Home / Attualità / Economia e Risparmio / Leasing non pagato: le conseguenze previste dalla legge

Leasing non pagato: le conseguenze previste dalla legge

Leasing non pagato

Lo strumento del leasing è molto comodo e utile, sia per le aziende che per i liberi professionisti. Consente infatti di usufruire di un bene, solitamente automobili, veicoli aziendali, ma anche immobili e attrezzature, pagandone un canone temporaneo. È possibile poi, alla fine del leasing, riscattare il bene tenendo conto della cifra versata fino a quel momento, oppure restituirlo. Ma cosa succede in caso di leasing non pagato? Cosa accade se non si pagano le rate? Andiamo a vedere cosa prevede la legge in questi casi.

Dopo quanti mesi scatta il sequestro del bene

L’ultimo aggiornamento legislativo in merito alla questione leasing risale al 2017, con la legge 124. Esso prevede la possibilità di saltare, in via eccezionale, alcuni pagamenti delle rate, senza far perdere il diritto di utilizzare il bene. Le sanzioni scattano dopo 6 canoni non pagati o dopo due, anche non consecutivi, nello stesso trimestre per i leasing immobiliari. Per gli altri tipi di leasing le sanzioni scattano al quarto canone “saltato”, anche non consecutivo.

Obblighi del concedente e dell’utilizzatore in caso di leasing non pagato

Nei casi esposti nel precedente paragrafo il bene in oggetto deve essere obbligatoriamente restituito e il proprietario (detto concedente) può decidere se rivenderlo o se avviare una nuova procedura di leasing con un altro soggetto. Se l’importo ottenuto dalla vendita del bene supera o equivale la quota che avrebbe incassato dal contratto precedente, il concedente è tenuto a versare al vecchio utilizzatore la parte rimanente delle rate del contratto, sottratti i canoni scaduti e non pagati fino a quella data e tutte le spese collegate (recupero bene, costi per la conservazione ecc.). Se invece l’importo ottenuto dalla vendita è inferiore a quanto il concedente avrebbe guadagnato dal vecchio contratto di leasing non pagato, l’utilizzatore sarà tenuto a coprire la parte mancante. Ogni transazione va fatta nei limiti dei prezzi di mercato, anche a seguito di rilevazioni di soggetti terzi esperti (periti) scelti di comune accordo. Il concedente è tenuto ad avvisare il vecchio utilizzatore della decisione presa e del prezzo di mercato stabilito per la rivendita del bene.

È bene aggiungere che, in caso di contestazioni sul mancato pagamento del canone, spetta all’utilizzatore il compito di dimostrare che i versamenti mensili siano stati fatti. Al contrario, al proprietario del bene basta contestare il mancato pagamento di fronte ad un giudice. L’intera disciplina appena descritta non si applica in caso di accordo tra le parti per il riscatto anticipato del bene, o in caso di una rescissione consensuale del contratto.

Foto: Pixabay

Potrebbe interessarti anche:

Cedolare secca: quanto costa, vantaggi e svantaggi

Come funziona la cedolare secca? È conveniente aderirvi? Tutte le risposte per proprietari e inquilini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.