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Elezioni 2013, si abbassa l’età dei parlamentari

scheda elettorale

Durante la campagna elettorale i partiti principali delle due coalizioni accusavano le varie formazioni “minori” di sottrarre voti importanti. Così è stato per Ingroia per il Centrosinistra, o per altri partiti da meno dell’1% per il Centrodestra. Nessuno può invece prendersela con il Movimento 5 Stelle che secondo le ultime analisi del voto avrebbe sottratto in egual misura voti al Pd e al Pdl per un totale di almeno il 20%.

L’analisi, pubblicata questa mattina dal Corriere della Sera, fa un po’ più di luce sul fenomeno Grillo, e scopre così che il 20% dei voti gli sono arrivati dai “delusi” dei vecchi partiti, il 16% invece dai giovani che sono andati a votare per la prima volta. Il restante 64% dovrebbe arrivare dagli indecisi e da chi non sarebbe andato proprio a votare, confermando così le parole del grillino Cancelleri secondo cui senza il Movimento 5 Stelle il tasso di astensionismo sarebbe stato ancora maggiore.

A destra invece si canta vittoria dato che Berlusconi veniva dato quasi per morto (politicamente parlando), ed invece è riuscito a pareggiare. La realtà dei fatti è invece tutt’altra: il Centrodestra (con le dovute proporzioni tra Pdl e Lega) ha ottenuto la metà dei voti rispetto al 2008 quando stravinse le elezioni. Quindi di vittoria proprio non si può parlare. Semmai il pareggio è arrivato perché pure il Pd ha visto diminuire il numero dei suoi votanti, sceso di circa il 39% rispetto al 2008. A sinistra esulta solo Sel grazie al numero di voti raddoppiato rispetto al 2008 (un milione contro il mezzo milione di 5 anni fa), anche se è una vittoria striminzita dato che i sondaggi fino a 4-5 mesi fa parlavano di numeri molto più alti.

Chi invece deve rivedere i propri programmi è l’Udc con Casini che ha registrato un crollo del 75%, ma anche Di Pietro che nella coalizione con Ingroia ha perso oltre il 60%. Questi i freddi numeri. Andando a guardare la qualità degli eletti però si può tirare un sospiro di sollievo. Inquisiti e condannati sono rimasti fuori, come molti dei veterani, mentre il Parlamento appena eletto ha la percentuale di donne più alta della storia repubblicana (31% ovvero quasi un onorevole su 3), e la media d’età è scesa a 48 anni (45 anni tra i deputati a 53 tra i senatori), molto meno rispetto all’ultima legislatura in cui l’età media era di 55 anni e mezzo, tra le più alte al mondo. Anche qui gran parte del merito va al Movimento 5 Stelle che ha una media d’età di 37 anni, mentre i più anziani sono stati eletti con la Lista Monti (55 anni in media). Il maggior numero di donne invece arriva dalle liste del Pd (41% contro il 38% del M5S), mentre con la Lega Nord le donne elette sono state appena il 14%.

Fonte: Corriere della Sera
Foto | © Thinkstock

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