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Volo cancellato: rimborso e i diritti del passeggero

volo cancellato

La cancellazione di un volo è un’eventualità ormai sempre più rara. Se si escludono le giornate di sciopero, che se preannunciate con debito anticipo non comportano grossi disagi, le compagnie aeree fanno davvero di tutto per evitare che un aereo non parta. Questo perché rappresenta una grossa spesa per la compagnia. In caso di volo cancellato infatti le norme internazionali prevedono una serie di diritti dei passeggeri imprescindibili. Andiamo a scoprire come ottenere il rimborso, il cambio volo e gli altri diritti che spettano al viaggiatore.

Come chiedere il rimborso di un volo cancellato

Il primo aspetto da tenere in considerazione, in caso di volo cancellato, è la comunicazione fatta dalla compagnia aerea. Le compagnie sono tenute ad avvisare il passeggero tempestivamente della cancellazione del viaggio via sms, via email o telefonicamente. In questo caso il rimborso si può chiedere tramite le modalità espresse sul sito internet della compagnia. Solitamente il metodo più comune per richiedere il rimborso di un volo cancellato è inviare il biglietto, con tanto di richiesta di rimborso, con una raccomandata con ricevuta di ritorno direttamente alla sede legale della compagnia. È possibile farsi rimborsare anche dall’agenzia di viaggi dove avete acquistato il biglietto.

A parte l’avviso, c’è un altro elemento molto importante da considerare: i tempi. Se la cancellazione avviene con largo anticipo, per esempio a causa di uno sciopero, e il passeggero viene avvisato almeno 2 settimane prima del volo, ha diritto al rimborso del biglietto e basta. Se invece la cancellazione è improvvisa è possibile richiedere anche il risarcimento danni. Tale risarcimento è dovuto in quanto il passeggero non ha avuto il tempo di organizzarsi per ovviare al disagio, e così è costretto per esempio a pernottare in un albergo vicino all’aeroporto, a mangiare al ristorante e così via. Il risarcimento previsto dalle norme internazionali è di:

  • 250 euro per tratte inferiori ai 1500 km;
  • 400 euro tra 1500 e 3000 km;
  • 600 euro per tratte superiori ai 3000 km (solo per viaggi fuori dall’Unione Europea).

Attenzione però perché se la cancellazione è dovuta a cause eccezionali, come per esempio un attentato terroristico o il maltempo, non si ha diritto al risarcimento. Inoltre la compagnia è tenuta a trovare una sistemazione per la notte, provvedere ai pasti e al trasporto da e verso l’albergo.

Cambiare volo in caso di cancellazione

La compagnia aerea è tenuta, in caso di richiesta da parte del passeggero, a trovargli posto in un volo successivo. La classe del biglietto dev’essere per forza uguale o superiore, ma mai inferiore (se avete comprato un biglietto di seconda classe potete essere spostati in prima, ma non il contrario). Inoltre il passeggero ha diritto a decidere la data in cui fissare il nuovo volo. Per esempio se c’è un volo dopo 3 ore ma preferisce dormire in albergo e partire il giorno dopo, ha il diritto di richiederlo.

Nel primo caso preso in esame, cioè cancellazione con almeno 2 settimane d’anticipo, il passeggero non sarà tenuto a pagare nessun eventuale costo aggiuntivo (ma ovviamente non potrà richiedere il rimborso). Nel caso di cancellazione con poco preavviso valgono le stesse regole, ma potrà comunque chiedere il risarcimento, anche se in questo caso l’importo si riduce della metà se il ritardo del successivo volo è solo di 2 ore per le tratte inferiori ai 1500 km, 3 ore fino a 3000 e 4 ore oltre le 3000.

Altre disposizioni

Se il volo non è diretto e la tratta cancellata è quella successiva allo scalo, è possibile farsi rimborsare solo il biglietto di cui non si è usufruito; oppure la compagnia può offrire un altro volo successivo o un volo di ritorno gratuito.

Per eventuali reclami ci si può rivolgere, con le stesse modalità del rimborso, presso la compagnia aerea. Se entro 6 settimane non dovesse arrivare risposta, o se la risposta non fosse soddisfacente, ci si può rivolgere all’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). Le indicazioni in questo articolo non riguardano chi dispone di un volo gratuito, usufruisce di sconti non disponibili al pubblico (per esempio quelli per i lavoratori delle compagnie aeree) o chi vede negato l’accesso all’aereo per motivi di salute, sicurezza o per documenti non validi.

Foto: Pixabay

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