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Scoop de L’Espresso su Grillo? Probabilmente un abbaglio

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Grillo lo aveva pronosticato anni fa, alla partenza dell’avventura del Movimento 5 Stelle. Disse che avrebbero tentato di distruggerlo, ed ha avuto ragione. L’ultimo attacco al comico genovese arriva dal settimanale L’Espresso che ieri è uscito con un’anticipazione di un reportage dove si dimostra che Grillo possiede 13 aziende in Costa Rica e dove, si lascia intendere, stia portando avanti traffici loschi ed evadendo tasse. Ovviamente nulla di tutto ciò sarebbe reale.

Ma stiamo ai fatti. Secondo quanto riportato dal settimanale sarebbero state scoperte 13 società anonime in Costa Rica che appartengono alla cognata del leader del M5S, Nadereh Tadjik, e al segretario del comico Walter Vezzoli, i quali avrebbero collaborato con un italiano residente in Costa Rica, Enrico Cungi, che in passato era stato arrestato per traffico di droga. Detta così, sembra uno scandalo. Ma andando oltre la notizia sembra che si tratti di una questione molto gonfiata.

Lo schermo giuridico “società anonima” in realtà esiste in tutto il mondo, ed anche se ha un tono un po’ oscuro, non è nulla di illecito. Si tratta di una forma giuridica, esattamente come una spa o una srl. Il problema è che le società sono state registrate in Costa Rica, considerata un paradiso fiscale, perché se fossero state registrate in Inghilterra piuttosto che in America con il nome di public company (che è sostanzialmente la stessa cosa) nessuno si sarebbe scandalizzato.

La domanda è: perché proprio in Costa Rica? La risposta la fornisce proprio Vezzoli in un’intervista al Fatto Quotidiano: quando nel 2007 decise di avviare quelle aziende, risiedeva proprio in quel Paese. Inoltre all’epoca non conosceva nemmeno Gianroberto Casaleggio, l’eminenza grigia dietro il comico, e quindi con ogni probabilità il comico genovese non c’entra nulla con queste aziende. Ma è necessario compiere precisazioni ulteriori.

Il nome di Grillo non vien fuori da nessuna parte, ed anche se lui facesse parte di queste società, non ci sarebbe nulla di male visto che si tratta di società private finanziate da capitali privati. La dichiarazione dei redditi del comico la conoscono tutti, si sa che è milionario, e di certo le sue attività non sono finanziate con soldi pubblici o peggio ancora con tangenti per gestire affari pubblici. Il signor Cungi, che secondo L’Espresso avrebbe scontato 3 mesi di carcere a Rebibbia, non risulta mai condannato. Inoltre il tanto decantato resort di lusso è un progetto rimasto solo sulla carta dato che Vezzoli spiega di averlo esposto sul suo sito internet, ma nessun investitore si è fatto avanti e quindi è rimasto solo nei suoi sogni.

Insomma, l’intera questione sembra montata ad arte per tentare di distruggere il fenomeno del Movimento 5 Stelle che sta catalizzando l’attenzione pubblica e portando via voti ai partiti tradizionali. Inoltre la tempistica dell’uscita del dossier è sospetta. Non dimentichiamo che L’Espresso fa parte del gruppo Repubblica, molto vicino al PD, ed in questi giorni il Partito Democratico ha bisogno dell’aiuto del M5S per poter governare il Paese. Speriamo solo si tratti di un abbaglio dei giornalisti e non di un’operazione fatta in malafede.

Fonti: il Fatto Quotidiano; Polisblog

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