Home / Sport / Calcio / Calciomercato Serie A estate 2018: promossi e bocciati

Calciomercato Serie A estate 2018: promossi e bocciati

calciomercato

Il calciomercato in Serie A si è chiuso ieri sera alle 20, e non sono mancate le sorprese. Alla fine non è arrivato il secondo colpo da novanta che l’Italia sognava, Luka Modric, ma non ci si può di certo lamentare. Quello di quest’anno è stato infatti uno dei mercati più ricchi di sempre, tale da far impallidire persino quello inglese, solitamente molto ricco.

Colpi dell’ultimo minuto di un certo livello ce ne sono stati pochi, come quello di Zaza o di Laxalt, e così a fare rumore è più l’addio di Marchisio che ha rescisso il contratto, che non qualche buon innesto.

Da CR7 a Nainggolan, le squadre promosse a pieni voti

Se si parla di mercati promossi, non si può di certo non partire da quello della Juventus. La coppia Marotta-Paratici ha avuto un triplo merito quest’anno. Anzitutto ha portato a Torino il più forte calciatore al mondo (o almeno uno dei due più forti): il 5 volte Pallone d’Oro Cristiano Ronaldo. Il secondo merito è stato quello di non far partire nessuno dei big, in particolare Pjanic, se si fa eccezione per Higuain che però era ai ferri corti con Allegri. Il terzo merito è stato quello di imbastire un mercato praticamente già nel mese di giugno, in modo da permettere al tecnico di avere l’intera squadra a disposizione sin dal rientro dalle vacanze. In questo modo ha potuto preparare al meglio la squadra prima della concorrenza. Joao Cancelo, Emre Can, Perin e il ritorno di Bonucci gli altri acquisti bianconeri, a fronte di cessioni secondarie e l’unico rimpianto forse di aver lasciato andare troppo presto un buon prospetto come Caldara. Senza considerare l’addio last-minute di Marchisio che comunque non rientrava tra le prime scelte di Allegri. Voto 10.

Il secondo club che si è mosso meglio degli altri in Serie A è senza dubbio l’Inter. Partita male con le mancate conferme di Cancelo e Rafinha, la squadra di Spalletti si è ripresa subito con gli arrivi di Nainggolan, Vrsaljko e Keita, più gli acquisti fatti già in inverno come Martinez, Asamoah e De Vrij. Merito alla dirigenza il non aver fatto partire Icardi ed aver finanziato il mercato con l’uscita di giocatori che non rientravano più nei piani del tecnico come Eder, Kondogbia, Nagatomo e colleghi. È mancata la ciliegina Modric, ma non per mancanze nerazzurre. Unica macchia forse è l’essersi lasciati sfuggire Vidal, per il quale ormai era tutto fatto, per inseguire il sogno impossibile Modric. Voto 9.

Promosse a pieni voti anche Roma e Milan. I giallorossi hanno fatto un mercato in prospettiva, finanziato dalle cessioni monstre di Alisson e Nainggolan. Sono arrivati i migliori giovani sul mercato: Cristante, Kluivert e Coric, più due giocatori d’esperienza come Pastore e N’Zonzi. Squadra certamente di prospettiva, il cui obiettivo sarà almeno il terzo posto quest’anno per poi puntare al bersaglio grosso nella prossima stagione. Voto 8.

Bene anche il Milan, o per essere precisi il Milan 2.0. Partito malissimo, con mercato praticamente assente ed esclusione dalle coppe europee, con l’addio dei cinesi e l’avvento di Leonardo a grande capo del mercato, la situazione è radicalmente cambiata. Partito Bonucci (per sua volontà), sono stati trattenuti tutti i big (da Donnarumma a Suso). Le cessioni dei giocatori in eccedenza (Kalinic e Bacca su tutti) hanno permesso di arrivare a nomi altisonanti come Higuain e Caldara, ma anche Bakayoko, Castillejo e Laxalt, più gli ingaggi a zero di Reina e Strinic. Con le finanze limitate dei rossoneri meglio non si poteva fare. Voto 8.

Buon mercato, nonostante tutto

Non hanno grandi budget, ma hanno fatto un gran mercato. Parliamo di diversi club di media fascia che si candidano al ruolo di sorprese della stagione che sta per iniziare. Tra queste spicca il Torino che ha trattenuto tutti i suoi big, ceduto solo i non-titolari, e ingaggiato nomi importanti. A cominciare dall’ultimo arrivato, Simone Zaza, per passare dagli esperti Izzo e Soriano e dalle promesse Parigini e Meité. Voto 7,5.

Bene anche la Sampdoria che, seppur si sia lasciata sfuggire all’ultimo proprio Zaza, si può consolare con gli arrivi di Tonelli, Ekdal, Saponara, Jankto, Defrel e l’interessante Vieira. Altro merito per i blucerchiati è l’aver trattenuto praticamente l’ossatura titolare della squadra che 3 mesi fa sembrava sul punto di essere smembrata. L’unico giocatore di un certo calibro che ha fatto le valigie è Torreira. Potrebbe pesare la partenza di Zapata, la quale però è stata una cessione abbastanza obbligata. Voto 7.

Gasperini si è fortemente lamentato del mercato della sua Atalanta. Ma a nostro parere non è stato così male. Sono arrivati Zapata e Pasalic, giocatori di livello internazionale, più giovani interessanti come Pessina, Tumminello, Sportiello e Rigoni. E può rivelarsi importante anche il colpo last-minute Ali Adnan. Pesanti le cessioni di Cristante e Petagna, oltre agli addii per fine prestito di Caldara e Spinazzola, ma complessivamente il mercato dell’Atalanta è da 7.

Ottimo anche il mercato del Frosinone che non si è comportato da provinciale. Ha infatti ingaggiato nomi di alto livello come l’ex Arsenal Joel Campbell, e poi Halfredsson, Goldaniga, l’interessante Pinamonti, Molinaro, Chibsah, Crisetig e Perica, tutti giocatori che hanno esperienza pluriennale in Serie A. Voto 7,5.

Raggiunge a nostro parere la sufficienza anche la Lazio che non ha fatto di certo i botti, ma ha trattenuto Milinkovic-Savic e sostituito Felipe Anderson e Nani con Badelj e Correa, De Vrij con Acerbi e preso l’interessante Berisha. È però mancato l’ingaggio del vice-Immobile, e sul lungo periodo questa mancanza può pesare sul rendimento della squadra. Sufficienza piena anche per Cagliari (buoni gli acquisti di Cerri, Srna, Castro e Klavan, a fronte di cessioni non proprio pesanti); Fiorentina che ha ingaggiato Pjaca, Mirallas e l’interessantissimo Lafont, ma ha perso il leader Badelj, e poi Sportiello, Bruno Gaspar, Falcinelli, Tomovic e Sanchez, tutti “quasi titolari”. Ok il Parma che si è salvato all’ultimo ingaggiando Gervinho e Inglese che si aggiungono a Biabiany, Gobbi e Rigoni, anche se perde Lucarelli e tanti giocatori in prestito; la Spal che con gli arrivi di Bonifazi, Valdifiori e Petagna consolida una rosa che può puntare di nuovo alla salvezza.

I bocciati: delusione Napoli

Molti club sono sotto la sufficienza, chi più chi meno. Un voto tra il 5 e il 5,5 va all’Udinese che ha perso Jankto, Halfredsson, Danilo e Ali Adnan per puntare sui soliti stranieri sconosciuti; al Bologna nel quale sarà difficile che Falcinelli possa sostituire Verdi, o Danilo possa sostituire Masina; al Chievo che perde l’ossatura titolare (Inglese, Gobbi, Castro, Dainelli e Bastien) per sostituirli con giocatori che arrivano quasi tutti dalla Serie B, fatta eccezione per il solo Obi; stesso discorso per il Genoa che ha perso giocatori del calibro di Perin, Izzo, Bertolacci, Rigoni e Laxalt. Gli ingaggi di Criscito, Marchetti, Romulo e Favilli non sembrano allo stesso livello delle partenze. Poi ci si mette anche la sfortuna dato che uno dei migliori centrocampisti del girone di ritorno, Sandro, è stato ingaggiato e si è subito infortunato in modo abbastanza preoccupante, di certo non è un bel segnale.

Infine leggera insufficienza anche per il Sassuolo che ha fatto partire Politano, Falcinelli, Acerbi, Ragusa e Missiroli, oltre a diversi altri giocatori non sempre titolari, e gli unici ingaggi di un certo livello sono stati Di Francesco, Brignola e l’incognita Boateng che si è mosso bene nel precampionato, ma poi il campionato vero è tutta un’altra cosa. Anche l’Empoli non sembra essersi rinforzato in modo evidente. Partito uno degli uomini chiave dell’anno scorso come Donnarumma, insieme a Ninkovic e Gabriel, la squadra toscana ha preso quasi solo scommesse come La Gumina, Romagnoli, Fulignati e tanti altri giovani interessanti. Gli unici uomini d’esperienza arrivati sono Acquah, Antonelli e Silvestre, basteranno a salvarsi?

Il club che invece ha operato peggio di tutti sul mercato è stato senza dubbio il Napoli. Di certo il fatturato non gli manca, nonostante le lamentele di De Laurentiis. Nessuno chiedeva al patron nerazzurro di pareggiare il colpo CR7, ma almeno di portare a Napoli un nome che facesse infiammare la piazza. E invece l’unico nome altisonante è quello dell’allenatore, Ancelotti, che si ritrova di fatto la stessa squadra di Sarri. In porta c’è stata tanta confusione con Meret preso per sostituire Reina, ma che si è subito infortunato e così è stato necessario ingaggiare all’ultimo secondo Ospina. Buon portiere, senza dubbio, ma nulla in più del suo precedessore. È partito Jorginho ed è stato preso Ruiz per sostituirlo, ma dal precampionato sembra che avrà bisogno ancora di un po’ di tempo per entrare nell’ottica del calcio italiano. Sono partiti Tonelli e Inglese e non è stato preso nessuno per sostituirli. È stato ingaggiato il famoso terzino sinistro mancante, ma al momento Malcuit ha mostrato non poche perplessità nella fase difensiva. Se l’obiettivo del Napoli è quello di raggiungere il primo posto, stando al mercato sembra un obiettivo impossibile.

Potrebbe interessarti anche:

gironi mondiali 2018

Gironi Mondiali 2018: tutti i gruppi che si affronteranno in Russia

Tutto facile per Russia e Germania, insidiosi i gruppi di Inghilterra, Spagna e Brasile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.