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4 modi per riconoscere un buon olio essenziale

buon olio essenziale

Cari amici di M’informo Salute, in questo approfondimento vi forniremo i consigli degli esperti per riconoscere un buon olio essenziale.

Non tutti gli oli essenziali infatti sono uguali. Alcuni spacciati per puri sono invece diluiti.

Oppure sono di scarsa qualità perché estratti con solventi. In questo caso non sono adatti all’uso terapeutico, a meno che il solvente usato non sia l’alcool puro.

Le caratteristiche di un buon olio essenziale

Come avrai intuito da queste premesse, non è facile orientarsi nella scelta di un buon olio essenziale. Per questo abbiamo deciso di aiutarti riportandoti i consigli del terapista Guy Roulier, docente alla facoltà di medicina di Paris 13.

Nel suo manuale Oli essenziali e piante aromatiche per la tua salute Roulier spiega quali caratteristiche deve avere un buon olio essenziale.

Secondo l’esperto possiamo essere sicuri che un olio essenziale sia di qualità in base a questiquattro criteri:

1. Identità botanica della pianta e chemiotipo

Deve essere indicata l’identità botanica della pianta e se esiste anche il chemiotipo.

Il chemiotipo indica la variazione chimica delle sottospecie e delle varietà della stessa pianta. Serve a capire qual è la molecola principale presente in un olio essenziale.

Questa differenzazione è utile per capire qual è il miglior olio essenziale da usare per un problema specifico.

Ad esempio il Rosmarinus officinalis al 1.8 cineolo, ha un effetto decongestionante per le vie respiratorie. Il Rosmarinus officinalis a verbenone invece è utile per il drenaggio disintossicante del fegato.

2. Il metodo di coltivazione e raccolta

Un buon olio essenziale dev’essere di origine selvatica o estratto da piante coltivate con agricoltura biologica. Se proviene da piante coltivate con agricoltura convenzionale, non deve contenere tracce di pesticidi ed erbicidi.

Anche la raccolta ha il suo peso nella qualità di un olio essenziale. Ad esempio la composizione dell’olio essenziale cambia in base al momento in cui è avvenuta la raccolta.

Le caratteristiche di un olio essenziale cambiano anche in base al luogo di coltivazione. Un esempio è la canfora del Madagascar. Questo chemiotipo non contiene canfora, ma 1,8 cineolo.

3. La tecnica di estrazione

Distillazione a vapore acqueo

La migliore tecnica di estrazione di un olio essenziale è la distillazione a vapore acqueo.

Questo metodo estrattivo garantisce oli essenziali con dei benefici per la salute.

Il procedimento si effettua sistemando le piante aromatiche in un serbatoio. Il serbatoio viene poi attraversato dal vapore acqueo.

Il vapore trasforma le cellule in essenza, catturando le molecole aromatiche volatili.

A questo punto si procede alla condensazione e al raffreddamento in una serpentina.

Il vapore raffreddato viene poi spostato in un essenziere, ottenendo acqua e olio essenziale.

Questi due liquidi hanno densità diverse. Perciò possono essere separati facilmente. L’olio solitamente è più leggero dell’acqua floreale.

La distillazione dev’essere lenta (da 1 a 24 ore). I tempi lunghi permettono di estrarre tutte le componenti aromatiche della pianta, incluse quelle più pesanti.

Inoltre non dev’essere effettuata con alambicchi a fuoco diretto. Il calore eccessivo infatti potrebbe lasciare una nota di bruciato all’olio.

Spremitura a freddo

Un’altra tecnica di estrazione che dà cui si ricava un buon olio essenziale è la spremitura a freddo.

Questa tecnica viene usata per estrarre olio essenziale dalle scorze aromatiche. Ad esempio viene usata per ottenere gli oli essenziali di bergamotto, arancio, mandarino e altri agrumi.

La procedura manuale è molto semplice. La scorza fresca viene grattata, L’essenza presente nelle tasche superficiali dei frutti viene assorbita da una spugna naturale che poi viene spremuta.

Le industrie estrattive usano invece una pressa idraulica. Alla fine di questo processo si ottengono degli oli essenziali senza coloranti non volatili (flavonoidi, carotenoidi).

4. Composizione degli oli essenziali

Un olio essenziale di alta qualità extra dev’essere 100% puro. Non deve cioè essere mischiato con altri oli essenziali.

I migliori oli essenziali non devono essere decolorati e devono preservare tutti i principi aromatici. Non devono essere rettificati, perossidati e deterpenati.

Inoltre devono essere 100% naturali, cioè non contenere essenze minerali, conservanti, dissolventi, olio e tracce di solventi.

Speriamo di esserti stati d’aiuto! Se hai altri dubbi su come scegliere un buon olio essenziale scrivici nei commenti.

Nel frattempo scopri anche quali sono i migliori oli essenziali per meditare.

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