stato ha previsto la possibilità di trasferire il Superbonus ai fornitori. In questo modo saranno le ditte a provvedere alla riscossione del credito da parte dello Stato, alleggerendo i costi per i privati cittadini.

Chi può accedere all’incentivo

Il bonus per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico è previsto praticamente per tutti. Non si fa infatti differenza tra condomini, aziende che ristrutturano immobili, privati cittadini che fanno i lavori in casa e persino gli enti responsabili delle case popolari, le Onlus e le associazioni di ogni tipo.

I lavori che sono coperti dal Superbonus 110% sono:

  • isolamento termico
  • installazione di pannelli fotovoltaici
  • installazione di impianti per la ricarica dei veicoli elettrici
  • sostituzione degli impianti di riscaldamento sia nelle parti comuni sia negli edifici unifamiliari o indipendenti
  • interventi di efficientamento energetico
  • interventi antisismici

Per poter accedere al bonus l’intervento, se effettuato nell’ambito del miglioramento dell’efficientamento energetico o della produzione energetica, deve migliorare la classe energetica dell’immobile di almeno 2 classi.

Come si chiede il Superbonus 110%

Per poter accedere all’ecobonus bisogna anzitutto contattare un geometra per tutte le rilevazioni del caso, un ingegnere e un architetto per i progetti (ovviamente nei casi in cui queste figure fossero previste). In molti casi quando ci si rivolge ad una ditta specializzati in determinati tipi di lavori, questi professionisti sono già presenti nell’organico e quindi non c’è bisogno di contattarli esternamente. Oltre a queste figure bisogna coinvolgere anche il proprio commercialista o, per chi non ne ha uno, al Caf per la redazione del visto di conformità e le altre pratiche fiscali. Tutta la documentazione prodotta va poi inviata all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Le certificazioni che serve ottenere sono:

  • l’APE, ovvero l’attestato di prestazione energetica dell’edificio
  • il certificato di rispetto dei requisiti tecnici, rilasciato dal geometra, oppure l’attestato rilasciato dal professionista che esegue i lavori
  • l’attestato di congruità delle spese, rilasciato dal professionista e da inviare all’Enea
  • l’attestazione fiscale rilasciata dal Caf o dal commercialista
  • l’eventuale certificazione antisismica, in caso di questo genere di lavori

Pagamento e benefici

È fondamentale che, al momento del pagamento dei lavori, la tipologia di versamento sia tracciabile. Quindi non si può pagare in contanti ma solo tramite bonifico. Inoltre nella causale dev’essere specificato chiaramente di che tipo di lavori si tratta e devono comparire il codice fiscale e/o la partita IVA dei beneficiari.

Per vedere i benefici del bonus si attende poco, cedendo il credito alla ditta o al professionista che esegue i lavori. Oppure se non si vuole scegliere questa opzione, è bene ricordarsi che il credito di imposta viene “spalmato” in cinque anni.

Foto: Pixabay

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