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Dal petrolio alla ricarica delle auto elettriche, BP acquista Chargemaster

Bp Chargemaster stazioni di ricarica auto elettricheLa compagnia energetica BP ha acquistato Chargemaster, che con 6.500 stazioni di rifornimento è il più grande operatore di ricarica delle auto elettriche britannico.

Sono trascorsi otto anni dal disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico. Il colosso dei fossili britannico, che nel frattempo ha dovuto affrontare anche il crollo del costo del petrolio, sostiene di navigare di nuovo in buone acque finanziarie da poter investire maggiormente nelle energie verdi.

L’acquisto di Chargemaster per 147 milioni di euro fa parte di un pacchetto di investimenti in attività a basse emissioni di carbonio del valore di 431 milioni di euro. Ma è solo una piccola fetta dei 13-14 miliardi di euro di investimenti programmati quest’anno dalla compagnia.

La mossa della BP segue quella della francese Total e del colosso energetico olandese Shell, che ha acquistato New Motion, operatore con 30 mila stazioni di ricarica in tutta Europa.

Entro un anno ricarica ultrarapida in 1.200 stazioni di servizio BP

Nel 2019 la BP intende installare colonnine per la ricarica veloce nelle sue 1.200 stazioni di servizio.  Una buona notizia per i 140 mila veicoli elettrici, gran parte dei quali ibridi plug-in, che percorrono le strade del Paese.

La ricarica ultra-rapida da 150 KW fornisce 724-965 km di autonomia con un’ora di ricarica. Questo significa che in soli 10 minuti un’auto elettrica potrà recuperare 161 km di autonomia.

Un ottimo risultato visto che i tempi per la ricarica elettrica a casa, senza i caricatori di nuova generazione, sono di 6-12 ore.

La compagnia ha dichiarato che intende sostenere attivamente l’affermazione dei veicoli a basse emissioni in Gran Bretagna, acquisendo una posizione da leader nel settore del rifornimento.

Ma secondo il professor Peter Wells della Cardiff University le compagnie petrolifere come la BP potrebbero fare molto di più per accelerare la transizione alle auto elettriche, a partire da maggiori investimenti e da obiettivi ancora più ambiziosi sulla riduzione dei tempi di ricarica.

Nel 2040 metà delle auto britanniche saranno elettriche

La BP ha stimato che nel 2040 ci saranno 12 milioni di veicoli elettrici sulle strade britanniche. In base alle stime del Bloomberg New Energy Finance, entro quella data oltre la metà delle auto britanniche saranno elettriche.

Queste cifre sono in linea con i target fissati dal governo britannico: entro il 2040 i nuovi veicoli dovranno essere o elettrici o ibridi plug-in con un’autonomia per le tratte a lunga percorrenza.

Albert Cheung, analista di BNEF,  sostiene che le auto elettriche rappresentano una minaccia per le compagnie petrolifere come la BP, perché riducono la domanda di petrolio e il flusso di clienti alle loro stazioni di rifornimento.

La BP, come dimostra l’acquisizione di Chargemaster, ha compreso bene questi rischi e ha colto l’opportunità per entrare con una posizione da leader nel mercato delle auto elettriche britannico.

Questa acquisizione arriva in un momento felice per l’industria delle auto elettriche. La Nissan e la Renault, tra i maggiori player del mercato, di recente hanno dichiarato che stanno iniziando a guadagnare dal segmento dopo anni di investimenti.

Fonti: The Guardian; BP; Business Times

 

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