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Le 4 regole di Helga Hofmann per scegliere il nome di un gatto

scegliere il nome di un gatto

Scegliere il nome di un gatto può essere facile, quando è il micio stesso a suggerirci con una sua caratteristica o la sua storia come dev’essere chiamato. Non è raro infatti che i gatti neri vengano chiamati Pantera o Nerino. O che a un trovatello si appioppi il nome di Remì. Ma se avete adottato un gattino che non ha un aspetto fisico particolare o una storia alle spalle la scelta del nome può rivelarsi più difficile.

Per aiutarvi a scegliere il nome del gatto vi riportiamo i consigli di Helga Hofmann, esperta di gatti e autrice di Il mio gatto lo sa, un libro che aiuta a capire il comportamento felino.

La Hofmann premette che la scelta del nome del gatto deve assecondare la natura e l’aspetto dell’animale, ma anche le vostre preferenze personali. Inoltre bisogna tenere conto di alcune considerazioni pratiche. L’esperta elenca 4 regole per scegliere il nome di un gatto che riguardano la lunghezza e il suono.

Suono amichevole

L’ideale è scegliere nomi composti da due sillabe e con un suono morbido. Questi nomi hanno un suono più amichevole e accattivante e il gatto li assocerà più facilmente a qualcosa di positivo. Esempi di nomi di gatto corti e dal suono dolce: Babbo, Bimba, Fiocco, Fuffi, Minou.

Suoni chiari

I gatti percepiscono meglio i suoni chiari. Perciò sentiranno meglio i nomi che hanno una i all’interno, ad esempio Sissi o Baby. Ciò non toglie che possiate scegliere anche nomi come Bruto o Satana, il gatto imparerà comunque a riconoscere il suo nome.

Nomi di due o più sillabe

Non scegliete nomi troppo brevi che potrebbero confondersi con dei richiami per evitare di generare confusione quando impartite ordini e comandi al gatto. Ad esempio il nome Pia potrebbe essere confuso con Via. Il nome Giò potrebbe essere inteso dal gatto come Giù, ed essere associato a rimproveri e sgridate.

No ai vezzeggiativi

Una volta scelto il nome del gatto è utile usare solo quello, senza chiamarlo con dei vezzeggiativi o storpiarlo. I vezzeggiativi infatti non fanno altro che confondere il gatto.

Speriamo di avervi dato qualche dritta utile per scegliere il nome di un gatto. Voi come avete chiamato il vostro? E perché? Se vi va, raccontatecelo nei commenti per essere d’ispirazione ad altri lettori che non sanno che nome scegliere per il gatto. Alla prossima dalla redazione di M’informo Animali!

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