I casi in cui i farmaci urgenti possono essere venduti senza ricetta

di Paola Pagliaro
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farmaci senza ricetta

I farmaci urgenti possono essere venduti anche senza ricetta ai malati cronici e ai pazienti che hanno iniziato una terapia che non può essere interrotta. A prevederlo è un decreto del Ministero della Salute che risale al 31 marzo del 2008. Il provvedimento disciplina i casi in cui un farmacista può dispensare senza ricetta un farmaco che normalmente può essere venduto solo dietro la presentazione della prescrizione medica. Tra questi la presenza di malattie come diabete, ipertensione e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Tra i medicinali iniettabili è consentito vendere senza ricetta insulina e antibiotici.

Acquistare un farmaco senza ricetta se si è clienti abituali della farmacia

Del tema si discute sul numero del 31 dicembre 2019 del settimanale Starbene. Annarosa Racca, presidente di Federfarma Milano, spiega che il farmacista può vendere un medicinale senza ricetta se conosce il paziente e ricorda di avergli venduto già in passato lo stesso farmaco. Oppure se, senza fare uno sforzo di memoria, grazie alla digitalizzazione, riesce a risalire a queste informazioni.

Modalità di acquisto per i nuovi clienti

Capita però che il paziente non sia mai stato cliente della farmacia. In questo caso il farmacista, non conoscendo i farmaci che assume abitualmente, può comunque vendere il farmaco senza ricetta a patto che il paziente gli dimostri l’urgenza.

Certificato medico

In assenza della ricetta del farmaco, il paziente può ad esempio mostrare al farmacista un certificato medico che attesti una malattia cronica. In alternativa il paziente può presentare una ricetta scaduta rilasciata dal medico di base o dallo specialista per lo stessa molecola, a patto che non sia scaduta da più di un mese. In questo caso, come recita il decreto:

Il farmacista è tenuto ad apportare un’annotazione sulla ricetta che impedisca la sua riutilizzazione nell’ambito della disciplina del presente decreto.

Questo vuol dire che una ricetta scaduta da non più di 30 giorni può essere utilizzata solo una volta per acquistare il farmaco senza una nuova ricetta in corso di validità.

Foglio di dimissioni dell’ospedale

Un’altra soluzione per poter acquistare un farmaco senza ricetta in farmacia è presentare al farmacista il foglio di dimissioni dell’ospedale in cui risulti chiaramente l’inizio di una terapia farmacologica che non può essere interrotta. Come spiegato nel decreto:

La documentazione deve essere stata emessa il giorno di acquisto o nei due giorni immediatamente precedenti dalla quale risulti prescritta o, comunque, raccomandata la prosecuzione della terapia con il farmaco richiesto.

Il farmacista in questo caso può vendere anche medicinali iniettabili senza ricetta.

Confezione danneggiata

Nel caso il paziente voglia acquistare senza ricetta un farmaco perché quello regolarmente prescritto ed acquistato si è danneggiato, è possibile mostrare la confezione o il flaconcino danneggiato al farmacista. Questa “prova” è valida in caso di terapie che non è possibile interrompere, ad esempio cure con antibiotici.

Il modulo da firmare

Una volta dimostrato di avere bisogno urgente del farmaco per non interrompere una terapia indispensabile in corso, bisognerà firmare un modulo precompilato dal farmacista in cui si specifica per quale ragione il medicinale è stato venduto senza ricetta. Una copia del modulo dovrà essere consegnata al proprio medico di famiglia.

Il costo del farmaco venduto senza ricetta è a carico del paziente

È infine opportuno specificare che l’acquisto di un farmaco urgente senza ricetta ricade a carico del paziente. Pertanto il cittadino pagherà il costo intero della confezione. Il farmacista venderà solo una confezione consegnando quella con il più basso numero di unità posologiche, tranne nel caso di cure a base di antibiotici. In questo caso si assicurerà che nella confezione ci siano unità sufficienti a continuare il ciclo di terapie fino a quando per il paziente non sarà possibile recarsi dal medico per farsi rilasciare una nuova ricetta.

Fonti: Ministero della Salute; Starbene

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