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Bonus povertà 2018: a chi spetta e come si richiede

bonus povertà

Nel difficile contesto economico che si sta vivendo in Italia, l’ultimo Governo Gentiloni in extremis è riuscito a confermare un’operazione assistenziale molto importante: il bonus povertà. Chiamato anche reddito di inclusione, altro non è che un aiuto per tutte quelle persone che, pur lavorando, guadagnano troppo poco per avere una vita dignitosa. Oltre che aiutare i disoccupati. Il bonus è simile al reddito d’inclusione deciso nel 2017, ma per il 2018 sono state apportate lievi modifiche. Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa si tratta, come e quando si può richiedere.

Requisiti bonus povertà

Il bonus povertà 2018 può essere richiesto da un cittadino singolo o da una famiglia. I requisiti uguali per tutti sono:

  • ISEE non superiore a 6000 euro;
  • ISRE non superiore a 3000 euro;
  • non possedere immobili del valore di oltre 20.000 euro, esclusa la prima casa;
  • non possedere tra conti correnti e proprietà mobili (auto, azioni, conti deposito, ecc.) più di 6.000 euro per il richiedente singolo, 8.000 per la coppia, 10.000 euro per famiglie con più di 2 persone.

Hanno diritto alla carta REI (carta del reddito d’inclusione) i cittadini italiani, oppure stranieri in regola con il permesso di soggiorno o rifugiati politici da almeno 2 anni. NON hanno invece diritto al bonus le persone che già percepiscono la Naspi o altri ammortizzatori sociali simili, oppure quelli che negli ultimi due anni hanno acquistato un’auto o una moto, o posseggono un’imbarcazione di qualsiasi tipo anche precedente ai due anni.

Per quanto riguarda la richiesta di una famiglia, almeno uno dei componenti deve essere:

  • minorenne;
  • donna in gravidanza;
  • disabile;
  • ultra 55enne disoccupato.

Questi requisiti familiari saranno validi fino al 30 giugno 2018. A partire dal 1° luglio varranno solo i requisiti economici sopra elencati.

A quanto ammonta il bonus povertà 2018

Il reddito d’inclusione per l’anno 2018 ammonta a 190 euro mensili per un singolo che vanno a crescere per ogni componente familiare fino a 534 euro mensili. Si parla di carta REI in quanto le persone che ne hanno diritto ricevono una vera e propria carta di credito. Su questa carta vengono accreditati ogni mese gli importi di cui si ha diritto. La carta REI può essere poi utilizzata per fare la spesa, acquistare prodotti di prima necessità in farmacia o per pagare le bollette.

Un aspetto importante di cui tenere conto è che il sussidio non viene elargito per sempre. Il soggetto richiedente, o l’intera famiglia nel caso di richiesta familiare, deve sottoscrivere un progetto di inclusione. In altre parole un addetto del Comune verificherà la situazione lavorativa dei soggetti richiedenti e li iscriverà in un percorso di formazione finalizzato al trovare un lavoro che gli consenta di vivere senza più aiuti statali. Nel caso in cui un lavoro fosse trovato, ma la paga fosse ancora al di sotto del reddito d’inclusione, verrà elargita dall’INPS solo la differenza.

Come richiedere il reddito d’inclusione

La domanda per il bonus povertà 2018 si presenta al proprio Comune di residenza. Lo sportello dedicato dovrebbe essere quello delle politiche sociali, ma può cambiare a seconda del Comune. Per richiedere il REI basta presentare l’ISEE e l’ISRE, insieme alla domanda precompilata che l’addetto al Comune fornirà (alcuni Comuni mettono la domanda già a disposizione sul sito ufficiale). Di solito in tre settimane la domanda viene elaborata e si riceve la carta REI, se se ne ha diritto. Il bonus viene erogato dall’INPS, sarà il Comune stesso ad interfacciarsi con l’Istituto di previdenza per tutta la burocrazia necessaria.

La misura dovrebbe rimanere in vigore almeno fino al 31 dicembre 2018.

Foto: Pixabay

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