Home / Salute / Alimentazione / Dieta pegana: pro e contro dell’incrocio tra paleo e vegan

Dieta pegana: pro e contro dell’incrocio tra paleo e vegan

dieta pegana paleo-veganLa dieta pegana è un incrocio tra la dieta paleolitica e la dieta vegana. Apparentemente questi due regimi alimentari non potrebbero essere più diversi tra loro. La paleodieta suggerisce infatti di mangiare solo i cibi non processati che erano disponibili ai tempi degli uomini delle caverne: selvaggina, pesce, frutta, verdura. Si tratta di un piano alimentare basato principalmente sui prodotti di origine animale.

Al contrario la dieta vegan è basata principalmente sui cibi vegetali ed elimina carne, uova, formaggio, pesce e tutti i prodotti di origine animale.

Malgrado le evidenti differenze tra la dieta paleo e la dieta vegan, c’è chi ha provato a trarre il massimo da entrambe unendole nella dieta pegana o paleo-vegan. Uno dei massimi sostenitori della dieta pegana è il dottor Mark Hyman. Il medico americano, che lavora alla Cleveland Clinic, è autore di numerosi libri sulla nutrizione.

Dieta pegana: cibi consentiti e cibi vietati

In un’intervista alla NBC News, Hyman ha spiegato che seguire la dieta pegana è molto semplice:

Bisogna mangiare cibi che contengono pochi zuccheri e a ridotto contenuto di amido e tanti alimenti vegetali. Se si mangiano cibi di origine animale bisogna scegliere quelli con materie prime da allevamenti sostenibili o la selvaggina.

La dieta pegan, per la gioia di chi non riesce a rinunciare ai grassi, approva i grassi buoni contenuti nelle noci, nei semi, nell’olio d’oliva e in frutti come l’avocado. Sì anche alle uova, ottima fonte di vitamine, nutrienti fondamentali per la salute del cervello e dei nervi, come la colina.

Sì ai pesci ricchi di acidi grassi omega 3, come le sardine e il salmone selvaggio. Chi non mangia pesce può prendere questi importanti nutrienti dalle alghe.

dieta pegana cibi consentiti cibi vietati

Nella dieta pegan il 75% del menù è composto da frutta, verdura, proteine vegetali e grassi buoni. Il restante 25% include proteine animali provenienti da carne organica, pollame e pesce.

Gli zuccheri aggiunti sono considerati uno sgarro da concedersi una volta tanto come ricompensa. La dieta pegan elimina grano, tutti i latticini e limita i legumi, i fagioli e persino i cereali senza glutine. I legumi migliori secondo i sostenitori della dieta pegan sono le lenticchie, ma vanno consumate raramente.

L’unica eccezione una tantum per i latticini riguarda latte e formaggio biologici di pecora o capra.

Benefici della dieta paleo-vegan

La dieta pegan ha tanti lati positivi dal punto di vista nutritivo. I più importanti sono:

  • Incoraggiare un maggiore consumo di frutta, verdura e proteine vegetali. Un consumo regolare di frutta e verdura protegge la salute del cuore, aiuta a dimagrire e a prevenire i fattori di rischio di molte malattie, dal cancro all’obesità.
  • Favorire il consumo di pesce, carne e altri prodotti animali provenienti da allevamenti sostenibili, in cui gli animali vengono alimentati con foraggio biologico e senza OGM. Questo riduce l’esposizione dell’organismo a pesticidi, ormoni e antibiotici.

Critiche alla dieta pegana

Tra i contro evidenziati da alcuni nutrizionisti c’è l’esclusione dei latticini e la limitazione del consumo di legumi e cibi ricchi di amido.

Questo comporta l’esclusione dalla dieta o la riduzione del consumo di alimenti sani. Ad esempio cibi ricchi di amido come la patata dolce; cereali integrali come la quinoa o il riso integrale; legumi ricchi di proteine come i fagioli neri, le lenticchie e i ceci.

Anche eliminare completamente i latticini non è visto di buon occhio da molti nutrizionisti. Se non si soffre di intolleranze o allergie non c’è motivo per escluderli dalla propria dieta.

I latticini sono infatti un’importante fonte di calcio, vitamina D, vitamina A, magnesio, fosforo, probiotici e proteine. Assumere questi nutrienti da altre fonti nella quantità necessaria al nostro organismo non è semplice.

La dieta pegan invita inoltre a non consumare cibi processati. Ma secondo i nutrizionisti non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Ad esempio un latte vegetale alla mandorla è un alimento confezionato, ma si tratta comunque di una bevanda sana che non è stata sottoposta a grossi processi di raffinazione e trasformazione.

Quando si acquistano cibi confezionati, il segreto è controllare la lista degli ingredienti. Più è corta e più il prodotto è vicino a un alimento naturale. Se non contengono zuccheri aggiunti, sale, molti additivi e conservanti, possono essere consumati in tranquillità.

Potrebbe interessarti anche:

dieta Optavia boss delle torte prima e dopo

Dieta Optavia: in cosa consiste il programma dimagrante seguito dal boss delle torte

Il boss delle torte Buddy Valastro ha perso 20 chili in pochi mesi seguendo la dieta Optavia. Ecco in cosa consiste questo programma dimagrante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.