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God of War: recensione, un nuovo inizio per la saga di Kratos?

God of War

La saga di God of War è finita? In molti se lo sono chiesti dopo Ascension che, di fatto, sembrava l’ultimo capitolo della saga. In un certo senso se avessimo risposto di sì a questa domanda, non avremmo sbagliato. La saga di God of War può dirsi finita…per poterne aprire una nuova. Non a caso la scelta di Santa Monica Studios è stata quella di ricominciare da zero senza numeri e senza suffissi: semplicemente “God of War”. La scelta, a nostro avviso corretta, serve a marcare un punto di svolta rispetto al passato, per evitare che cambiando generazione (sia di console che di utenti) ci fosse il rischio di lasciare qualcuno dietro. A questo capitolo infatti possono accedere senza problemi i vecchi appassionati, ma anche quei giocatori che Kratos non lo hanno nemmeno mai sentito nominare. È infatti un titolo del tutto nuovo. È nuovo nell’ambientazione (addio ai vecchi Dei dell’Olimpo, ora si va a Nord…molto a Nord!); lo è nel gameplay, nella trama. Insomma in tutto. È talmente nuovo che non vi è il benché minimo riferimento alla vecchia saga. Persino il protagonista non sembra più lui.

Un vecchio Kratos è il nuovo Kratos

Sì perché anche se il protagonista è sempre lui, il guerriero bianco con il marchio rosso che gli attraversa il corpo, sembra un’altra persona. Come a voler segnare uno stacco netto dal passato, il Kratos di oggi è un uomo maturo (chiamarlo anziano sarebbe riduttivo), barbuto, più scorbutico del solito, con nuove armi e soprattutto…con moglie e figlio. Purtroppo non avremo il piacere di conoscere la signora Kratos, ma il figlio Atreus sì, eccome. Per la prima volta infatti il nostro Dio spartano verrà accompagnato in una sorta di avventura in co-op. Atreus sarà spesso di grande aiuto, e una mano durante i combattimenti la darà. E quando si ha a che fare con fiere di ogni tipo, ogni mano è la benvenuta.

L’avventura è ambientata nel Nord vichingo e si apre subito mestamente con un funerale. La “signora Kratos” è purtroppo venuta a mancare e così il nostro eroe è costretto a crescere da solo un bambino. Un ragazzino che però sembra quasi non conoscere, tanta poca confidenza c’è tra i due. Con lo scopo di dover raggiungere la “vetta del mondo” (ovvero la cima della più alta montagna di quelle terre) per spargere le ceneri della madre del ragazzo, inizia un’avventura in cui Kratos dovrà crescere suo figlio e farlo diventare guerriero; ma anche il piccolo Atreus farà crescere Kratos, facendogli capire cosa significa essere padre. Nel mezzo dovremo affrontare mostri di ogni genere e stazza, dai giganti alle valchirie, dai golem agli elfi, ce ne saranno per tutti i gusti.

Il nuovo combat system di God of War

Santa Monica ha decisamente virato per questo God of War verso l’action adventure, con un pizzico di RPG (o gioco di ruolo) come va di moda negli ultimi tempi. Per un franchise che si rinnova, non si poteva di certo continuare con uno stile di gioco che ormai risentiva di tutti i suoi anni. Il gameplay è certamente più moderno, con la telecamera posizionata appena dietro le spalle del protagonista in modo da avere uno sguardo più diretto del campo di battaglia, e al contempo mantenere quella tensione e attenzione che deriva dal non sapere chi (o cosa) abbiamo dietro. Non sarà raro che qualche avversario ci colga alle spalle, per questo è stato introdotto un indicatore di direzione dei colpi nemici simile a quello degli sparatutto.

Il combat system è completamente rivoluzionato: ai due stili di attacco tradizionali, ovvero colpo leggero e colpo pesante, si aggiungono i lanci dell’ascia Leviatano, dotata di diversi poteri a seconda delle rune che le vengono aggiunte; e nuove mosse speciali che possono essere implementate grazie alle pietre scoperte in giro per il mondo di gioco. Qui entra in gioco la parte RPG dato che si permette di cambiare molto stile di combattimento, armi e armature a seconda delle abilità selezionate o delle modifiche apportate nel sistema di crafting.

Anche il mondo di gioco è decisamente cambiato, è molto meno lineare di prima. Per tutta la prima parte è un percorso tracciato con la possibilità di “sviare” soltanto per trovare scrigni e risolvere enigmi. Da un certo momento in poi viene lasciata molta più libertà al giocatore di esplorare il mondo. Non siamo ancora al livello di open world, ogni area del gioco che siamo liberi di visitare ha confini molto ben delimitati, però certamente questo God of War concede molta più libertà rispetto ai suoi predecessori. Non a caso, secondo le stime degli sviluppatori, è possibile raddoppiare le ore di gioco se si volessero scoprire tutti i segreti della nuova ambientazione, passando dalle 20 ore del gameplay principale a circa 40 per risolvere anche tutti gli enigmi e le missioni secondarie.

Grafica, sonoro e altri aspetti tecnici

Tecnicamente Santa Monica Studios ha fatto un lavoro fenomenale. Forse anche troppo dato che se God of War su PS4 Pro gira una meraviglia, consentendo di godere a pieno delle meraviglie grafiche riservate; sulla versione standard della console ha qualche titubanza. Nei momenti di maggiore frame rate ci sono rallentamenti e abbiamo assistito anche ad uno spaventoso freeze di qualche secondo che ci ha fatto credere di aver perso tutti i progressi. Il frame rate si staglia sui 30 fps, ma con la versione Pro si può anche salire.

Anche sulla PS4 tradizionale comunque l’aspetto grafico ci ha lasciati stupiti. Non tanto per le ambientazioni, Horizon: Zero Dawn, Far Cry e altri titoli usciti di recente già ci avevano abituato a scenari grandiosi sotto l’aspetto tecnico. Ci riferiamo in particolare alle espressività del volto, veramente molto vicine alla realtà.

Anche dal punto di vista sonoro il lavoro è stato eccezionale, con musiche sempre al posto giusto e al momento giusto; ma soprattutto grande è anche il doppiaggio in italiano, praticamente perfetto. In alcuni tratti sembrava quasi di vedere un film. A nostro parere la nuova visuale con la telecamera dietro le spalle di Kratos fa guadagnare molto al titolo che risulta molto meno “stile PS2-PS3” e molto più action game moderno. Permette anche di sfruttare il nuovo sistema che può evolversi ed essere sempre diverso man mano che si procede col gioco. Se proprio va trovato un difetto potremmo fotografarlo nella trama non proprio all’altezza del grande lavoro tecnico svolto, ma credetemi, dopo qualche ora diventerà veramente un dettaglio.

Conclusioni

Dopo le prime ore di assestamento, God of War diventa un titolo veramente attraente. È al tempo stesso uguale a tanti action in circolazione e a suo modo anche molto diverso per le sue caratteristiche peculiari, la sua aura di “leggenda” che l’avvolge, nonché un comparto tecnico di primo piano. A primo impatto può sembrare monotono, a tratti ripetitivo, ma non appena si comincia a prendere confidenza con il gameplay e si procede nello sbloccare le abilità, il titolo acquista tantissimo interesse. È un continuo crescendo. Negli altri titoli, dopo 6-7 ore di gioco, i gamer più navigati hanno già scoperto quasi tutto; con God of War non è così e anche dopo numerose ore si viene continuamente sorpresi da nuovi aspetti del gameplay. Secondo alcuni recensori è il titolo migliore dell’anno, a nostro parere se la giocherà con qualcuno già uscito e con altri che stanno per uscire, ma è certamente nella top 10. E chissà, magari è anche un buon motivo per comprare una PlayStation 4 Pro.

Media Metacritic: 94/100

God of War - Recensione

Trama - 7.5
Grafica - 9.5
Sonoro - 9
Gameplay - 9
Rigiocabilità - 8.5
Longevità - 10
Novità - 9

8.9

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