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Dal conto in banca ai social: cosa fare dopo la morte di un parente

documenti morte di un parente

La morte di un parente stretto è un dramma e come tale va affrontato. Al di là però della fase del lutto, ci sono altre incombenze legali da affrontare. E non si tratta solo dell’eredità. Il mondo moderno ha complicato un po’ la situazione rispetto a qualche decennio fa. Oltre alle ultime volontà del defunto infatti, bisogna tenere conto della sua “impronta digitale”, finanziaria e non solo. Mutui, prestiti, gestione delle proprietà, ma anche account dei social network e tanto altro: ecco cosa devono fare i congiunti appena dopo il decesso.

Burocrazia della morte di un parente

Ancor prima del testamento bisogna occuparsi della burocrazia. L’iter si avvia con la consegna, da parte del medico curante o della struttura ospedaliera nella quale la persona era stata ricoverata, della scheda di morte. Tale documento va consegnato all’Ufficiale di Stato Civile entro 24 ore. Successivamente bisogna ottenere il certificato di morte, solitamente rilasciato dall’agenzia di pompe funebri. Il certificato di morte serve anzitutto per avviare l’iter dell’eredità, e poi per tutte le altre operazioni in cui è necessario attestare la morte del congiunto.

Passaggio fondamentale è la comunicazione immediata alla banca del decesso del correntista. Va presentato proprio il certificato di morte insieme alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà redatto da uno degli eredi. La comunicazione si può fare direttamente alla filiale, oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. All’atto della comunicazione vanno allegati anche la carta bancomat, libretto degli assegni ed eventuale carta di credito. L’iter di cosa accade in caso di conto cointestato è descritto in un nostro precedente articolo. In caso di conto uninominale l’iter non cambia molto. La banca infatti congela immediatamente il conto finché non è chiaro chi siano gli eredi. Potrebbe capitare che qualcuno possa operare con il conto del parente deceduto per esempio per pagare le spese del funerale, oppure non comunicare mai alla banca il decesso del correntista. Questa è una grave violazione del codice civile e si rischia di incorrere in una denuncia da parte della banca stessa. Il conto verrà sbloccato presentando il certificato di successione. Nel frattempo la banca avrà provveduto al conteggio di tutto ciò che è associato a quel conto (denaro depositato, titoli e altri servizi finanziari) e li consegnerà successivamente agli eredi. Se eventualmente ci fosse una cassetta di sicurezza intestata al vecchio intestatario, può essere aperta soltanto in presenza di tutti gli eredi (in caso ve ne fosse più di uno), di un notaio o di un altro funzionario.

Bisogna mandare comunicazione anche all’Agenzia delle Entrate (ufficio competente è la città di residenza della persona deceduta) per poter pagare la tassa di successione.

Il testamento

L’operazione più nota è quella della lettura del testamento. Esistono diverse tipologie di testamento:

  • olografo: dichiarazione scritta prima della morte, con tanto di data e firma. Questa tipologia di testamento può essere consegnata ad un parente o tenuta in casa, e può essere nota a tutti i parenti.
  • segreto: dichiarazione scritta come la precedente, ma consegnata ad un notaio. Il contenuto di questo testamento può essere mantenuto segreto a chiunque fino alla morte dell’interessato.
  • pubblico: dichiarazione scritta compilata davanti al notaio. Si dice “pubblico” perché in questo caso il contenuto è noto sia al notaio che ad altri eventuali testimoni presenti durante la stesura.

In tutti e tre i casi, dunque anche nel caso del testamento olografo, l’apertura deve avvenire davanti ad un notaio, il quale dovrà avviare tutti gli atti necessari alla successione. In caso di assenza del testamento (sia che non si trovi sia che non sia mai stato redatto) valgono le norme di successione previste dal Codice Civile.

Pensione

In caso di morte di un pensionato, va fatta comunicazione presso l’Ente preposto (Inps o altre casse professionali). La comunicazione si può fare anche tramite Patronati e potrebbe farla anche lo stesso medico necroforo che accerta la morte. Se un parente ha diritto alla reversibilità, deve presentare anche la dichiarazione di successione rilasciata dal notaio.

Debiti: l’eredità si può rifiutare

Se il destinatario (o i destinatari) dell’eredità la accetta, è tenuto ad accollarsi anche eventuali debiti. L’accettazione dell’eredità può avvenire anche con beneficio d’inventario. Con questa modalità si accetta con riserva l’eredità per poter verificare la presenza o meno dei debiti. In caso i debiti superino la parte attiva, è possibile anche rifiutare l’eredità in toto. L’accettazione è automatica quando avviene in maniera tacita, ovvero il destinatario dell’eredità non dichiara esplicitamente di volerla rifiutare. I familiari sono tenuti a comunicare, eventualmente anche presentando copia del certificato di morte, il decesso del congiunto a tutti gli operatori che avevano attività in corso. Dunque banche, poste, assicurazioni, clienti, soci e così via. È necessario effettuare comunicazione anche presso la pubblica amministrazione, se vi erano rapporti in essere.

In caso di debiti, gli ereditieri sono tenuti ad estinguere il debito, fatto salvo la presenza della clausola “vita” che permette di estinguere il debito alla morte del contraente. Se il decesso è avvenuto nella fase istruttoria del prestito (ovvero il prestito è stato richiesto ma non è ancora stato erogato), la domanda si estingue. Se il debito è con lo Stato (cioè le tasse), bisogna pagare solo quelle maturate fino all’anno della morte. Lo stesso meccanismo vale anche per auto, moto o altri beni pagati a rate. Se gli ereditieri accettano la successione, dovranno finire di pagarli; se la rifiutano, o se lo accollano gli altri coereditieri, o il bene ritorna al legittimo proprietario.

Proprietà

Va cambiato l’intestatario dell’automobile di proprietà. La comunicazione va fatta al PRA entro 60 giorni dall’accettazione dell’eredità. La RC Auto decade in seguito alla denuncia della morte presso l’assicurazione. Purtroppo la classe non è ereditabile. In presenza di armi da fuoco regolarmente denunciate, bisogna comunicare in Questura o ai Carabinieri il decesso entro 72 ore, e poi richiedere il Nulla Osta per cambiare proprietario, oppure cederle ad un’altra persona in possesso di regolare porto d’armi. In caso non si trovasse un acquirente, le armi vanno cedute agli Uffici competenti del territorio che provvederanno a distruggerle.

In caso di affitto invece, il contratto si estingue, a patto che non vi siano coinquilini intestatari. Eventuali familiari o conviventi infatti proseguono il contratto d’affitto alle stesse condizioni di prima. Qualsiasi utenza intestata (luce, gas, acqua, canone RAI ecc.) va volturata, cioè va cambiato l’intestatario. O in alternativa va richiesta la chiusura del servizio. Infine non c’è l’obbligo di consegnare o distruggere i documenti cartacei del defunto (passaporto, carta d’identità, ecc.).

Impronta digitale

Tutti abbiamo un’impronta digitale, anche se utilizziamo poco internet. Account di social network, indirizzi email, account di altri servizi digitali, è quasi impossibile oggi che ci sia qualcuno che non abbia almeno una di queste iscrizioni. Successivamente alla morte, in teoria gli account (che appartengono ad una persona sola) dovrebbero essere chiusi. Se un parente ne conosce le password, può effettuare direttamente la chiusura, altrimenti bisognerebbe contattare i vari gestori dei servizi online (per esempio Google per Gmail; Facebook, ecc.) e comunicargli la morte del proprietario dell’account, con la richiesta di chiusura. Facebook permette di trasformare l’account di una persona in un account commemorativo dopo la sua morte.

Foto: Pixabay

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