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Edifici resistenti alle alluvioni, una scuola galleggiante in Nigeria

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In un clima sempre più caratterizzato da alluvioni violente e fenomeni meteorologici estremi, diventa fondamentale costruire edifici resistenti in grado di adattarsi agli effetti dei bruschi cambiamenti climatici. I primi ad essere messi in sicurezza dovrebbero essere gli edifici pubblici che ospitano scuole, ospedali e organi istituzionali che devono gestire le emergenza. In Nigeria, l’architetto Kunle Adeyemi, nigeriano di origine ma residente in Olanda, ha progettato una scuola galleggiante in grado di resistere alle alluvioni, alloggiata su una base costituita da tanti fusti di plastica e con la struttura in legno di provenienza locale.

Questo modello potrebbe essere adattato anche ad ospedali e caserme. La vision di Adeyemi è più ampia: l’architetto vorrebbe realizzare un’intera città galleggiante per 250 mila abitanti, composta da tante strutture collegate tra loro e con una rete idrica ed un sistema per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti autonomo e all’avanguardia.

scuola galleggiante alluvioni

Per ora Adeyemi ha progettato una scuola di tre piani atta ad ospitare circa cento studenti. La struttura è quasi terminata e si fonda su una base di 256 bidoni di plastica. Il costo dell’edificio è abbastanza contenuto: circa 6250 dollari. L’idea di Adeyemi non è nuova e si fonda su un filone sempre più diffuso nell’architettura sostenibile: non cercare di combattere l’avanzare delle acque costruendo ulteriori barriere ma adattarsi e seguire il moto delle tempeste con edifici galleggianti.  Una soluzione che sicuramente offre delle prospettive interessanti per le popolazioni costiere che devono far fronte al crescente avanzare delle acque e al fenomeno dell’erosione delle coste che sottrae spazio e sicurezza ai villaggi.

Le autorità della città di Lagos sono tuttavia riluttanti ad autorizzare insediamenti permanenti galleggianti. Nello slum di Makoko è già pieno di case sull’acqua e il mezzo principale utilizzato dai residenti per spostarsi è la canoa. Le autorità vorrebbero radere l’area al suolo perché è inadatta ad uso abitativo. La proposta di Adeyemi di costruire case galleggianti più sicure e stabili potrebbe rappresentare un compromesso accettabile per entrambe le parti.

Fonti: Inhabitat: Fast Coexist
Foto: NLÉ su Facebook

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