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I casi in cui si può contestare una multa stradale:

contestare una multa stradale

Tutti gli automobilisti, prima o poi, per quanto possano essere accorti alla guida, avranno a che fare con una multa. Le multe stradali sono l’incubo di tutti i patentati, specialmente da quando sono entrati in vigore i nuovi tutor che aumentano le possibilità di essere sanzionati. I motivi sono tanti: dall’eccesso di velocità alla sosta vietata, dall’assicurazione scaduta da un giorno ad uno stop non rispettato. E quando si incorre in una multa, specialmente quando si ritiene che non sia lecita, è bene sapere che si può contestare.

Sono diverse le disposizioni di legge che spiegano come contestare una multa; andiamo ad analizzarle cercando di capire quando vale la pena farlo, e come si fa.

I casi in cui si possono contestare le multe stradali

Il primo e più immediato caso in cui è possibile contestare una multa stradale è il vizio di forma. È possibile infatti valutare il verbale contestato e nel caso in cui vi fossero degli errori (targa scritta male, errori nel nome del conducente, data non corretta ecc.) è matematico che la multa possa essere annullata. Lo stesso dicasi per un verbale incompleto (cioè manca qualche dato fondamentale) o illeggibile. È bene sapere che devono anche essere riportati gli articoli del Codice della Strada violati e dev’essere riportata la dinamica dei fatti. In loro assenza la multa è contestabile. Alcuni dati che possono essere errati, come il modello dell’auto o una data di nascita trascritta male potrebbero essere invece ininfluenti.

Altro caso di contestazione che porterebbe certamente ad un annullamento della multa è quando la notifica arriva dopo i 90 giorni dall’accadimento. In caso di superamento della soglia di velocità riscontrata tramite autovelox, è possibile contestare la multa se il macchinario non è ben visibile e/o debitamente segnalato. Inoltre, in caso di autovelox mobile, dev’esserci una pattuglia della stradale nelle vicinanze. L’autovelox dev’essere segnalato almeno 80 metri prima da un apposito cartello nelle strade urbane e 150 metri prima in quelle extraurbane. Si può provare con la contestazione eventualmente anche nel caso in cui la taratura periodica non fosse stata effettuata sul macchinario. Ma non sempre questo ricorso viene accolto. Infine è bene ricordare che esiste un margine di tolleranza in merito ai limiti di velocità. Tale tolleranza è del 5% del limite con un minimo di 5 km/h (quindi in caso di limite a 50 km/h, non può essere fatta la multa se si viaggia a non più di 55 km/h).

La procedura per contestare una multa stradale

Anzitutto è bene sapere che se si paga la multa entro 5 giorni dalla notifica, si ha diritto ad uno sconto del 30% dell’importo. Dunque se la multa già non è molto elevata, con un ulteriore sconto potrebbe consentirvi di chiudere la questione con pochi euro, dato che la procedura di contestazione è piuttosto lunga e seccante. Inoltre, nel caso in cui il ricorso fosse respinto dal Prefetto, l’importo della multa verrebbe raddoppiato. Se il ricorso viene respinto dal Giudice di Pace si applica una sanzione variabile in base all’infrazione commessa.

Autotutela

Se avete ugualmente deciso di contestare una multa stradale, il primo passo da compiere si chiama “autotutela“. Esso prevede la possibilità di rivolgersi all’Ente che ha emesso la multa (per esempio il comando dei vigili urbani) per contestare eventuali errori o imprecisioni della rilevazione stessa. È possibile usare questo strumento anche in caso di scambio di persona alla guida. In questo caso la multa non si estingue, ma cambia l’automobilista a cui vengono eventualmente detratti i punti dalla patente. Con lo strumento dell’autotutela, se ci sono basi solide per la contestazione, l’Ente ha tutto l’interesse ad annullare la multa (o ridimensionarla) perché, in caso il Giudice desse ragione all’automobilista, l’Ente dovrebbe pagare le spese legali. L’autotutela è adatta anche ai casi in cui si riceve una notifica di una multa già pagata.

Prefetto e Giudice di Pace

Se l’autotutela non riguarda il vostro caso, potreste rivolgervi al Prefetto o al Giudice di Pace della vostra città. A questi organi è possibile rivolgersi solo dopo aver ricevuto la notifica del verbale a casa. Quindi non basta il semplice foglio lasciato sul parabrezza. È consigliabile verificare online date o orari di ufficio dei soggetti indicati che possono variare di città in città. In alternativa è possibile inviare il ricorso tramite PEC o raccomandata A/R. È possibile rivolgersi al Giudice di Pace soltanto in caso di rigetto del ricorso da parte del Prefetto. I tempi sono di massimo 30 giorni dopo l’emissione della sentenza. È disponibile sul sito del ministero della giustizia un form online per il ricorso presso il Giudice di Pace.

Le contestazioni di fronte al Prefetto sono gratuite e non obbligano il cittadino a rivolgersi ad un avvocato. Semplicemente è sufficiente presentare la richiesta all’apposito ufficio, indicando i motivi per cui si vuole contestare l’infrazione. Presso il Giudice di Pace invece la contestazione va presentata tramite avvocato, a cui si aggiungono spese per 43 euro (per ricorsi del valore della multa fino a 1100 euro) e marche da bollo per 27 euro. In questo caso la parte che esce sconfitta dal confronto sarà tenuta a pagare le spese legali. I documenti da presentare sono:

  • la multa originale e quattro fotocopie del verbale o dell’ordinanza prefettizia
  • la domanda del ricorso con quattro fotocopie
  • fotocopie del documento d’identità
  • altre eventuali copie di prove da presentare al giudice

Tempistiche del ricorso

Se la domanda di ricorso viene presentata al Prefetto, questo ha tempo massimo 210 giorni per fornire una risposta. Se la contestazione avviene presso l’Ente che ha emesso la multa, i giorni sono 180. Trascorso questo periodo di tempo, se non si è ricevuta risposta scatta il silenzio assenso che comporta l’accoglimento del ricorso e di conseguenza l’annullamento della multa. In caso di rigetto del ricorso è possibile presentare un secondo ricorso presso il Giudice di Pace entro 30 giorni. Non ci sono limiti di tempo in merito alla sentenza del Giudice di Pace.

Foto: Pixabay

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