Il contactless delle carte di credito è sicuro?

di Onofrio Marco Mancini
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Da qualche anno anche in Italia è stato introdotto il contactless delle carte di credito e dei bancomat. Si tratta di un sistema avanzato con il quale la carta non viene più “strisciata” fisicamente nel lettore del pos, ma si legge a distanza. Come per tutte le introduzioni tecnologiche, sono in molti a chiedersi quanto sia sicuro un sistema del genere. Ecco tutto ciò che c’è da sapere sul contactless.

Come funziona il contactless

Il funzionamento del contactless è uguale sia per le carte di credito che per quelle di debito. Il chip presente sulla carta, riconoscibile dal simbolo del wireless (delle lineette ricurve che si espandono, passando da quelle più piccole a quelle più grandi) si usa per effettuare una transazione tramite lettore del pos senza il contatto. Basta infatti avvicinare a pochi centimetri il chip al lettore ed ecco che la lettura avviene all’istante tramite onde radio.

Con il contactless è possibile pagare qualsiasi cifra, ma ci sono delle differenze. Mentre con la carta di credito è possibile che sopra i 25 euro venga richiesto o il pin o la firma; con il bancomat sopra i 25 euro di spesa è sempre richiesto il pin. Questa tecnologia è disponibile persino senza portare con sé la carta di credito. Attraverso l’apposita app del proprio circuito, il contactless funziona anche tramite cellulare. Basta registrare la propria carta sullo smartphone, avvicinare il dispositivo ad un pos abilitato e il pagamento avviene in automatico.

È sicuro pagare senza contatto?

La tecnologia contactless è nata proprio per garantire maggiore sicurezza nelle transazioni. Anzitutto si riducono i rischi di clonazione della carta. La tessera magnetica resta infatti nelle mani del suo proprietario, non viene in contatto con strane strumentazioni che potrebbero contribuire a clonarla. Ed effettuando numerose transazioni senza nemmeno digitare il pin, riduce ulteriormente il rischio di clonazione.

Certo, il mancato inserimento del pin comporta l’altro lato della medaglia, ovvero il rischio che, in caso di smarrimento, qualcuno possa usarla al posto nostro. Ma tutte le carte contactless sono accompagnate da un servizio digitale che avvisa, tramite app, i suoi proprietari di ogni transazione, e in caso di operazione non riconosciuta, comporta l’immediato annullamento e rimborso dell’importo. Le compagnie che emettono le carte contactless hanno un’assicurazione che, in caso di denuncia in tempi brevi, permette di non perdere nemmeno un centesimo.

Cose da sapere sul contactless

La cosa importante è abilitare immediatamente il servizio di notifica sul proprio cellulare, e soprattutto stare attenti ai malware. Anche i cellulari sono infatti a rischio hackeraggio, e se si configura lo smartphone per pagare in contactless, ma il virus è sullo smartphone stesso, ecco profilarsi il rischio di perdita dei dati. Come tutte le tecnologie dunque ha molti vantaggi, ma va saputa usare.

Per chi teme che qualche malintenzionato possa utilizzare la tecnologia wireless a nostra insaputa, magari avvicinando un pos portatile o uno smartphone abilitato alla nostra carta quando non ce ne accorgiamo (per esempio nella ressa di un mezzo pubblico), può star tranquillo. Come ha dimostrato un servizio de Le Iene di qualche tempo fa, questo “furto tecnologico” può avvenire soltanto se la carta è conservata libera nella tasca dei pantaloni, e il contatto avviene in modo molto ravvicinato. Ma basta conservare la carta in un portafogli o nella borsa, e il furto dei dati è praticamente impossibile. O, per i più cauti, è possibile acquistare delle custodie per carte di credito. Anche se la tecnologia è chiamata “contactless”, avviene quasi il contatto tra lettore e chip. Così se il tessuto dei pantaloni non crea una barriera sufficiente a schermare il segnale, di certo un portafogli, e ancor di più una borsa, sono abbastanza spessi da rendere impossibile la lettura.

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