Far Cry New Dawn: recensione

di Onofrio Marco Mancini
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Far Cry New Dawn

La serie di Far Cry è una delle più note nel mondo dei videogiochi. Nonostante ciò l’ultima uscita in ordine di tempo, Far Cry New Dawn, è passata piuttosto sotto silenzio. Uscito nel 2019, circa un anno dopo Far Cry 5, di fatto è il suo sequel. Ma chi non ha giocato al gioco principale non è detto che non possa apprezzare questo. Anche se vi sono molti collegamenti con il titolo precedente, Far Cry New Dawn è facilmente fruibile da un pubblico molto vasto.

Far Cry New Dawn: dove eravamo rimasti

Far Cry New Dawn riprende le fila del discorso lasciato 17 anni prima, con il finale di FC5. Senza spoilerarvi nulla di quel capitolo, possiamo però svelare che in questo ci saranno numerosi riferimenti sia al “villain”, ovvero Joseph Seed e alla sua dottrina del Nuovo Eden, sia anche ad alcuni dei personaggi. Come in FC5, anche qui potremo essere affiancati nelle nostre scorribande da alcuni personaggi del nostro roster. Un roster più piccolo, ma altrettanto vario. Qualche “aiutante” si rivedrà, per la maggior parte saranno nuovi. La loro funzione è semplicemente quella di aiutarci nelle varie missioni ad affrontare i nemici con stili diversi, a seconda dell’approccio che vorremo adottare.

La trama ha ben poco a che fare con Far Cry 5, per questo motivo chi non vi ha giocato non si troverà molto a disagio. New Dawn inizia con una “rinascita”. Il mondo che rinasce dopo un inverno nucleare, più forte e rigoglioso di prima. Le comunità di superstiti cercano di riorganizzarsi, ma purtroppo non sono tutte pacifiche. Il nostro compito sarà quello di proteggere Hope County, una comunità che cerca di ripartire da zero in modo pacifico, dalle grinfie dei Guerrieri della Strada, un’organizzazione di predoni capeggiati da due gemelle.

Un open world più piccolo del precedente

Per realizzare Far Cry New Dawn crediamo fermamente che Ubisoft non si sia svenata. Tecnicamente, e anche in fatto di contenuti, si tratta di un prodotto inferiore a FC5. L’open world nel quale la trama si svolge è infatti molto più piccolo del precedente, tanto che, per ovviare alla carenza di contenuti, gli sviluppatori portano il giocatore a ripassare più volte dagli stessi punti (come gli insediamenti dei Guerrieri della Strada), liberandoli fino a tre volte per poter ottenere risorse.

Come accennato in precedenza, non ci sono novità né nel gameplay né nella gestione dei compagni. Anzi, una differenza c’è: in FC5 si potevano portare con sé fino a 2 partner, in New Dawn solo uno. In compenso è stata implementata la funzione online che permetterà di essere affiancati da partner umani. Giocare (e finire) il gioco completamente in locale è comunque possibile. L’unica novità reale nel gioco è rappresentata dalla “base” dalla quale partiamo, quella piccola fortezza che è Hope County, la quale dev’essere potenziata per diventare sempre più sicura ed efficiente.

Valutazione complessiva

In definitiva Far Cry New Dawn non è un cattivo gioco. La sua funzione di sequel la compie a dovere. Non è però all’altezza dei giochi “numerati”, come da tradizione. Gli appassionati di Far Cry non ne saranno sorpresi. Sarà anche per questo che la valutazione del gioco, in termini monetari, non è molto elevata. Di fatto si tratta di un gioco in versione “light”, se così si può dire, rispetto al suo capostipite, e per questo anche il costo è tenuto sotto la media.

Tecnicamente però resta sempre un Far Cry, e di conseguenza un grande gioco. Nel novero degli FPS (sparatutto in prima persona) si tratta sempre di un livello top, tra i migliori sul mercato, e se si acquista senza grandi aspettative può anche rivelarsi una bella sorpresa. La longevità non è esagerata e la voglia di rigiocarci dopo averlo finito crediamo sarà poca, però per quello che costa è altamente consigliato per tutti gli amanti dei first-person shooter. E resta immancabile per chi ha giocato a Far Cry 5, perché mette un punto definitivo alla storia di Joseph Seed.

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