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Riscatto della laurea per andare in pensione in anticipo: come funziona

riscatto della laurea

Nel 2019 l’età per andare in pensione slitterà di 5 mesi. L’incremento dell’età per ritirarsi dal lavoro, a causa dell’aspettativa di vita, sposterà sempre più in avanti l’accesso alla pensione. Per questo motivo anche istituti fino a poco tempo fa “snobbati” come il riscatto della laurea vengono nuovamente presi in considerazione. Grazie ad una vecchia legge del 1997, modificata l’ultima volta nel 2016, è possibile far rientrare tra i contributi figurativi dai 2 ai 6 anni del titolo di studi. Ma come funziona? Quando conviene e quando no? Vediamo di rispondere a tutte le domande più comuni.

Che cos’è il riscatto della laurea

Se un lavoratore ha conseguito una laurea, che sia biennale, triennale, magistrale o anche di formazione post-laurea, può sfruttare gli anni degli studi per andare in pensione prima. Non sono conteggiati gli anni fuori corso né gli anni universitari di un eventuale corso di studi non portato a termine. Non rientrano nel conteggio nemmeno gli anni già coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa. È possibile richiedere il riscatto solo presso una cassa previdenziale, dunque non è possibile riscattare la laurea presso l’Inps e contemporaneamente presso una cassa professionale. Se un contribuente ha conseguito più lauree, può chiedere il riscatto di entrambe. Sono validi anche i titoli conseguiti all’estero, a patto che siano stati ottenuti all’interno della Comunità Europea o presso istituti convenzionati (cioè riconosciuti dalle Università italiane). I titoli riscattabili sono:

  • Diploma universitario (2 o 3 anni)
  • Diploma di laurea (4 o 6 anni)
  • Specializzazioni post-laurea (almeno 2 anni)
  • Dottorati di ricerca
  • Laurea sia triennale che specialistica (3 o 5 anni)
  • Diploma accademico di formazione artistico/musicale di primo e secondo livello
  • Diploma di specializzazione artistico/musicale
  • Diploma accademico di ricerca artistico/musicale

Il riscatto della laurea ha un costo. Anche se una recente modifica lo ha reso gratuito per una categoria di lavoratori, per la maggior parte l’operazione continua ad essere onerosa. Del conteggio ci occuperemo in un paragrafo successivo.

Come si presenta la domanda

Possono accedere a questo istituto del riscatto della laurea i dipendenti pubblici, privati, autonomi, e anche soggetti inoccupati non iscritti a nessuna cassa previdenziale. Per questi soggetti si calcola il livello minimo imponibile annuo previsto dalla cassa degli artigiani e commercianti moltiplicato per l’aliquota AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria). Il contributo in questo caso si versa all’Inps.

La domanda si presenta online, tramite il portale dell’Inps a questo link, al quale si accede con le proprie credenziali univoche (Pin o Spid). Dopo aver compilato i dati richiesti, si ottiene il piano di pagamento con gli importi rateali e quello in un’unica soluzione. Se si accettano le condizioni si riceve il bollettino MAV precompilato con il quale effettuare il versamento. Il pagamento si può effettuare in banca o in posta, o da casa con l’home banking. Si può pagare in un’unica rata oppure a rate, fino a 120 mensilità senza interessi. Per eventuali difficoltà o chiarimenti è possibile anche contattare il numero verde 803164 o rivolgersi a Patronati e Caf.

È possibile saltare fino ad un massimo di 5 rate prima di perdere il diritto alla rateizzazione del pagamento. Se si salta la prima rata invece decade la domanda che però può essere ripresentata. È possibile inoltre pagare l’intera parte restante, dopo il pagamento di alcune rate, senza costi aggiuntivi, e si può anche decidere di interrompere i pagamenti con apposita domanda. In questo caso risulta valido solo il periodo pagato ai fini del riscatto.

Quanto costa il riscatto della laurea

La laurea può essere riscattata gratuitamente se si è iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria. È inoltre fermo in Parlamento già da diverso tempo un disegno di legge che consentirebbe ai nati tra il 1980 e il 2000 attualmente iscritti ad un corso di laurea di riscattarla gratuitamente. Altra proposta riguarda la possibilità di far riscattare gratuitamente solo il primo anno a chi ha un reddito inferiore ai 15 mila euro annui, con un costo agevolato per gli anni successivi. Queste proposte al momento sono ancora allo studio del Parlamento e perciò, di fatto, il costo vale per tutti.

L’operazione ha un costo anche per i soggetti che non sono mai stati occupati. Per loro il costo è pari a un terzo del minimale contributivo previsto per i lavoratori autonomi. Il calcolo si effettua prendendo in considerazione il minimale contributivo suddetto, si moltiplica per il 33% e per il numero di anni da riscattare (ad esempio 5 per l’intero percorso triennale+magistrale).

Per calcolare il costo del riscatto della laurea di un lavoratore (di qualsiasi tipo) i fattori da prendere in considerazione sono:

  • Età in cui viene richiesto il riscatto (più è alta e maggiore è il costo)
  • Numero di anni da riscattare
  • Se si vogliono riscattare gli anni per intero o in misura ridotta
  • Contributo previdenziale vigente al momento della richiesta

Fino ai 39 anni d’età non ci sono incrementi nel coefficiente di calcolo. Il coefficiente sale ogni 5 anni successivi (cioè fino a 44 anni diventa 1,4, fino a 49 1,9, fino ai 55 anni che è di 3,2). Tali importi vanno poi modulati sullo stipendio/reddito percepito al momento della domanda. Sopra una certa soglia di reddito infatti scattano ulteriori coefficienti. Effettuando una simulazione, un lavoratore che ha meno di 39 anni e che volesse riscattare per intero il suo percorso di laurea (5 anni) pagherebbe oggi 21.990 euro. Se decidesse di farlo a 55 anni pagherebbe circa 70 mila euro.

Dati i costi molto elevati, si comprende come mai il riscatto della laurea sia stato fatto molto raramente dagli italiani. Può essere utile nel caso in cui per esempio mancassero pochi anni all’età della pensione e si perdesse il lavoro, ma si avessero dei risparmi da parte. Oppure sarebbe utile come investimento futuro (per chi ha denaro da impiegare) effettuare il pagamento prima dei 39 anni, in modo da avere una pensione più ricca in futuro. Addirittura effettuare il riscatto ancor prima di iniziare a lavorare potrebbe costare molto meno. Nel 2018 il costo ammonterebbe a poco più di 15 mila euro.

Foto: Pixabay

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