Case a 1 euro: sempre più Comuni aderiscono all’iniziativa

di Onofrio Marco Mancini
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case a 1 euro

I primi Comuni italiani che regalavano le case, o le vendevano a prezzi stracciati, come accaduto nel lontano 2008 a Salemi, hanno lasciato di stucco tantissime persone. Negli anni successivi però questa iniziativa, che sembrava senza futuro, sembra stia prendendo sempre più piede. In Italia ad oggi si contano più di una decina di piccoli paesini che, per non sparire, hanno adottato questa strategia.

Ma come si può acquistare una casa a 1 euro? E funziona davvero? Andiamo a vedere i pro e i contro di questa stravagante idea.

Perché le case a 1 euro

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Molte persone si vogliono liberare di un’abitazione perché vecchia e fatiscente. Parliamo di persone che hanno ricevuto queste strutture in eredità da genitori, nonni o altri parenti lontani. Magari loro in quella casa non ci hanno mai messo piede e non hanno intenzione di farlo. Per evitare che queste abitazioni vadano a pesare sullo stato patrimoniale dei proprietari, e ci debbano pagare le tasse, in molti decidono di rinunciarvi, regalando l’immobile al Comune. Una commissione apposita può decidere, dopo attenta valutazione, se riutilizzarlo o se venderlo a prezzo di mercato o simbolico. Chi compra ad un prezzo così agevolato non correrà alcun rischio di vedersi sottratto l’immobile, magari dopo i lavori di ristrutturazione, dai vecchi proprietari. Non vengono infatti prese in considerazione case abbandonate ed espropriate, ma solo quelle donate al Comune.

Essenzialmente il motivo principale che sta dietro a un’iniziativa simile è, come accennato prima, la necessità di ripopolare interi Comuni ormai quasi scomparsi. Certo, parliamo di Comuni che magari in passato hanno subito terremoti, cedimenti strutturali, oppure la cui economia rasenta lo zero. Però un incentivo del genere potrebbe fare comodo a tantissime persone. Da un lato infatti il Comune quasi regala le abitazioni, dall’altro tenta in qualche modo di salvare un territorio dall’abbandono completo. Puntando perché no, anche su un turismo e una rinascita economica altrimenti impossibili.

Gli obblighi di chi compra le case a 1 euro

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Anzitutto va specificato che non sempre l’abitazione che può interessarvi costa davvero un solo euro. Quella è la base d’asta proposta dai Comuni. Se siete fortunati sarete gli unici acquirenti interessati e potreste accaparrarvela per una cifra così esigua. Se invece si presenteranno più acquirenti, il prezzo potrebbe salire (rimanendo comunque molto al di sotto dei prezzi di mercato delle case). L’importante è inviare la propria manifestazione d’interesse partecipando all’asta e presentando un progetto di ristrutturazione.

Oltre all’acquisto della casa, i Comuni prevedono altri obblighi. Per evitare la speculazione (compro a un euro e vendo a ventimila per esempio) infatti le amministrazioni (non tutte, ma la maggior parte) chiedono che l’acquirente metta in quella casa la propria residenza. Insomma, ci si deve trasferire con la famiglia. Poi ogni Comune decide regole proprie, le più diffuse sono:

  • Lavorare nello stesso Comune (eventualmente anche avviando un’attività economica);
  • Ristrutturare l’immobile, seguendo alcune indicazioni prestabilite (per esempio sui colori, lo stile, i materiali, ecc.);
  • Utilizzare lavoratori del luogo per effettuare i lavori;
  • Aprire una fidejussione bancaria che serve a garantire al Comune che i lavori vengano effettivamente fatti.
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A questi obblighi, e al costo dell’immobile (che sia un euro o di più) non bisogna dimenticarsi che vanno aggiunte le spese notarili, quelle per la registrazione al catasto comunale e le volture delle utenze.

I Comuni in cui sono disponibili le case a 1 euro

Uno dei Comuni che hanno avuto successo con questa strategia è quello di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta. Secondo quanto dichiarato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Nigrelli a Business Insider, con il metodo delle case a 1 euro sono state vendute oltre 100 abitazioni e se oggi il Comune può contare su oltre 12 mila abitanti è anche grazie a questa attività. Iniziative del genere fanno anche conoscere questi piccoli paesini a livello nazionale ed internazionale, rilanciando il turismo come mai prima. C’è persino chi, come il paesino di Nulvi, in provincia di Sassari, è stato protagonista di un docufilm.

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Questi i Comuni, suddivisi per regione, che hanno dato disponibilità per alcune case a 1 euro:

  • Piemonte: Borgomezzavalle (VCO), Carrera Ligure (AL), Locana (TO)
  • Toscana: Fabbriche di Vergemoli (LU), Montieri (GR)
  • Marche: Cantiano (PU)
  • Abruzzo: Lecce nei Marsi (AQ)
  • Lazio: Patrica (FR)
  • Molise: Pizzone (IS)
  • Puglia: Caprarica (LE)
  • Campania: Zungoli (AV)
  • Calabria: Cinquefrondi (RC), Tarsia (CS)
  • Sardegna: Ollolai (NU), Nulvi (SS)
  • Sicilia: Sambuca (AG), Mussomeli (CL), Gangi (PA), Regalbuto (EN), Salemi (TP)

A questo elenco si può aggiungere anche un’eccezione interessante. È il caso del Comune di Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia, il cui sindaco ha deciso di regalare del tutto alcuni immobili, sempre con finalità di ristrutturazione.

Foto: Pixabay

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