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I lavori più ricercati all’estero nel 2018 e dove trovarli

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La crisi lavorativa in Italia comincia a colpire come nei decenni più bui del Paese. Di lavoro ce n’è poco e quando si trova è sottopagato. Sempre più giovani, e anche meno giovani, stanno nuovamente guardando all’estero per trovare un’occupazione. Ma dove trovare il lavoro? E soprattutto quali sono i lavori più ricercati all’estero? Tantissimi Paesi sembra abbiano sconfitto la crisi e ne sono usciti rinforzati. Ecco quali sono e quali figure stanno ricercando.

I Paesi con il più basso tasso di disoccupazione del 2018

Lo studio SEDA (Sustainable Economic Development Assessment) realizzato da BCG dà risultati molto eloquenti. Considerando i dati quali disoccupazione, stipendio medio, salute e benessere, c’è di che preoccuparsi in Italia. I Paesi migliori al mondo sono Norvegia, Svizzera, Islanda, Lussemburgo, Danimarca, Svezia, Singapore, Finlandia, Austria e Olanda. L’Italia si trova al trentesimo posto in questo ranking, in una specie di “Serie B” delle nazioni migliori dal punto di vista lavorativo. Il punteggio italiano è di 69,1 contro l’85,3 norvegese. Il dato che però è più eloquente riguarda il reddito medio procapite: mentre in Norvegia è di 71.784 euro l’anno circa, in Italia è di 27.636, meno della metà. Il reddito pro-capite italiano è tra i più bassi in Europa, solo alcune nazioni dell’Est fanno peggio.

Ma per entrare nelle posizioni più alte della classifica, questi Paesi hanno anche un bassissimo tasso di disoccupazione. La Norvegia si merita il primo posto nella classifica SEDA per essere riuscita a ridurre del 15% il suo tasso di disoccupazione dal 2015 ad oggi. Al momento registra un 4% di disoccupati. Bassissimo è il livello di disoccupazione anche in Svizzera. Oltre le Alpi infatti non lavora appena il 5% della popolazione. Ma il record di occupazione spetta però all’Islanda. Saranno anche pochi gli islandesi, ma di questi pochi soltanto il 2,2% risulta disoccupato. C’è un’alta percentuale di nostri connazionali invece in Lussemburgo. Si calcola che all’incirca ci sia un italiano ogni 10 lussemburghesi. Stando ai dati aggiornati al marzo scorso, la disoccupazione è di solo il 5,7%; in Danimarca è di appena il 4,7%, in Svezia del 6,7%, in Finlandia l’8,8%, in Austria il 5,9%. In Italia il tasso di disoccupazione (aggiornato ad agosto 2018) è del 9,7%

I lavori più ricercati all’estero

Una volta gli italiani partivano per fare i muratori, i manovali, per lavorare la terra o qualche altro lavoro senza qualifiche particolari. Non è più così. Ad oggi infatti pare che tra i lavori più richiesti all’estero vi siano quelli nel settore medicosanitario. E non parliamo soltanto di medici specializzati ma anche di personale infermieristico o operatori OSS. Sono queste alcune delle professioni maggiormente ricercate nel Regno Unito e in Austria (dove un infermiere può arrivare a guadagnare più del doppio rispetto agli stipendi italiani), ma anche in Norvegia, dove si cercano anche lavoratori del settore turismo e pesca. Molti laureati sono ricercati in Danimarca, come quelli in Ingegneria, specialmente civile, nonché laureati in Economia e Informatica, anche se non mancano richieste per i lavoratori specializzati come elettricisti, carpentieri e cuochi.

Va detto anche che l’integrazione in molti casi all’estero è anche facilitata. La Danimarca per esempio prevede un importante programma di integrazione degli immigrati. Si chiama Workindenmark e prevede una serie di programmi per imparare la lingua danese ed essere inseriti da subito nel mercato del lavoro. Secondo i dati Eures sui lavori più ricercati all’estero, in Svezia è consigliabile trasferirsi se si ha un’istruzione di alto livello (laurea magistrale, master, dottorati ecc.). La manodopera non è molto richiesta, almeno tra la popolazione europea, mentre sono benvenuti i laureati. Se invece non si ha un titolo di studio universitario si potrebbe optare per la Finlandia. Lì la richiesta negli ultimi tempi è molto aumentata nel settore turistico/alberghiero, in quello dei trasporti e immobiliare, e non dispiace nemmeno accogliere operai dato che la Finlandia stessa sta registrando una discreta ondata di espatri di giovani che cercano la propria strada all’estero. Le aziende che offrono maggiormente lavoro nella piccola nazione nordica sono le Poste finlandesi. Se invece siete più portati per il commercio, potreste pensare all’Austria, un settore che darà molte opportunità in futuro. È consigliabile questo Paese in particolare per le donne dato che è sempre più comune il contratto part-time ed esistono importanti politiche di bilanciamento lavoro-famiglia.

Infine, se siete più portati al lavoro autonomo, l’Olanda potrebbe fare per voi. Grazie alla tassazione favorevole tantissime aziende, dalle più grandi al professionista più piccolo, si stanno spostando verso i Paesi Bassi. Le agenzie di collocamento segnalano un boom di assunzioni a tempo determinato, con una crescita talmente rilevante che non si corre il rischio di ritrovarsi senza lavoro. E se ciò dovesse capitare, esiste un sussidio di disoccupazione che dura fino a 6 mesi e che dà tutto il tempo di trovare un nuovo impiego. La popolazione olandese è anche mediamente più anziana del resto d’Europa e si calcola che nei prossimi anni ci saranno molte assunzioni grazie ai pensionamenti.

Foto: Pixabay

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