Home / Ambiente / Vivere a basso impatto / Codice della strada per le biciclette: equipaggiamento obbligatorio per circolare

Codice della strada per le biciclette: equipaggiamento obbligatorio per circolare

Codice della strada per le biciclette

Sapevate che, se volete circolare in bicicletta per le strade italiane, il vostro mezzo dev’essere dotato di campanello? E che devono essere presenti le luci anche se si circola soltanto di giorno? Sono milioni le biciclette che circolano in Italia, eppure molte meno sono le persone che rispettano le regole. Probabilmente non molti sanno che la circolazione delle biciclette è disciplinata dal Codice della Strada. La norma risale al 1992, quando ancora le bici venivano chiamate “velocipedi”. E con il Codice della Strada non si scherza. Lo sanno bene gli automobilisti, ma dovrebbero saperlo anche i ciclisti dato che violare una o più di queste norme può comportare una multa da centinaia di euro. Inoltre mettere in commercio bici che non rispettano queste norme comporta una multa da 422 a 1697 euro. Andiamo ad analizzare cosa dice il Codice della Strada per le biciclette, sancito dal decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

Le norme che seguono valgono anche per le biciclette sportive. Sono esonerati soltanto i casi di corse agonistiche su strada (per esempio le bici del Giro d’Italia). Ma durante i normali allenamenti o per la circolazione amatoriale, restano valide.

L’equipaggiamento obbligatorio delle biciclette: campanello e luci

Come dicevamo in apertura, è obbligatorio per le biciclette circolanti su strada essere dotate di campanello. Il campanello è considerato alla stessa stregua del clacson per le auto: serve per segnalare eventuali situazioni di pericolo. Lo stesso dicasi per le luci. Un errore che commettono in molti è pensare che le luci sulle biciclette siano necessarie soltanto se si circola di notte. In realtà la legge non fa differenziazioni: il velocipede dev’essere equipaggiato dalle luci 24 ore su 24. Il vincolo orario riguarda solo l’obbligo di tenerle accese, ma devono comunque essere sempre montate. La legge disciplina anche il fatto che la luce anteriore dev’essere di colore bianco o giallo, quella posteriore di colore rosso. Non si possono dunque invertire o scegliere luci di altri colori. Non ci sono istruzioni specifiche invece sulla tipologia di luce fissa o lampeggiante.

La luce dev’essere anche accompagnata dai catadiottri, ovvero quei pezzettini di plastica che riflettono la luce degli altri veicoli. I catadiottri devono essere rossi sul lato posteriore e gialli sui pedali. Gli altri catadiottri, per esempio quelli applicati sui raggi, non sono obbligatori, ma sono fortemente consigliati perché aumentano la visibilità. L’unica indicazione che dà la legge su queste applicazioni è che, se presenti, devono essere di colore giallo.

Ruote, giubbini e altri strumenti obbligatori

Anche se può sembrare scontato, per la legge non lo è: è obbligatorio che le biciclette siano dotate di pneumatici. Non è specificato, come invece nel caso delle auto, la dimensione degli pneumatici, o il grado di usura, gonfiamento ecc. L’importante è che siano presenti. Le ruote devono essere simmetriche (cioè uguali). Devono inoltre essere presenti dei freni. Sembra un’indicazione inutile ma non lo è. Esistono infatti delle biciclette che non hanno freni, ovvero quelle da velodromo che accelerano o decelerano con la pedalata. Queste bici frenano smettendo di pedalare, ma se su un circuito sportivo sono utilizzabili, su strada sarebbero troppo pericolose e pertanto sono vietate. Inoltre i freni devono essere funzionanti su entrambe le ruote, quindi attenti a non farvi beccare da un controllo con uno dei due freni rotti!

La sicurezza prima di tutto, in particolar modo quella dei bambini! Se infatti non ci sono specifiche precise in merito al trasporto di altri adulti, è obbligatorio per legge possedere il seggiolino omologato per il trasporto di bambini. Secondo il Codice della Strada per bambini si intendono persone fino agli 8 anni di età o fino a 15 kg di peso. I seggiolini vanno installati tra manubrio e conducente in modo che non ostacolino la guida, devono essere dotati di schienale, braccioli e cintura di sicurezza, e devono essere collocati attraverso su sistema di fissaggio apposito. Sulla parte posteriore del sedile del conducente è possibile posizionare soltanto i bambini di più di 4 anni. In questo caso i braccioli non sono obbligatori.

Per spostarsi nelle ore notturne in molti pensano sia sufficiente essere dotati delle luci ordinarie. Sbagliato! Secondo la legge infatti a partire da mezz’ora dopo il tramonto e fino a mezz’ora prima il sorgere del sole è obbligatorio circolare con il giubbino catarifrangente. Questa obbligatorietà è prevista però solo al di fuori dei centri abitati o in galleria. Si presume dunque che nelle strade cittadine vi sia illuminazione adeguata ad evitare il pericolo. In alternativa al giubbino si possono indossare anche bretelle catarifrangenti. Ce ne sono alcune omologate appositamente in vendita nei negozi di articoli per ciclisti.

E il casco? Sorprendentemente, a differenza di quanto si possa pensare, il casco in bicicletta non è obbligatorio. È fortemente consigliato, ma la legge prevede l’obbligatorietà esclusivamente per i veicoli a due ruote a motore. Allo stesso modo è consigliato, ma non obbligatorio, l’utilizzo dello specchietto retrovisore.

Patente e assicurazione

Per guidare una bicicletta non vi è necessità di avere una patente. I patentati che circolano in bicicletta però dovrebbero porre ulteriore attenzione al codice della strada. Infatti, qualora dovessero incorrere in qualche sanzione che prevede la decurtazione dei punti dalla patente, potrebbero vederseli sottrarre anche se circolano sulle due ruote. I ciclisti infatti devono seguire lo stesso Codice della Strada degli automobilisti. Se un ciclista commette un illecito, può venire solo multato se non è dotato di patente, ma se è patentato oltre alla multa può perdere anche i punti.

Da qualche anno si parla anche di assicurazione per le biciclette. In realtà, secondo le disposizioni dell’Unione Europea risalenti a una direttiva del 2009, si chiede di rendere obbligatorie le assicurazioni solo per le biciclette elettriche. La pedalata assistita è infatti considerata alla stessa stregua di un motore, e quindi si spiega così la richiesta dell’obbligatorietà dell’assicurazione. La direttiva non è ancora stata recepita dall’Italia, pertanto, anche se è consigliata specialmente per chi frequenta percorsi extracittadini, l’assicurazione non è obbligatoria per nessun tipo di bicicletta, né a pedalata assistita né “tradizionale”.

Potrebbe interessarti anche:

smaltire rifiuti elettronici

Smaltire rifiuti elettronici: come funziona l’uno contro zero

Come cambia la legge da 1 contro 1 a uno contro zero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.