Sospensione mutuo: quando si possono non pagare le rate

di Onofrio Marco Mancini
0 commenti
Sospensione mutuo

L’incubo di chiunque accenda un mutuo è non riuscire a pagare le rate. Come si sa, dopo un certo numero di rate non pagate, la banca può espropriare l’immobile e rivenderlo all’asta. La legge però prevede alcune tutele per evitare che fasce deboli della popolazione possano restare invischiate in problematiche indipendenti dalla propria volontà. Esistono infatti alcuni casi in cui la sospensione mutuo può essere presa in considerazione. In altre parole in seguito ad eventi di carattere eccezionale si possono non pagare (o meglio rinviare) alcune rate. Andiamo ad analizzare i casi previsti dalla legge.

Quando viene sospesa la rata del mutuo

Uno dei casi più noti della sospensione mutuo riguarda le cosiddette “moratorie”. Si tratta di situazioni eccezionali ed estemporanee che permettono di non pagare la rata senza conseguenze. Parliamo di casi come terremoti, disastri naturali, crisi eccezionali come quella riguardante la pandemia da coronavirus. In questi casi tante persone perdono il lavoro o hanno spese eccezionali improrogabili. Per questo lo Stato sospende le rate del mutuo che vengono così rimandate a quando la situazione si sarà risolta.

Esistono però anche altri casi, sempre gravi ma non di così grande portata, nei quali il mutuo può essere sospeso. Parliamo infatti del caso di perdita improvvisa del lavoro, altri problemi lavorativi come sospensione per 30 giorni o riduzione dell’orario lavorativo superiore al 20%; riduzione del fatturato per un professionista di più di un terzo rispetto all’anno precedente, morte del mutuatario, o riconoscimento dell’invalidità civile superiore all’80%. Tutto ciò è valido soltanto per il mutuo sulla prima casa, in quanto si usufruisce del Fondo di solidarietà istituito con una legge del 2013. Per aderire al fondo bisogna avere un ISEE massimo di 30.000 euro e l’importo del mutuo non dev’essere superiore ai 250 mila euro.

Questi casi sottintendono che non sia stata stipulata un’assicurazione sul mutuo (in tal caso interviene la compagnia assicurativa) e non si fruisca di altre agevolazioni statali. Se siete in uno dei casi del precedente elenco potete presentare domanda ufficiale scaricabile direttamente dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Oppure potete presentare richiesta direttamente alla vostra banca di riferimento.

Cosa accade in caso di sospensione mutuo

Nei casi indicati nel paragrafo precedente è possibile ottenere la sospensione mutuo senza conseguenze. La durata della sospensione dipende da diversi fattori quali la tipologia di causa alla base della sospensione e la volontà dell’istituto di credito erogante. Di conseguenza la sospensione può durare un mese, 6 mesi o tempistiche diverse fino ad un massimo di 18 mesi. Durante il periodo di stop ai pagamenti non si versa la rata pattuita, ma gli interessi continuano a maturare. Questi non si versano poi in un’unica soluzione ma si “spalmano” sulle rate successive.

In seguito alla sospensione la rata non è che non si paga più, ma viene semplicemente spostata in avanti. Così se per esempio si ottiene una sospensione mutuo di due mesi, si finirà di pagare il mutuo due mesi più tardi del previsto. Con rate leggermente superiori in quanto contenenti ulteriori interessi.

Cosa succede quando non si paga il mutuo senza moratoria o sospensione

Le conseguenze di una rata non pagata non sono subito un disastro. In un primo momento, se il pagamento avviene per un semplice ritardo, e dunque oltre il 30° giorno ma prima del 180° giorno di ritardo, si pagano semplicemente gli interessi di mora. Tali interessi vanno di solito dal 2 al 4% dell’importo dovuto (la percentuale è indicata nel contratto sottoscritto).

Nel caso in cui invece si paga la rata oltre il 180° giorno, oppure le rate pagate in ritardo sono più di 7, o ancora una rata non si paga per niente, scatta la segnalazione al Crif. Si tratta della centrale di rischio a cui sono iscritti gli enti erogatori dei prestiti (banche, finanziarie, ecc.) che considerano il debitore un “cattivo pagatore”. Essere segnalati in questo registro significa avere molte difficoltà in futuro anche per accedere a nuovi prestiti o persino intestarsi un’utenza.

Foto: Freeimages

Pubblicità

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento