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PD, gli 8 punti del nuovo Governo

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parlamento italiano

Da qualche giorno Pierluigi Bersani continuava a ribadire che il programma del PD prevedeva 8 punti su cui si sarebbe dovuto trovare l’accordo con le altre forze politiche. Solo così si poteva garantire un Governo il più stabile possibile che poi avrebbe portato nuovamente l’Italia al voto una volta risolte queste 8 questioni. Ma quali sono questi fatidici punti? Finalmente ieri sera sono stati chiariti.

1 – No all’austerity: il rientro dal debito pubblico non si ottiene subito ma si ha sul medio/lungo termine. Quindi basta tagli ma una correzione espansiva della politica europea.

2 – Lavoro e sociale: la Pubblica Amministrazione pagherà le imprese con titoli pubblici; allentamento del Patto di Stabilità; sviluppo della banda larga e dell’ICT; riduzione del costo di lavoro; salario minimo; sussidio di disoccupazione; salvaguardia esodati; taglio delle spese inutili; riduzione e redistribuzione dell’Imu; tracciabilità fiscale; blocco dei condoni; aiuti al Sud.

3 – Politica: dimezzamento parlamentari; cancellazione delle Province; riduzione degli stipendi dei politici a tutti i livelli; revisione dei doppi incarichi; codice etico per le candidature; nuova legge elettorale.

4 – Giustizia: legge sulla corruzione, falso in bilancio, frodi fiscali e prescrizione.

5 – Conflitto d’interessi: introduzione di norme sull’incandidabilità, ineleggibilità e doppi incarichi.

6 – Ambiente: conferma del contributo fiscale del 55% per le ristrutturazioni e l’efficienza energetica; riqualificazione degli edifici pubblici e del territorio; bonifiche; smart grid; revisione del ciclo dei rifiuti.

7 – Diritti: cittadinanza per bambini nati in Italia da genitori stranieri; unioni civili “alla tedesca”; legge contro il femminicidio.

8 – Istruzione e ricerca: contrasto all’abbandono scolastico; miglioramento delle strutture scolastiche; assorbimento dei precari della scuola e dei ricercatori.

Anche se questi 8 punti sembrano venire molto incontro alle richieste del Movimento 5 Stelle, bisogna ammettere che in buona parte erano già trattati anche nel programma elettorale del PD. Una volta fatte queste proposte, ed escluso tutto il resto che potrebbe non piacere ai cosiddetti “grillini”, la palla passerà proprio al Movimento guidato dal comico genovese che a questo punto non potrebbe più tirarsi indietro. Certo è anche che se durante l’iter parlamentare il PD dovesse allontanarsi da questo programma, il Governo avrebbe i giorni contati.

Foto | Thinkstock

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