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Metro Exodus: recensione dell’ultimo capitolo della trilogia

Metro Exodus

Sono passati ben 6 anni da Metro: Last Light, ma vi basterà giocare per cinque minuti a Metro Exodus per risentire l’esatto sapore del titolo uscito nel 2013. Deep Silver e 4A Games sono tornati con il terzo capitolo della saga ispirata al best seller di Dmitrij Gluchovskij Metro 2035. Un capitolo “maturo” giocabile da chiunque. È bene sottolineare infatti che a Metro Exodus si possono approcciare anche utenti che non hanno mai giocato ai due capitoli precedenti perché, pur essendo un sequel, ha una trama a se stante. Il titolo è uno sparatutto in prima persona giocabile solo offline.

In Metro Exodus metteremo finalmente il naso al di fuori della metropolitana, questa volta per rimanerci. Mentre nei precedenti capitoli si usciva solo raramente dalle gallerie perché la vita nell’era post-atomica era impossibile all’esterno, adesso finalmente possiamo esplorare anche cosa c’è al di fuori di Mosca. Un bel cambio di paradigma senza dubbio.

La trama di Metro Exodus

Non è passato molto tempo dai fatti raccontati in Last Light. Il nostro protagonista, il soldato Artyom, nonostante continui a rischiare la vita continua a voler guardare al di fuori delle gallerie della metropolitana. Secondo lui, al di fuori dei cunicoli, c’è vita, basta solo trovarla. Decide così di abbandonare la vita del “formicaio umano” che si è creato al di sotto delle strade di Mosca, ma stavolta non è da solo. Le circostanze per fortuna lo porteranno ad essere accompagnato dalla moglie Anna e da alcuni dei principali personaggi del passato. Essi lo sosterranno nella vita all’aria aperta. Un’aria che, dopo tanto tempo e tante radiazioni, sembra diventata respirabile.

La trama è ben raccontata tra filmati, appunti trovati qui e là e voce narrante. Peccato soltanto che i dialoghi tra personaggi non siano proprio il massimo, e a volte siano fin troppo lenti, al limite del soporifero.

Dinamiche di gioco

Seppur molto apprezzabile dal punto di vista del gameplay, c’è da dire che non sembra affatto che siano passati 6 anni dall’ultimo titolo. Le meccaniche di gioco, le tipologie di missioni, persino i mostri sono più o meno sempre gli stessi. Da questo punto di vista gli sviluppatori non hanno intrapreso un grandissimo sforzo. Magari nel tentativo di fornirci una trama originale e coinvolgente, si sono dimenticati di apportare qualche novità.

E allora eccoci a vagare con le nostre armi primaria e secondaria (che diverranno tre dopo un po’, a cui si aggiungono le armi da lancio) con poca scelta nelle varianti. Esistono pochi tipi di armi, per fortuna è stato implementato un discreto sistema di crafting che ci permette di modificarle a nostro piacimento. Le modifiche servono più che altro ad adattarsi al proprio stile di gioco, ma non incidono tantissimo sul gameplay. Non mancheranno la maschera antigas, con i maledetti filtri che finiscono sempre troppo presto e i medikit. Una menzione a parte va fatta in merito alle missioni secondarie. Non vere e proprie missioni, ma più che altro obiettivi che si possono portare a termine per allungare (di poco) alcune missioni, le quali sbloccano qualche filmato e a volte anche qualche gadget che potrebbe tornare utile nel prosieguo del gioco.

Grafica e sonoro buoni, ma non al top

Quando affermiamo che non sembrano passati i 6 anni di distacco dall’ultimo titolo lo facciamo anche dal punto di vista tecnico. La grafica, seppur di ottima fattura, non sembra aver fatto grandi passi avanti rispetto a Last Light, almeno sulle console tradizionali. E se vogliamo escludere qualche primo piano veramente di ottimo livello, la grafica in generale rientra nella norma degli FPS senza strafare. Certamente si è voluto preferire la fluidità di gioco alla spettacolarità, e su questo siamo d’accordo. Discorso diverso per i “fortunati” in grado di giocare su PC con impostazioni ultra, lì sì che c’è un salto di qualità.

Se la musica di sottofondo è a dir poco eccezionale, molto coinvolgente e sempre azzeccata, qualche pecca l’abbiamo trovata nell’audio spaziale. Capita spesso infatti che i nemici siano in un altro piano dell’edificio o addirittura distanti decine di metri, ma il ritorno audio dei loro passi e della loro voce sembra provenire spesso a due passi da noi. E questo, per un gioco con una componente stealth, è un po’ una spina nel fianco. Per fortuna questo neo è coperto da un doppiaggio in italiano davvero di ottima fattura. Male l’intelligenza artificiale: i nemici sono fin troppo stupidi, basta nascondersi e vanno subito in confusione, convinti che siamo riusciti a scappare anche se eravamo davanti ai loro occhi un secondo prima. E anche quando viene dato l’allarme, gli NPC ci impiegano una vita a raggiungervi se devono fare una rampa di scale.

Infine il tentativo di dare un’impronta un po’ open world ad un gioco che open world non è, è decisamente apprezzabile. Magari di libertà di movimento ce n’è davvero poca, ma è molta di più rispetto al passato.

Conclusioni

Per concludere si può affermare che l’obiettivo di concludere la trilogia di Metro nel migliore dei modi è stato centrato. Metro Exodus riesce a mettere sullo stesso piano sia i giocatori di vecchia data che i nuovi utenti, fornendo almeno 20 ore di gioco, ma probabilmente anche di più, di ottima qualità, divertenti ed entusiasmanti. La scelta di non apportare contenuti online forse comporterà un abbandono del gioco abbastanza frettoloso, ma per chi, come il sottoscritto, preferisce le belle storie in locale, si tratta di un ottimo prodotto. È il miglior fps in circolazione? Probabilmente no, ma se riduciamo il campo agli fps solo offline e con una quantità di ore che i big del settore come Battlefield o CoD si possono solo sognare, allora possiamo tranquillamente affermare che ci troviamo di fronte ad un titolo assolutamente da piazzare sul podio. Super consigliato per chi ha giocato ai due Metro precedenti, buon titolo anche per i neofiti (anche se consigliamo di gustarsi la storia completa dall’inizio, e magari leggere anche il libro originale, Metro 2035).

Metro Exodus - Recensione

Trama - 9.5
Grafica - 8
Sonoro - 8
Gameplay - 8
Rigiocabilità - 7
Longevità - 8.5
Novità - 7

8

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