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Come rinunciare al reddito di cittadinanza

rinunciare al reddito di cittadinanza

A poche settimane dal suo esordio, sono migliaia le persone che vogliono rinunciare al reddito di cittadinanza. Secondo i dati ufficiali diffusi dai Caf, su circa 762 mila domande accolte, 130 mila vorrebbero rinunciarci. Una richiesta del tutto inaspettata tanto che i tecnici del Ministero del Lavoro non avevano nemmeno preparato un modulo di rinuncia, e i Caf sono stati costretti a rinviare le eventuali richieste dei cittadini. Ma come rinunciare al reddito di cittadinanza? E perché farlo? Cosa comporta e quali sono i moduli da compilare? Tutte le risposte nei paragrafi che seguono.

Perché rinunciare al reddito di cittadinanza

Erano tanti gli italiani che aspettavano il sussidio per “sconfiggere la povertà”, come preannunciato dal Ministro Luigi Di Maio. Purtroppo, alla conta di fatti, non è stato così. Il Movimento 5 Stelle aveva annunciato che il RdC sarebbe stato di 780 euro a persona, e così in molti hanno cominciato a sognare un reddito extra. Purtroppo non solo persone veramente bisognose, ma anche chi non ne aveva effettivamente bisogno perché aveva già un reddito (seppur minimo) o lavorava in nero.

Il risultato è stato che, una volta accolte le domande, le persone che percepivano veramente 780 euro si sono rivelate veramente poche. Quasi 100 mila aventi diritto al reddito di cittadinanza non superava i 100 euro di accredito sulla card. Numeri che arrivano a circa la metà dei richiedenti fino ai 300 euro.

A fronte di un introito così risicato (circa 34 mila persone non percepiscono più di 40 euro mensili) i controlli, e le punizioni, non cambiano rispetto a chi percepisce di più. Se, a seguito di una verifica, si dovesse scoprire che si lavora in nero, oppure un avente diritto in realtà ha nascosto terreni, proprietà o altri fattori che lo farebbero uscire dal novero dei beneficiari (basti pensare alle false separazioni), sono previste pene fino a 6 anni di carcere. Inoltre a breve inizieranno i corsi di formazione organizzati dai Comuni e si avvieranno lavori socialmente utili, a cui tutta la famiglia (dunque non solo il richiedente) dovrà partecipare. E il numero delle richieste di disdetta del reddito di cittadinanza potrebbe aumentare. In molti infatti si chiedono: “Ne varrà la pena, per 100 o 200 euro al mese, subire verifiche, fare corsi e lavori socialmente utili?”. Per questo motivo in tanti vorrebbero rinunciare al reddito di cittadinanza.

Le modalità per disdire il reddito di cittadinanza

Il legislatore, quando ha pubblicato la legge in Gazzetta Ufficiale, non ha inizialmente previsto la possibilità di disdire il reddito di cittadinanza. Né sul sito ufficiale, né su quello dell’Inps sono stati approntati moduli e form da compilare per rinunciare al sussidio. Il Governo infatti non si aspettava che potesse esserci qualcuno che decidesse di disdirlo, o comunque non in così breve tempo. Per questo motivo al momento, ovvero fine maggio 2019, non è ancora stato legiferato in merito. Ciò significa che non c’è ancora un iter per restituire la card del Rdc. Un aspetto comunque è da tenere bene a mente: in caso di rinuncia al reddito cittadinanza, bisognerà restituire l’intera somma ottenuta fino a quel momento. Quindi se per esempio sono già stati incassati 200 euro (o 2000 euro, non fa differenza) nei mesi precedenti, andranno restituiti completamente e in un’unica soluzione.

Se volete disdire il reddito di cittadinanza senza aspettare i tempi burocratici della nuova legge, un modo c’è. Per evitare conseguenze penali bisogna certificare che una novità sopraggiunta fa perdere il diritto al sussidio. Per novità sopraggiunta si intende un nuovo lavoro, l’acquisto di un’auto o di una proprietà. In questo modo non si dovrebbe nemmeno restituire la somma ricevuta fino a quel momento. Ulteriori sviluppi saranno disponibili solo dopo il licenziamento della nuova legge sulla disdetta del reddito di cittadinanza. Continuate a seguirci perché pubblicheremo ogni novità in merito e dove trovare i moduli per la disdetta del reddito di cittadinanza.

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