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Febbre alta nel gatto: come si misura, le cause e come abbassarla

febbre alta nel gatto

Cari amici di M’informo Animali, oggi ci occuperemo di febbre alta nel gatto. Anche i nostri gatti infatti possono avere la febbre, una temperatura corporea elevata nota anche come piressia.

Proprio come avviene in noi umani, nei mici l’aumento della temperatura corporea è un meccanismo difensivo dell’organismo contro le malattie. In questo approfondimento scopriremo da cosa è causata la febbre alta nei gatti, come misurarla e quali sono i rimedi naturali e le cure per abbassarla.

La temperatura corporea normale dei gatti

Iniziamo spiegando qual è la temperatura corporea normale dei gatti. La temperatura considerata normale per un gatto è più alta della soglia di normalità prevista per noi umani e va da i 37,7°C ai 39,1°C. Superati i 39,1°C si parla di febbre nel gatto.

La temperatura corporea può aumentare non solo a causa della febbre, ma anche in caso di ipertermia, ad esempio quando il gatto subisce un colpo di calore.

A regolare la temperatura è l’ipotalamo, un’area del cervello che funziona come un termostato. La temperatura aumenta quando l’organismo rileva nel sangue la presenza di pirogeni, molecole che causano la febbre. I pirogeni solitamente provengono da una fonte esterna al corpo e, a loro volta, stimolano la produzione di pirogeni all’interno dell’organismo. I pirogeni segnalano all’ipotalamo di aumentare la temperatura corporea, provocando la febbre.

Le cause della febbre alta nel gatto

Le possibili cause della febbre alta nel gatto sono:

  • un’infezione provocata da batteri, virus, parassiti o funghi;
  • un’infiammazione, come la pancreatite, la colangioepatite o la miocardite, un’infiammazione del cuore;
  • disturbi del sistema immunitario, come il lupus eritematoso sistemico, l’anemia emolitica e la trombocitopenia idiopatica;
  • cancro;
  • alcuni farmaci che provocano la cosiddetta febbre da farmaci, come gli interferoni, alcuni antibiotici e gli antistaminici;
  • disturbi endocrini come l’ipoparatiroidismo;
  • idiopatica cioè una febbre di origine sconosciuta.
La febbre serve a combattere le infezioni, creando un ambiente ostile per l’agente patogeno, che gli rende più difficile diffondersi e riprodursi nel corpo del gatto. Le alte temperature corporee aiutano anche il sistema immunitario a funzionare in modo più efficace. Sfortunatamente, la febbre alta nel gatto può anche causare danni, specialmente se dura troppo. Tra i rischi delle febbri alte nei gatti non curate ci sono gravi danni cerebrali.

Sintomi della febbre alta nel gatto

I sintomi della febbre alta nel gatto dipendono dalla causa dell’aumento della temperatura corporea. Tra questi segnaliamo:

  • letargia;
  • disidratazione;
  • riluttanza a muoversi;
  • perdita dell’appetito;
  • dolore quando viene toccato (iperalgesia);
  • sensazione di tessuto molle al tatto;
  • tremori;
  • postura ingobbita;
  • respiro accelerato (iperpnea).
Un gatto con la febbre può manifestare anche altri sintomi in base alla causa sottostante. Ad esempio se ha ingerito del veleno, potrebbe presentare anche vomito, mentre se ha l’influenza potrebbe starnutire e sviluppare secrezioni nasali.

Come misurare la febbre al gatto

L’unico modo certo per capire se il gatto ha la febbre alta è prendere la temperatura corporea. Per misurare la febbre al gatto senza causargli stress, sarebbe meglio essere in due: una persona rassicura il gatto tenendolo fermo in braccio, meglio se avvolto in una copertina, mentre l’altra gli misura la temperatura.

Se il gatto reagisce male, è meglio portarlo dal veterinario, che riuscirà a prendere la temperatura senza causargli troppo disagio. Per misurare la febbre dal retto, metodo più affidabile rispetto alla misurazione nell’orecchio, occorre prima portare il termometro alla temperatura di 36,1° C, poi lubrificarne la punta con della vaselina. A questo punto bisogna afferrare alla base la coda del gatto e sollevarla, inserendo l’estremità lubrificata del termometro a circa metà del retto del gatto, non oltre i 2,5 centimetri e senza mai forzare.

Il termometro deve rimanere in posizione per 3 minuti se si tratta di un termometro al mercurio o 60 secondi per i termometri digitali di nuova generazione. In commercio esistono termometri fatti apposta per i gatti.

Trascorso il tempo indicato in base al modello di termometro usato per misurare la febbre al gatto, rimuovere il dispositivo e leggere la temperatura sul display o sulla colonnina di mercurio.

Se il gatto non ha la febbre non significa necessariamente che sia sano. Tieni dunque d’occhio altri sintomi preoccupanti e portalo lo stesso dal veterinario se noti qualcosa di sospetto anche se la sua temperatura corporea rientra nei valori norma.
Non dimenticare di lavare il termometro con acqua calda e sapone dopo l’uso o di disinfettarlo strofinandolo con dell’alcol denaturato. Lavati le mani dopo aver pulito il termometro.

Diagnosi della causa della febbre nel gatto

Se il tuo gatto ha la febbre alta, portalo dal veterinario per individuare la causa del problema. Il veterinario visiterà il micio e ti chiederà se è stato esposto a veleni, farmaci o altre tossine.

Inoltre ti chiederà da quanto tempo ha la febbre e altri sintomi che hai notato. L’esame fisico individuerà segnali di infezioni, infiammazione, lesioni, ascessi, noduli e protuberanze.

La causa più comune della febbre nei gatti è un’infezione. L’età del gatto è un indicatore importante.  Questo perché i gatti giovani hanno maggiori probabilità di avere la febbre a causa di un’infezione, mentre nei gatti più anziani è più probabile che si tratti di un tumore. I gatti che vivono all’aperto, in particolare i maschi, tendono a mordere gli ascessi di una ferita.

Per effettuare una diagnosi, il veterinario potrebbe prescrivere uno o più test:

  • profilo biochimico per valutare la funzionalità degli organi e controllare i livelli di calcio;
  • emocromo completo per capire se c’è un’infezione in corso dal numero elevato di globuli bianchi nel sangue;
  • striscio su vetrino per verificare la presenza di parassiti del sangue;
  • analisi delle urine, per controllare la funzione renale e cercare i segni di un’infezione.
  • coltura delle urine per verificare la presenza di batteri nelle urine, che potrebbero indicare un’infezione del tratto urinario;
  • ultrasuoni o raggi X per cercare tumori, polmonite e ascessi;
  • biopsia per la valutazione microscopica dei tumori;
  • elettrocardiogramma (ECG) per verificare anomalie cardiache.

Trattamento della febbre alta nel gatto

Se la febbre alta nel gatto supera i 40,5°C è importante rivolgersi al veterinario per ricevere una cura appropriata. La terapia dipende dalla causa della febbre. Il veterinario può prescrivere:

  • antibiotici per trattare le infezioni batteriche;
  • fluidi contro la disidratazione e cure nutrizionali specifiche per sostenere il gatto mentre combatte un’infezione virale;
  • chirurgia e/o chemioterapia per curare i tumori maligni;
  • glucorcoidi o farmaci immunosoppressori per cause immunitarie o infiammatorie;
  • analgesici, farmaci anti-nausea e terapia di supporto per trattare la pancreatite;
  • interruzione dell’assunzione di farmaci o sostituzione con altri medicinali in caso di febbre indotta da farmaci;
  • farmaci antifungini per le malattie fungine;
  • calcio e vitamina D per trattare l’ipoparatiroidismo;
  • farmaci per correggere le anomalie del ritmo cardiaco;
  • cure per l’anemia emolitica e il lupus eritematoso sistemico, che in alcuni casi richiedono trasfusioni di sangue;
  • antipiretici in caso la febbre superi i 41 ° C.
Per abbassare la febbre non bisogna MAI somministrare al gatto farmaci antidolorifici per umani, come l’ibuprofene, il paracetamolo o l’aspirina. Questi farmaci sono efficaci sull’uomo, ma sono estremamente tossici per i gatti.

Scopri anche come curare il raffreddore nel gatto

Fonte: Cat-world.com.au

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