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Squadre B Juventus, Inter, Milan, Roma: il regolamento

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Dalla stagione 2018/2019 il calcio italiano registrerà una novità epocale: le squadre B. L’usanza di avere dei Team B esiste già da diversi anni in Spagna, ed è stata mutuata successivamente anche in Germania e Francia. Da noi arriveranno nel nuovo campionato che inizierà tra un paio di mesi. Ma in cosa consistono le squadre B? E quali saranno i club che vi potranno accedere? Il regolamento è stato descritto dettagliatamente dai vertici della Figc.

Cosa sono le Squadre B e chi vi può accedere

Le Squadre B sono squadre che fanno riferimento ad uno specifico club di Serie A. A causa del costo che ha mantenere una squadra in un campionato professionistico (1,2 milioni di euro in C), vi potranno accedere soltanto club che hanno una certa solidità economica. Per questo al momento l’unica squadra certa di avere un Team B è la Juventus, anche se sono interessate anche Milan, Inter, Atalanta, Fiorentina e Roma. E anche la Lazio osserva attentamente gli sviluppi dell’esperimento. Tecnicamente non c’è preclusione per nessuna squadra, quindi non è escluso che altre vi si aggregheranno in futuro.

Le Squadre B non toglieranno il posto alla Primavere. Ogni club potrà infatti decidere se mantenere entrambe le squadre. La Roma ha già annunciato di voler chiudere la Primavera per spostare i suoi giovani in Squadra B; altri club invece pensano di mantenere entrambe le formazioni. Non entreranno subito tutte i club interessati, ma dipenderà da quanti posti disponibili ci saranno. Per questo motivo viene stilata una classifica basata sulle convocazioni nelle nazionali minori dei vari componenti di ogni squadra, più la classifica dell’ultimo campionato Primavera e la media spettatori.

Come funziona una squadra B

Secondo il nuovo regolamento, le Squadre B devono essere di fatto team giovanili. Potranno essere tesserati infatti solo giocatori Under 21 e al massimo 4 giocatori Under 23. Il totale massimo dei giocatori tesserabili è 23.  Inoltre 16 giocatori devono essere stati tesserati per almeno 7 anni in un club iscritto alla FIGC. Altra regola fondamentale: almeno la metà della rosa deve essere composta da giocatori che possono essere convocati nella nazionale italiana. In altre parole almeno il 50% dei tesserati dev’essere italiano oppure avere i requisiti per la naturalizzazione italiana. Infine un calciatore della Squadra B può essere convocato dalla Squadra A fino ad un massimo di 4 presenze. Alla quinta presenza non potrà più giocare in Squadra B.

Squadre B in Serie C

Le Squadre B verranno inserite nel campionato di Serie C, al posto dei club che avranno difficoltà economiche per l’iscrizione. Per evitare nuovi casi come quello del Modena, fallito a stagione in corso, o ripescaggi tra le squadre retrocesse, la Figc ha deciso che i Team B andranno ad occupare gli spazi vuoti lasciati dai club che non hanno fornito sufficienti garanzie finanziarie. Una squadra B potrà partecipare al campionato come un qualsiasi altro club iscritto alla Serie C e potrà concorrere sia alla promozione della squadra che alla retrocessione. L’unica limitazione è che la squadra A e la B non possono giocare nello stesso campionato. Dunque se per esempio il club dovesse ottenere la promozione dalla B alla A, rimarrebbe in B. D’altro canto se la squadra A retrocedesse in B e la seconda squadra fosse pure nel campionato cadetto, verrebbe automaticamente retrocessa in Serie C. Non è possibile invece la retrocessione in Serie D. Anche se dovessero partecipare alla Serie B, in Coppa Italia le squadre B non parteciperanno per evitare incroci contro le squadre A. I Team B potranno giocare solo nella Coppa Italia di C.

Foto: Pixabay

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