Agevolazioni prima casa: requisiti e imposte risparmiate

di Onofrio Marco Mancini
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Agevolazioni prima casa

Acquistare un’abitazione comporta senza dubbi molti sacrifici. Ben consapevole di questo aspetto, il Legislatore ha scelto di agevolare chi acquista un appartamento avendo come unica finalità l’andarci a vivere. Esistono perciò delle agevolazioni prima casa di cui possono godere tutte le persone che comprano un’abitazione per la prima volta nella vita (e non solo, come vedremo). La casa è considerata un bene tassabile; queste agevolazioni sono state introdotte proprio per distinguere chi acquista una casa solo per andarci a vivere da chi invece l’acquista come investimento.

I requisiti per accedere alle agevolazioni prima casa

È importante specificare che è possibile accedere alle agevolazioni prima casa quando il compratore non ha altre case intestate, acquistate con le stesse agevolazioni. Se ne ha una, ha facoltà di rivenderla entro 18 mesi dall’acquisto con le agevolazioni. In altre parole lo sconto sulle imposte si può ottenere anche più volte nella vita, l’importante è che effettivamente si tratti della prima e unica casa posseduta in un dato momento. L’unica eccezione si ha in caso di prima casa resa inagibile a causa di un terremoto. Altro requisito è che il beneficiario metta la residenza in quella casa, quindi l’abitazione deve trovarsi nel suo Comune oppure bisognerà portare lì la residenza entro 18 mesi dall’acquisto.

Se non si trasferisce la residenza, o se si viola qualcuno dei requisiti indicati sopra, il proprietario dell’immobile sarà costretto a pagare le tasse non versate con in più una multa del 30% e gli interessi di mora. È infine obbligatorio restare titolari dell’immobile per almeno 5 anni. Questo provvedimento è stato preso per evitare che si usufruisca delle agevolazioni in operazioni di speculazione edilizia.

Le tasse in meno sulla prima casa

Normalmente l’acquisto della prima casa da un privato o da un’azienda in esenzione IVA è accompagnato da un’imposta del 9% sul valore catastale dell’immobile. La prima delle agevolazioni sulla prima casa comporta un’imposta del solo 2%. A questa imposta se ne aggiungono altre due che riguardano tutti, ovvero l’imposta ipotecaria e catastale, fissate in 50 euro ciascuna. È considerata esente da IVA anche un’operazione con un costruttore che vende un’abitazione costruita più di 5 anni fa.

Se invece l’acquisto viene fatto da un’azienda in regime di partita IVA (per esempio un’agenzia immobiliare o direttamente il costruttore se la casa è costruita da meno di 5 anni), l’imposta piena ammonta al 10%. Ma per la prima casa il costo è di “solo” il 4% sul valore catastale. In questo caso le imposte indicate in precedenza, ipotecaria e catastale, salgono a 200 euro ciascuna, e vi si aggiunge anche l’imposta di registro, anch’essa del valore di 200 euro. Se la dichiarazione è mendace, cioè si dichiara di acquistare da un non titolare di partita IVA per non pagare il costo maggiore, si pagherà la differenza con una maggiorazione del 30% di sanzione e gli interessi di mora. Se l’immobile si acquisisce per donazione o successione, l’imposta resta fissa a 200 euro.

L’acquisto tramite agenzia comporta anche una detrazione ai fini Irpef del 19% sui compensi dell’agenzia fino ad un massimo di 1000 euro.

Altre agevolazioni

A tutto ciò vanno aggiunti il risparmio sull’Imu (a parte le abitazioni di pregio, le prime case non pagano la tassa di proprietà) e gli sconti sulle bollette per i residenti. E per chi volesse richiedere un mutuo, è bene sapere che esiste il Fondo di garanzia statale per le giovani coppie che vogliono acquistare la prima casa. Se si vende una casa e si acquista una nuova con le agevolazioni si ottiene anche un credito d’imposta derivante dall’imposta pagata al momento dell’acquisto dell’abitazione precedente.

Abitazioni interessate dall’agevolazione

Non tutte le tipologie di casa possono usufruire delle agevolazioni prima casa. Come specifica il sito dell’Agenzia delle Entrate, rientrano tra le abitazioni ammesse quelle indicate al catasto con i seguenti codici:

  • A/2 (abitazioni di tipo civile)
  • A/3 (abitazioni di tipo economico)
  • A/4 (abitazioni di tipo popolare)
  • A/5 (abitazione di tipo ultra popolare)
  • A/6 (abitazione di tipo rurale)
  • A/7 (abitazioni in villini)
  • A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi).

Gli sconti sulle imposte valgono anche per le pertinenze della casa stessa classificate come C/2 che sarebbero magazzini e depositi, C/6 (i garage) e C/7 che sarebbero le tettoie chiuse o aperte. In sostanza restano fuori soltanto le stesse categorie escluse per lo sconto sull’Imu, ovvero le abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi di pregio storico. È possibile usufruire del “bonus” anche nel caso in cui si acquisti un altro immobile adiacente a quello originale, con l’intenzione di unificare le due unità abitative in una unica.

Foto: Pixabay

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