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Prepararsi al pap-test: cosa fare e cosa non fare prima dell’esame

prepararsi al pap-test

Hai prenotato un pap-test e vuoi sapere come prepararti all’esame? Sei nel post-o giusto! In questa guida vedremo come prepararsi al pap-test, cosa fare e cosa non fare prima dello screening.

A cosa serve il pap-test

Prima di elencare i consigli dei ginecologi per prepararti al pap-test, ricordiamo che questo esame, noto anche come striscio vaginale, serve a individuare le cellule delle lesioni pre-tumorali e tumorali. La parte dell’utero esaminata è quella più bassa, nota come cervice.

Si tratta di un esame citologico salvavita, usato per la prevenzione del tumore al collo dell’utero e offerto gratuitamente ogni 3 anni dalla ASL.

Diagnosticare in tempo lesioni pre-tumorali e tumorali al primo stadio permette di eliminarle ed evitare l’insorgenza o la progressione del tumore.

Questo tipo di cancro è causato principalmente dal virus HPV o Papilloma virus. Questo virus si contrae sessualmente e nella maggior parte dei casi non provoca alcun problema di salute.

L’inventore del pap-test è stato il medico greco George Nicholas Papanicolaou, dal cui cognome prende il nome. Era il 1923, ma il pap-test si diffuse solo a partire dagli anni Quaranta.

Ogni quanto va fatto il pap-test

Salvo diversa indicazione del proprio ginecologo e precedenti esiti positivi, il pap-test va fatto almeno ogni 3-5 anni. Ma se fai una visita ginecologica completa annuale, puoi ripeterlo anche ogni anno senza controindicazioni.

Il primo pap-test va effettuato dopo il primo rapporto sessuale, l’ultimo a 70 anni.

Quando si può fare il pap-test

È meglio fissare l’appuntamento per il pap-test due settimane dopo la data prevista per l’inizio delle mestruazioni. Per poter effettuare il pap-test infatti è essenziale non avere il ciclo. Questo perché le perdite di sangue potrebbero compromettere i risultati del test.

Devono essere trascorsi almeno 3 giorni dalla fine del ciclo per poter effettuare l’esame. Inoltre si deve effettuare l’esame non più di una settimana prima dell’arrivo previsto per le mestruazioni.

Se ti vengono le mestruazioni, devi chiamare il consultorio, l’ospedale o il tuo ginecologo per spostare il giorno della visita. Se invece hai perdite anomale, chiedi al medico se è possibile effettuare comunque l’esame.

Cosa non fare prima del pap-test

Nelle 48 ore prima del pap-test devi:

  • astenerti dai rapporti sessuali;
  • non usare tamponi, gel spermicidi o schiume anticoncezionali;
  • non inserire in vagina ovuli o candelette vaginali;
  • evitare l’uso di deodoranti intimi e lavande vaginali, perché potrebbero nascondere o eliminare le cellule anormali.

Prima del test, è consigliabile fare la pipì per svuotare la vescica.

Come si svolge il pap-test

Il pap-test non fa male e dura solo pochi minuti (di solito bastano 5 minuti).

Potresti solo provare imbarazzo o un lieve dolore, simile a un crampo mestruale,  o un disagio  dovuto alla pressione. In questo caso fai dei respiri lenti e profondi per facilitare l’introduzione del dilatatore.

Per effettuare l’esame, il ginecologo ti farà distendere sul lettino e divaricare le gambe come per una normale visita ginecologica, appoggiando le cosce sugli appositi reggicoscia.

Il medico evidenzierà il collo del tuo utero con uno strumento chiamato speculum, che serve ad aprire la vagina e a guardare al suo interno. Con una spatola il ginecologo preleverà un campione di cellule e muco dalla cervice uterina e dal suo canale.

Questo materiale verrà poi strisciato sui vetrini e spedito al laboratorio per l’analisi al microscopio e la colorazione, che evidenzieranno eventuali anomalie.

Dopo l’esame può capitare di avere piccole perdite di sangue.

Se ti sei già sottoposta a un pap-test in passato, comunica al tuo ginecologo i risultati degli esami precedenti. Digli anche se sei vergine o se sei/potresti essere incinta.

Leggi anche: I sintomi del cancro che molte donne ignorano

Fonte: Medline Plus

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