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Gatto sacro di Birmania: caratteristiche, carattere e costo

gatto sacro di Birmania adultoIl gatto sacro di Birmania è una razza felina molto amata dai proprietari di mici. Basta uno sguardo per capire il motivo del suo grande successo come gatto d’appartamento. Con il suo pelo bianco folto e soffice, i suoi dolci occhi azzurri e la sua innata eleganza, questo gatto conquista il cuore a prima vista. Inoltre, è tra le razze che danno meno problemi di allergia.

Se state pensando di acquistare un gatto sacro di Birmania, in questo post troverete tutte le informazioni su questa razza: dal carattere, al costo di un gattino d’allevamento.

La storia del gatto Sacro di Birmania

La storia del gatto sacro di Birmania, o meglio la leggenda, è antichissima. Come suggerisce il suo nome, questa razza è originaria della Birmania. Si narra che il suo aspetto maestoso gli sia stato conferito da una dea dagli occhi blu di nome Tsun Kyan Kse. La divinità volle ricompensare la devozione e l’amore di un gatto del tempio di nome Sihn, per un prete di nome Kittah Mun Ha.

Un giorno il sacerdote venne ucciso da un gruppo di infedeli. Il micio rimase al suo fianco, con le zampe anteriori poggiate sul suo corpo. Quando incrociò lo sguardo della dea, rappresentata in una statua, la divinità rese dorato il suo mantello e trasformò il colore dei suoi occhi da gialli a blu. Le zampe invece rimasero bianche, a simboleggiare la purezza d’animo del micio.

La dea gli ordinò di vegliare il corpo del sacerdote, fino a quando non avesse raggiunto l’aldilà. Il micio rimase a vegliare per 7 e giorni e 7 notti prima di morire di stenti. Da allora questi gatti divennero compagni di vita dei sacerdoti. Ogni gatto vegliava il padrone anche dopo la morte, fino a quando non aveva raggiunto la pace eterna.

Le striature colorate sul mantello sono considerate i segni del favore della dea. La leggenda narra che i monaci del tempio dopo la morte si reincarnino nei gatti sacri di Birmania.

Origine del gatto birmano

L’origine della razza è sconosciuta. L’ipotesi è che si tratti di un incrocio con i gatti persiani, ma non si sa dove abbia avuto luogo il mix tra le razze.

Una delle teorie è che la razza sia nata dalla riproduzione di alcuni gatti del Sud-Est Asiatico, che possedevano i geni del pelo lungo e degli occhi blu.

Un’altra teoria afferma che la razza sia nata in Francia da una coppia di gatti del tempio, importati in Europa da Auguste Pavie e Gordon Russell. La razza in effetti è stata riconosciuta ufficialmente proprio in Francia nel 1925.

Le caratteristiche del gatto sacro di Birmania

Peso del Birmano

Ma lasciamo la storia e veniamo alle caratteristiche di questo bellissimo micio. Partiamo dall’aspetto fisico.  Il sacro di Birmania è un gatto di taglia medio-grande. Il peso da adulto va dai 7 ai 12 chili.

Quanto vive il gatto sacro di Birmania

È una razza di gatto longeva. In appartamento vive mediatamente dai 12 ai 16 anni. Fate però attenzione a non farlo uscire da solo. E non solo perché rischia di essere investito da un’auto o contrarre malattie. Spesso questi gatti, avendo un valore economico alto, fanno gola e sono vittima di furti.

Colore degli occhi e del pelo

Una delle caratteristiche fisiche più apprezzate del sacro di Birmania sono gli occhi blu zaffiro. Sono come dei fari che gli regalano uno sguardo penetrante e profondo. Il naso è romano, con la punta inclinata.

Il Birmano è un gatto a pelo è semi-lungo. Il mantello ha una consistenza setosa. I gatti birmani di razza pura alla nascita sono completamente bianchi. Il colore tipico del pelo è il seal point, un colore come quello di una foca concentrato sulle punte (orecchie, zampe, coda). Zampe, muso e coda sono infatti marrone scuro e contrastano con il mantello chiaro.  Il resto del mantello ha il colore di un guscio d’uovo, con spruzzate dorate qua e là sul dorso.

Esistono anche altri colori: i points possono ad esempio essere d’oro, cioccolato o lilla. Questi colori particolari gli regalano un aspetto elegante e unico.

Somiglia al siamese tradizionale o gatto Thai, ma ha le zampe bianche e una stazza più corpulenta. Alle zampe sembra che indossi dei guanti bianchi e soffici.

Com’è la voce del Birmano

La voce del Birmano è dolce e delicata, con una nota simile a quella delle campane. Il suo miagolio è piacevole da ascoltare. Non miagola tanto quanto il Siamese, ma se gli si rivolge la parola risponde con uno miagolio soave. Se miagola è delicatamente, per ricordarti con gentilezza che è l’ora della sua pappa o per reclamare le coccole sul divano.

Il carattere del gatto sacro di Birmania

L’aspetto raffinato nasconde un carattere vitale e un fisico forte. Il sacro di Birmania è infatti un gatto di classe, dalle movenze sinuose ed eleganti, ma con un corpo muscoloso e scattante.  Il carattere del Birmano è pacifico. Va d’accordo con altri animali domestici, anche con i cani, a patto che siano gentili con i gatti, ed è un amante dei bambini.

Il sacro di Birmania è calmo e affettuoso e ama passare del tempo con la famiglia. Adora ricevere attenzioni, come gran parte dei gatti. Tuttavia non ama la confusione e gli estranei. La compagnia che preferisce è una compagnia rispettosa dei suoi spazi, che non lo strapazzi troppo e non faccia troppo rumore.

Anche se non è tra le razze più vivaci, spesso viene fuori il suo lato giocoso. Non è insolito vederlo inseguire una pallina o persino riportarla come farebbe un cane. La sua intelligenza gli fa preferire anche i giochi per gatti interattivi, come i puzzle.

Il resto del tempo lo passa a dormire o accoccolato in grembo a farsi accarezzare. Si tratta di un gatto docile e fedele, che ama seguire il proprietario di stanza in stanza.

Non ha una personalità prepotente come il Siamese, ma è molto curioso. State attenti a dove si va a cacciare. Non lasciatelo solo troppe ore, perché non ama la solitudine. È un micio che ama interagire di continuo con il padrone o con altri animali. Se state spesso fuori casa e non avete altri pets, forse è meglio scegliere una razza di gatto che soffra meno la solitudine.

Come prendersi cura del gatto Sacro di Birmania

Il gatto sacro di Birmania ha un mantello folto, ma fortunatamente non perde molti peli. Non occorre spazzolarlo ogni giorno, perché il pelo ha una consistenza setosa che lo aiuta a non aggrovigliarsi facilmente. Basterà pettinarlo due volte a settimana per mantenere il suo pelo setoso e brillante, distribuendo uniformemente gli oli della pelle.

Muta del pelo e bagno

Il gatto perde il pelo invernale a primavera. In questo periodo dovrete spazzolarlo più spesso. Anche un bagno caldo può aiutare a rimuovere i peli persi con la muta. Non immergetelo nella vasca piena d’acqua. Meglio lavarlo delicatamente con la doccetta. Per mantenere il pelo pulito ed evitare che urini in casa, cambiate spesso la lettiera.

Cure regolari

Come tutti i gatti d’appartamento, necessita inoltre di altre cure regolari: il taglio delle unghie, la pulizia delle orecchie e la spazzolatura dei denti. Le unghie vanno tagliate ogni due settimane.

Controllate inoltre che non ci sia sporcizia nelle orecchie ogni settimana. Pulitele con un batuffolo di cotone o con un panno morbido, imbevuto in una soluzione di metà d’acqua e metà d’aceto di sidro.

I denti andrebbero puliti ogni giorno, ma se non ci riuscite spazzolateli almeno una volta alla settimana.

Pulite anche gli occhi se notate secrezioni con un panno umido pulito. Usate un panno diverso per ciascun occhio per evitare di diffondere eventuali infezioni.

In particolare fate attenzione all’igiene orale, perché questa razza è più esposta al rischio di parodontite. Per prevenire la malattia parodontale nel sacro di Birmania occorre programmare una pulizia dei denti periodica da un veterinario esperto in odontoiatria.

La salute del Birmano: malattie congenite e altri problemi

Il gatto sacro di Birmania è tra le razze feline più sane. Tuttavia, ci sono alcune malattie che possono colpire maggiormente il birmano e gli incroci con questa razza:

  • Ipotricosi congenita (rara). I gatti che ne soffrono nascono senza pelo;
  • Aplasia del timo (rara): una malattia del sistema immunitaria che espone il gatto a un rischio superiore di infezioni e morte precoce.
  • Dermoide corneale, la presenza di pelo o pezzi di pelle sulla cornea, la parte anteriore dell’occhio. Questa malattia richiede un intervento chirurgico per la rimozione del pelo. Può presentarsi su uno o su entrambi gli occhi del micio.
  • La degenerazione spongiforme, una patologia del sistema nervoso centrale che causa difficoltà di coordinamento. I gatti che ne soffrono hanno gli arti posteriori molto deboli. Questa malattia è degenerativa, tende cioè a peggiorare con il tempo.
  • Tremori e convulsioni. Questi sintomi si manifestano nei gattini che hanno dieci giorni di vita e non scompaiono fino alle 12 settimane di vita. Fortunatamente regrediscono spontaneamente, così come sono comparsi.
  • Valori troppo alti di creatinina e/o di urea nel sangue, che a volte possono nascondere una disfunzione dei reni.

Quanto costa il Gatto Sacro di Birmania

Il prezzo del gatto sacro di Birmania va dagli 800 ai 1.100 euro. Il costo può arrivare fino a 1.300 per i gattini nati da genitori pluripremiati per la loro bellezza.
Non è raro però trovare anche gattini a prezzi inferiori su Subito, Kijiji e altri portali di annunci. Il nostro consiglio è di rivolgervi sempre ad allevamenti seri e certificati. Controllate le recensioni del venditore per non avere brutte sorprese.
Questo perché solo i gatti allevati e certificati secondo gli standard dell’ANFI-FIFé sono nati senza ombra di dubbio da birmani puri. Sarete così sicuri che avrà quel carattere e quelle caratteristiche tipiche di questa razza, ma soprattutto che sarà sano.
Se il gatto vi verrà ceduto con il pedigree della riproduzione, non sarete obbligati a sterilizzarlo entro il primo anno di vita, come invece richiedono solitamente molti allevatori.
Assicuratevi che il gatto abbia effettuato il vaccino trivalente, il richiamo e l’esame delle feci. Le vaccinazioni e gli esami devono essere annotati sul libretto sanitario che vi darà l’allevatore.
Controllate inoltre che i genitori siano stati vaccinati per la FELV. L’allevatore dovrà darvi il pedigree ANFI.

Foto del gatto sacro di Birmania

Ecco una gallery con le foto del gatto sacro di Birmania da cucciolo e da adulto. Ammiratelo in tutta la sua bellezza!

Voi avete accolto in famiglia un birmano? Il suo carattere rispecchia le caratteristiche di questa razza? Quanto lo avete pagato?
Se vi va raccontateci la vostra esperienza con questa razza nei commenti. Aiuterete altri proprietari di gatti nella scelta e nella cura di questo splendido micio.

 

 

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