La differenza tra bronchite e bronchiolite

di Paola Pagliaro
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Sul numero di Starbene del 21 gennaio 2020 si parla della differenza tra bronchite e bronchiolite. A illustrare in cosa sono diverse le due patologie, dai sintomi alle cure, è il dottor Marco Baroni, pneumologo presso i Centri medici Sant’Agostino di Milano.

La bronchite

Lo specialista spiega che la bronchite è un’infiammazione acuta dei bronchi maggiori che hanno un diametro di circa mezzo centimetro. I bronchi maggiori si spingono verso i lobi polmonari, dove avvengono gli scambi di gas tra il sangue venoso e il sangue arterioso.

Le cause più comuni della bronchite sono:

  • infezioni virali;
  • infezioni batteriche;
  • inquinamento ambientale;
  • colpi di freddo;
  • fumo di sigaretta.

I sintomi della bronchite sono:

  • tosse grassa o secca;
  • febbre;
  • malessere;
  • difficoltà a respirare;
  • senso di oppressione al petto.

La bronchite viene curata con farmaci antibiotici associati ad antimucolitici, che servono a sciogliere il catarro.

La bronchiolite

La bronchiolite, fa notare l’esperto, è invece non solo diversa dalla bronchite, ma anche più grave soprattutto per i bambini. Tanto che per i neonati è necessario il ricovero in ospedale a causa del calo dei livelli di saturimetria (ossigeno nel sangue) e della disidratazione, provocata sia dalle difficoltà ad alimentarsi che dalla perdita di fluidi causata dalla respirazione intensa. La bronchiolite è più grave quando colpisce bambini prematuri e neonati di età inferiore alle 12 settimane.

A causare la bronchiolite, che è un’infezione virale acuta, nel 75% dei casi è il virus respiratorio sinciziale (VRS). Questo virus si diffonde nei bronchioli, diramazioni dei bronchi di dimensioni inferiori al millimetro.

Altri virus che possono causare la bronchiolite sono: metapneumovirus, coronavirus, rinovirus, adenovirus, virus influenzali e parainfluenzali.

I sintomi della bronchiolite sono più gravi:

  • febbre alta;
  • tosse insistente;
  • rinite (infiammazione nasale);
  • frequenza respiratoria alta, con 25 o più respiri al minuto (condizione nota come tachipnea);
  • colorito del viso cianotico a causa dell’ostruzione delle vie aeree, congestionate dall’eccesso di catarro.

La cura per la bronchiolite prevede una terapia antibiotica di copertura, una terapia antivirale e il ricovero in ospedale per i piccoli pazienti, con somministrazione di ossigeno umidificato e riscaldato e di soluzioni glucosaline per via endovenosa. Spesso è necessario addirittura il trasferimento in rianimazione per aspirare il catarro denso.

Nei casi meno gravi si cura con lavaggi nasali frequenti, terapia aerosolica con soluzione ipertonica al 3% e broncodilatatori.

Fonti: Starbene; Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

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