Cura dell’AIDS, bambino guarito dall’HIV per la prima volta

di Paola Pagliaro
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Una possibile svolta nella cura dell’AIDS arriva dal caso di un bambino del Mississippi guarito dall’infezione dell’HIV a poche settimane dalla nascita e per la prima volta. Una guarigione sorprendente che secondo i medici potrebbe cambiare il modo in cui vengono trattati i neonati infetti, riducendo notevolmente il numero di bambini costretti a convivere con il virus che causa l’AIDS e di conseguenza anche i futuri contagi in età adulta. Lo studio non è ancora stato pubblicato su una rivista scientifica peer-review. I risultati sono stati esposti nel corso della Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections di Atlanta.

Il virus nel neonato, originario delle zone rurali del Mississippi, è stato trattato in modo aggressivo con tre farmaci antiretrovirali somministrati circa 30 ore dopo la nascita, un trattamento insolito. Se da ulteriori studi questa terapia si dimostrasse efficace anche su altri bambini, sarebbe quasi certamente consigliata anche a livello globale.

Secondo le stime delle Nazioni Unite nel 2011 sono nati circa 330 mila bambini già contagiati dall’HIV. Ad oggi più di tre milioni di bambini nel mondo vivono con l’HIV. Gli esperti sono cauti anche perché questi risultati, a dir poco eccezionali, non avranno probabilmente effetto sul virus negli adulti e nella cura dell’AIDS. Tuttavia si tratta di un passo da gigante. Questo è infatti il secondo caso, tra quelli ben documentati, di guarigione dal virus. Il primo caso di guarigione è stato quello di Timothy Brown, noto come il paziente di Berlino, un uomo di mezza età affetto da leucemia che ha ricevuto un trapianto di midollo osseo da un donatore geneticamente resistente all’HIV. Una procedura pericolosa e complicata che, a differenza del trattamento farmacologico, non potrebbe trovare facile applicazione su larga scala, come è facile intuire.

Come ha sottolineato l’autrice del report sul caso Deborah Persaud, professore associato presso il Johns Hopkins Children’s Center:

Si tratta del Timothy Brown della pediatria. Questa è la prova che siamo in grado di curare l’infezione da HIV se riusciamo a replicare i risultati di questo caso.

Ora bisognerà però accertare che il bambino fosse stato effettivamente infettato dal virus. La dottoressa Persaud non ha dubbi: il bambino era stato infettato. Lo dimostrerebbero i cinque test positivi nel primo mese di vita del neonato, quattro per l’RNA virale e uno per il DNA. Inoltre, una volta iniziato il trattamento, i livelli del virus nel sangue del bambino sono diminuiti, proprio come avviene tipicamente nei pazienti infetti che ricevono le prime cure. A distanza di un anno, trascorso senza assumere ulteriori farmaci, il virus non si è ripresentato. I farmaci, ipotizzano gli esperti, hanno ucciso il virus prima che potesse creare una sorta di serbatoio nascosto ed insediarsi nel corpo del bambino in una forma dormiente, quella che poi emerge all’improvviso in età adulta e provoca l’AIDS.

Fonte: New York Times
Foto: © Thinkstock

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5 commenti

stella 6 Marzo 2013 - 15:45

Speriamo che questo teatrino dell’orrore finisca presto …. per rendere giustizia a tutte le persone che avete ammazzato …. negli anni 80 un’amica di mia madre faceva uso massiccio di droghe, e venne trovata positiva al test anticorpi hiv. Iniziarono a darle i medicinali e dopo pochi mesi morì. Non potremo far tornare indietro i poveri morti innocenti, spero però che riusciremo a farla pagare a quei criminali spacciati per dottori che hanno sulla loro coscienza povere vittime innocenti…….VERGOGNA ANCHE A CHI SCRIVE QUESTI ARTICOLI !!!!!!!

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cesare 5 Marzo 2013 - 21:24

grande A.P.,
e’ ora di finirla con questa truffa dell’aids!!!!!!!
perche’ i “cari” infettivologi nion si fanno an bell’esame della carica virale scopriranno che anche loro hanno l’hiv….

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Alessandro 5 Marzo 2013 - 20:13

l´HIV é la piú bestiale di tutte le truffe mediche che le case farmaceutiche si siano potute inventare per lucrare sulla pelle della gente. L´unica possibilitá che vengano scoperti é che la gente cominci a pensare con la propria testa e non accetti per oro colato tutto ció che viene somministrato dall´alto. Pensate con la vostra testa ed informatevi. Altrimenti il rischio é che molte altre vite vengano rovinate da questa trappola tremenda.

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Dr. A.P. 5 Marzo 2013 - 18:22

Quante bugie per continuare a spaventare e far soldi,per una realtà ben saputa e che non può più essere celata.
E’ questa realtà, per quanto dura da accettare, è scientificamente chiara:
1) non esiste articolo che dimostri l’esistenza di un retrovirus esogeno Hiv;
2) ognuno di noi ha circa 98mila retrovirus endogeni innocui le cui sequenze genetiche coincidono con i primers amplificati dalla PCR (“carica virale”); ecco perchè dagli anni 90 si sa che la carica virale è presente anche nei sieronegativi;
3) I test hiv non identificano nè anticorpi specifici nè tantomeno il presunto retrovirus; non sono strumenti diagnostici come scritto chiaramente nei loro fogli illustrativi;
4) non esiste articolo scientifico che dimostri che il presunto Hiv distrugga le cellule cd4;
5) non esiste articolo scientifico che dimostri che un basso livello di cd4 sia condizione necessaria e sufficiente per causare immunodeficienza; se i cd4 fossero di cosi vitale importanza sarebbero inseriti di routine negli esami ematochimici; atleti agonisti, soggetti affetti da ansia e depressione e da molte altre condizioni manifestano bassi livelli di cd4; lo dimostrò proprio Anthony Fauci negli anni 70, ma ora è scomodo parlarne;
6) Le proteine attribuite a Hiv sono di origine cellulare e non virale, lo ha ammesso anche Charles Dauguet, microscopista elettronico per Luc Montagnier;
7) non esiste articolo scientifico che dimostri che i farmaci antiretrovirali prolunghino la vita; nei fogli illustrativi viene scritto chiaramente e viene anche detto che tra gli effetti collaterali frequenti c’è leucopenia/granulocitopenia=immunodeficienza=AIDS.
Questa è la verità, la scienza non è religione.
Saluti,
un ricercatore. Di quelli che non guadagna sulla vita degli altri.

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Sebastian 5 Marzo 2013 - 15:52

Curarsi l’HIV? sarebbe meglio che voi scriveste anche cosa ha detto lo scopritore e pemio Nobel Luc Montagnier, che il Virus hiv va via da solo se uno ha un buon sistema immunitario.

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