Home / Salute / I sintomi atipici del reflusso gastroesofageo: dalla tosse alla raucedine

I sintomi atipici del reflusso gastroesofageo: dalla tosse alla raucedine

reflusso gastroesofageo sintomi atipici tosse

Il reflusso gastroesofageo non si manifesta sempre con i suoi sintomi più comuni come il bruciore di stomaco e il rigurgito, ma può presentarsi anche con sintomi atipici come raucedine, mal di gola, dover “grattare” continuamente con la gola o doversi schiarire la voce di continuo, deglutire spesso, tosse persistente.

A illustrare i sintomi atipici del reflusso gastroesofageo sono i gastroenterologi della Gastroenterology Clinic, in Pennsylvania. Gli specialisti spiegano sul loro sito che l’assenza di bruciore di stomaco non deve far escludere di soffrire di sindrome da reflusso gastroesofageo.

Che cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo si manifesta quando il contenuto dello stomaco torna indietro e fuoriesce nell’esofago.

Durante la deglutizione, lo sfintere esofageo inferiore, una fascia circolare di muscoli che circonda la parte finale dell’esofago, si rilassa per consentire al cibo e ai liquidi di fluire nello stomaco. Poi si chiude di nuovo.

Se lo sfintere si distende in modo anormale o si indebolisce, i succhi gastrici possono risalire nell’esofago, irritandone il rivestimento e causandone spesso l’infiammazione.

Nello stomaco, oltre agli acidi, ci sono altri liquidi gastrici che possono creare problemi se si riversano nell’esofago, causando reflusso non acido.

Le cause del reflusso gastroesofageo

Avere bruciore di stomaco o soffrire di reflusso, acido e non acido, ogni tanto è normale. Può capitare ad esempio dopo un’abbuffata a base di cibi grassi o dopo aver mangiato cibi molto acidi. In questo caso basta modificare la dieta per alleviare i sintomi e tenere sotto controllo il reflusso acido.

Ma quando il reflusso capita più di due volte alla settimana con sintomi intensi diventa cronico e può condizionare la vita. Chi soffre della forma cronica del reflusso gastroesofageo può infatti manifestare i sintomi più volte in una settimana e persino tutti i giorni.

Il reflusso cronico è meno comune e dipende da cause anatomiche.

I fattori di rischio della forma cronica del reflusso gastroesofageo sono:

  • obesità;
  • rigonfiamento della parte superiore dello stomaco fino al diaframma (ernia iatale);
  • gravidanza;
  • disturbi del tessuto connettivo, come lo scleroderma;
  • svuotamento gastrico ritardato;
  • fumare;
  • fare pasti abbondanti o mangiare a tarda notte;
  • mangiare cibi grassi o fritti;
  • bere alcolici e caffè;
  • assumere l’aspirina spesso e senza un protettore gastrico.

In questo caso bisogna rivolgersi al medico di famiglia per farsi prescrivere i farmaci antireflusso. Ci sono sia medicinali da banco per curare un reflusso lieve, che farmaci più forti con ricetta per la sindrome da reflusso cronica.

La chirurgia viene invece riservata solo ai casi più gravi.

Diagnosi del reflusso gastroesofageo dai sintomi atipici

Per avere una diagnosi accurata, potrebbe essere necessaria una visita dal gastroenterologo o dall’otorinolaringoiatra.

I sintomi atipici del reflusso sono difficili da collegare al reflusso. Per questo motivo per effettuare una diagnosi spesso si valuta come risponde il paziente a un trattamento aggressivo con dei farmaci antiacidi. Se i sintomi atipici del reflusso si riducono o spariscono, lo specialista potrà essere sicuro che si tratti proprio di sindrome da reflusso gastroesofageo.

I sintomi tipici e più comuni del reflusso gastroesofageo

Il reflusso cronico può cambiare da persona a persona. Sebbene possa manifestarsi con una vasta gamma di sintomi, gli esperti li hanno raggruppati in tipici e atipici in base alla gravità.

Di seguito una lista dei sintomi tipici più comuni del reflusso gastroesofageo:

  • bruciore di stomaco;
  • difficoltà a deglutire (disfagia);
  • salivazione eccessiva;
  • rigurgito acido in bocca e gas che porta a eruttazione e gonfiore;
  • dolore o fastidio al petto;
  • intolleranza a determinati cibi e bevande;
  • alito cattivo o sapore aspro in bocca.

I sintomi atipici e meno comuni del reflusso gastroesofageo

I sintomi atipici e meno comuni del reflusso gastroesofageo invece sono:

  • raucedine o laringite;
  • deglutizione frequente;
  • asma o sintomi simili a quelli dell’asma;
  • grattare di continuo con la gola;
  • mal di gola, gola secca o irritata;
  • tosse persistente soprattutto durante il giorno e quando si sta eretti, senza catarro e con attacchi duraturi;
  • bruciore in bocca o in gola (sentire un sapore acido in bocca);
  • erosioni dentali o infiammazioni e malattie gengivali resistenti alle terapie;
  • disagio alle orecchie e al naso;
  • disturbi del sonno.

Cura del reflusso gastroesofageo

Per curare il reflusso gastroesofageo vengono prescritti inibitori della pompa protonica. Questi farmaci riducono la produzione di acidi, bloccando l’enzima nelle pareti dello stomaco che produce acidi, prevenendo le ulcere e dando a quelle esistenti il tempo di guarire.

Gli inibitori della pompa protonica includono:

  • omeprazolo;
  • lansoprazolo;
  • pantoprazolo;
  • esomeprazolo.

Dieta contro il reflusso gastroesofageo

Inoltre è importante seguire una dieta che escluda o riduca il consumo di cibi che causano acidità di stomaco, come la cioccolata, gli agrumi, gli alcolici, i fritti, gli alimenti molto grassi, i pomodori.

Complicazioni di un reflusso gastroesofageo non curato

Curare il reflusso gastroesofageo è importante per evitare complicazioni. Con il tempo infatti, se viene trascurata, l’infiammazione cronica dell’esofago può causare:

  • Un restringimento dell’esofago (stenosi esofagea), dovuto alla formazione di tessuto cicatriziale sulla parte inferiore dell’esofago danneggiata dagli acidi gastrici. Il tessuto cicatriziale restringe il canale in cui passa il cibo, portando a problemi di deglutizione.
  • Una piaga aperta nell’esofago (ulcera esofagea). L’acido dello stomaco può danneggiare il tessuto nell’esofago, provocando la formazione di una ferita aperta. Un’ulcera esofagea può sanguinare, causare dolore e rendere difficile la deglutizione.
  • Cambiamenti precancerosi all’esofago (esofago di Barrett). Il danno provocato dagli acidi può modificare il tessuto di rivestimento dell’esofago inferiore. Questi cambiamenti sono associati ad un aumento del rischio di cancro all’esofago.

Scopri anche come curare il mal di gola da reflusso.

Fonti: Main Line Gastroenterology Associates; Mayo Clinic; NCBI

Potrebbe interessarti anche:

oli essenziali per meditare camomilla romana

I migliori oli essenziali per meditare: dall’incenso olibano alla lavanda vera

Quali sono gli oli essenziali migliori per meditare: dall'incenso olibano, che riconnette con se stessi, alla lavanda vera, che agisce da sedativo naturale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.