Naufragio Costa Concordia, WWF contro il relitto al Porto di Piombino

di Paola Pagliaro
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Il relitto della Costa Concordia naufragata all’Isola del Giglio il 13 gennaio del 2012 potrebbe essere trasferito al Porto di Piombino. Il Governo, infatti, emanerà un provvedimento legislativo per finanziare interventi di adeguamento della struttura portuale volti ad ospitare il relitto. Protestano contro questa decisione gli ambientalisti. Il WWF spiega che il Porto di Piombino non è dotato di una piattaforma tecnologica adeguata a smaltire il materiale del relitto. Inoltre, prosegue l’associazione, in relazione alle operazioni di accesso del relitto al porto:

Se è vero che da molti anni è in discussione il progetto di adeguamento del Porto di Piombino ed è vero che già esiste un progetto di aumento dei fondali sino a 15 metri, è altrettanto vero che i fondali limitrofi al porto hanno una quota più alta e che già è stato bocciato un progetto per la realizzazione di un canale di accesso che avrebbe comportato un importante escavo di sedimenti che ai sensi di legge costituiscono rifiuto speciale o pericoloso per l’alta presenza di metalli pesanti e sostanze chimiche.

Piombino è stato scelto come porto di destinazione del relitto per mantenere in Toscana gli introiti dello smaltimento a mo’ di risarcimento per il disastro ambientale e di immagine subito. Secondo le associazioni ambientaliste che invocano un bando come avvenuto per la rimozione, questo criterio da solo non basta. Bisogna verificare quale sia il porto più attrezzato e idoneo per facilitare lo smaltimento e il recupero dei materiali.
Molti porti italiani, spiega il WWF, possono essere interessati, è interesse di tutti scegliere il migliore per condizioni e per certezza dei tempi evitando di buttare fondi pubblici nell’ennesimo intervento industriale dettato più dalla ragion politica che non da una rigorosa scelta tecnica.

Le associazioni ambientaliste chiedono maggiore trasparenza sull’operazione di smaltimento del relitto, invocando una loro partecipazione al tavolo tecnico per studiare misure  a basso impatto volte a preservare il Santuario dei Cetacei, un’area ricca di biodiversità e di alto pregio ambientale e turistico.

Fonte: WWF
Foto: Wikimedia

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