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Dormire tutta la notte senza svegliarsi? Un tempo non era normale!

dormire tutta la notte senza svegliarsiOggi dormire tutta la notte senza svegliarsi, le classiche 8 ore di fila, è considerato un obiettivo fondamentale per la salute. Il sonno in due tempi, interrotto nel cuore della notte da brutti pensieri o bisogni fisiologici, viene spesso classificato come insonnia.

Ma un tempo, in età vittoriana, nell’epoca pre-industriale, il sonno in due fasi era considerato normale. A sottolinearlo sul Daily Mail è il professor Roger Ekirch, docente di storia presso la Virginia Tech negli USA.

L’esperto spiega che quando non c’era l’elettricità nelle case, le persone andavano a dormire non appena fuori faceva buio. Così non era affatto raro che si svegliassero dopo circa 5 ore e si alzassero per fare le faccende di casa, fare sesso o addirittura uscire per andare a far visita agli amici. Alcuni rimanevano a letto a chiacchierare, leggere, scrivere o pregare. Altri andavano in bagno o fumavano.

Trascorsa questa pausa dal sonno, che durava all’incirca un’oretta, si rimettevano a letto per godersi la seconda fase del riposo notturno.

Con l’arrivo della corrente elettrica in tutte le case, nell’età industriale divenne normale dormire tutta la notte senza svegliarsi. Grazie alla luce artificiale le persone iniziarono a rimanere sveglie più a lungo la sera, anche quando fuori era buio da un pezzo. Inoltre i ritmi di lavoro più regolari, scanditi dagli orari della fabbrica, imposero alle persone di alzarsi sempre alla stessa ora e diventare più abitudinarie.

In aggiunta, le persone iniziarono a trascorrere più tempo libero nei caffè e a dedicarsi ad attività domestiche o sociali fino a tarda sera. Il tempo per dormire così si restrinse a poche ore, tanto che non avrebbe avuto più senso dividerlo in due fasi. Così dormire un sonno continuo divenne la normalità. Il sonno in due tempi fu presto classificato come un disturbo del sonno.

I benefici del sonno in due tempi

Ma il sonno in due fasi non necessariamente è un male per la salute. Anzi. Alcune recenti ricerche sostengono che il sonno bifasico, diviso in due blocchi, può essere un modo più naturale di dormire. Ogni fase del sonno ha una funzione importante e specifica: aiutare il corpo ad autoripararsi; memorizzare nozioni e ricordi; elaborare le emozioni provate durante il giorno.

A confermarlo è lo psicologo del sonno Gregg Jacobs, interpellato dalla BCC:

Per gran parte della nostra vita evolutiva, abbiamo dormito in un certo modo. Svegliarci nel corso della notte faceva parte della normale fisiologia umana.

Oggi molte persone che si svegliano nel cuore della notte pensano di soffrire di un disturbo del sonno. Questa convinzione accresce la loro ansia e causa l’insonnia, quella vera. Dormire in due fasi invece è un modello non patologico, che fa parte della natura umana.

Quella pausa, secondo Jacobs, va presa come un periodo di riposo e rilassamento perché rafforza la capacità umana di regolare lo stress. Oggi molte persone soffrono di ansia, attacchi di panico e depressione e cadono nelle dipendenze, perché non hanno più tempo per fermarsi a meditare e sognare. L’esperto spiega che la pausa tra il primo e il secondo sonno è un buon momento per rilassarsi e riprendersi il proprio tempo, senza angosciarsi sul dover dormire per forza 8 ore di fila.

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