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Differenza tra saldo contabile e saldo disponibile: il significato di entrambi

Differenza tra saldo contabile e saldo disponibile

Il mondo delle banche oggi è sempre più vicino grazie ai nuovi strumenti tecnologici. Lo strumento principe si chiama Home Banking, anche chiamato Internet Banking. Si tratta di un sito o un’applicazione per cellulari che consente ad un utente di consultare la situazione del proprio conto corrente semplicemente con un clic. Una volta infatti si era costretti a recarsi presso un bancomat per avere l’estratto conto, o presso uno sportello per avere determinate informazioni. Oggi invece il sito della propria banca mette a disposizione tutte le informazioni di cui avete bisogno. E anche di più.

L’informazione che sicuramente più interessa a qualunque correntista però è sempre la stessa: quanti soldi ho sul conto corrente? Questa è solitamente la prima informazione visibile quando si accede all’app o al sito. Con le operazioni che vengono fatte al giorno d’oggi, con bonifici online, pagamenti via internet e tante altre possibilità, da qualche anno è stata implementata la doppia voce: saldo contabile e saldo disponibile. La maggior parte delle volte queste due cifre combaceranno, specialmente se non fate tante operazioni. Ma molte volte sono differenti. Come mai? Andiamo a capire la differenza tra saldo contabile e saldo disponibile. Una differenza importante per evitare di spendere più di quanto effettivamente si ha sul conto, rischiando così di andare in rosso.

Saldo contabile o disponibile: cosa cambia

La voce del saldo disponibile riguarda la cifra realmente presente sul vostro conto corrente al netto delle varie operazioni di pagamento (tiene conto anche di eventuali fidi), mentre il saldo contabile riguarda l’importo “contabilizzato” al momento. Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio la situazione. Un correntista ha sul conto 1000 euro di risparmi. L’importo del saldo contabile e di quello disponibile sarà di mille euro. Ora il nostro correntista compra un cellulare, paga con il bancomat un importo di 300 euro.

In questo caso, un attimo dopo l’avvenuta transazione, il saldo disponibile terrà conto dell’operazione effettuata e segnalerà che ci sono ancora a disposizione 700 euro (1000-300). Nel saldo contabile invece comparirà ancora la somma di 1000 euro perché in realtà la banca ancora quei 300 euro non li ha prelevati dal conto, e quindi virtualmente sono ancora disponibili. Si chiama “contabile” proprio perché la banca non ha ancora “contabilizzato”, cioè registrato, l’operazione. Però la cifra è stata spesa e dunque non è più disponibile. Le due cifre si allineeranno dopo 2-3 giorni in media, ovvero quanto tempo impiega la banca per registrare l’operazione e trasmettere il denaro dal conto del cliente a quello del venditore.

Data contabile, disponibile e valuta

A questa distinzione ne va aggiunta un’altra che riguarda la voce “data”. In particolare esistono tre tipologie di date bancarie. C’è infatti la data contabile che si riferisce al giorno in cui viene effettuata un’operazione (nel nostro esempio precedente, il giorno in cui viene effettuato l’acquisto). C’è poi la data disponibile, ovvero la data in cui i soldi vengono effettivamente resi disponibili al creditore (la persona che ha venduto il cellulare). Infine c’è la data valuta che riguarda il momento in cui cominciano a maturare gli interessi (per i soldi in entrata) o smettono di maturarli (per quelli in uscita).

Foto: Pixabay

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