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Rimborso Tari: come richiederlo e capire quando se ne ha diritto

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rimborso tari

Una nuova bomba sta per scoppiare in Italia: è la Tari. La tassa sui rifiuti esiste già da tre anni, eppure quest’anno potrebbe causare non pochi problemi ai Comuni e ai cittadini stessi. Le associazioni dei consumatori si sono accorte che migliaia di Comuni italiani, dal 2014 al 2017, hanno sbagliato il calcolo della tassa. Questa svista comporterà un rimborso Tari a valanga, ma se pensate che sia una buona notizia vi sbagliate. Come fa notare Repubblica infatti, non ci saranno soltanto rimborsi nelle tasche dei cittadini. Se da una parte ci sarà qualcuno che incasserà qualche decina o centinaia di euro, questi soldi dovranno essere recuperati dagli altri contribuenti. Ma riannodiamo un attimo i fili e spieghiamo meglio come si è arrivati a questa situazione.

Quando si ha diritto al rimborso Tari

L’errore commesso da migliaia di Comuni, tra i quali alcuni molto grandi come Milano, è stato il doppio calcolo della tassa. Il calcolo avrebbe dovuto tenere conto di una parte fissa (la metratura dell’abitazione senza le sue pertinenze) più una parte variabile (il numero di abitanti). L’errore commesso riguarda un doppio calcolo. Oltre a calcolare i metri quadrati di un’abitazione, è stata aggiunta a parte la metratura delle pertinenze. Questo errore ha riguardato tutte quelle aree quali garage, balconi, terrazze, cantine e simili che in realtà non producono spazzatura, ma sono stati compresi nel calcolo come se lo facessero.

È di questa settimana il parere del Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) che ha dichiarato illegittimo questo doppio calcolo in quanto la parte variabile della tassa dev’essere calcolata solo sulla “superficie totale dell’utenza domestica”. Con questo parere dato in seguito ad una interrogazione parlamentare, il Ministero ha dato il via alla procedura per i rimborsi.

Come richiedere il rimborso della Tassa sui rifiuti

A questo punto due domande sorgono spontanee: come faccio a sapere se ho diritto al rimborso Tari? E come lo richiedo? Non esiste una lista di Comuni esaustiva in cui l’errore è stato commesso in quanto il calcolo è indipendente, ogni Comune decide per sé. Si sa che a commettere il calcolo sbagliato sono state grandi città come Milano, Genova, Napoli e Cagliari. Per capire se il calcolo della vostra tassa sia stato fatto in modo errato bisogna per prima cosa prendere la bolletta. Nella parte “descrizione” compare l’analitico delle spese. Abbiamo così il tributo parte fissa, parte variabile, riduzione spettante e tributo provinciale. Se tra queste voci compare anche la scritta “pertinenze”, essa deve essere di valore zero. Se compare una cifra da pagare, allora il Comune è in torto e vi dovrà risarcire quell’importo. È importante sottolineare che, trattandosi di una tassa comunale, non sempre le diciture sono così chiare e ogni Comune usa un prospetto a sé. L’importante è capire dove guardare per scoprire se avete diritto o no al rimborso. Se dovessero servire ulteriori chiarimenti si può contattare l’ufficio tributi del proprio Comune e chiedere se si ha diritto al rimborso.

Una volta accertato che si ha diritto al rimborso Tari si può procedere in due differenti modi. Autonomamente, inviando una lettera con richiesta di rimborso della parte eccedente (le pertinenze) indirizzata al proprio Comune o al concessionario del servizio. La lettera può essere inviata con raccomandata A/R oppure tramite PEC. Importante: nella lettera citare l’interrogazione parlamentare n. 5-10764 del 18 ottobre 2017. Inoltre è importante allegare copia delle bollette della Tari da cui si evince la parte eccedente da rimborsare.

In alternativa si può procedere contattando l’Associazione dei Consumatori che potrà darci indicazioni più precise e procedere con la class action. È possibile richiedere il rimborso anche degli anni precedenti fino al 2014 e si hanno 5 anni di tempo per richiederlo. Una volta accolto, il rimborso verrà inoltrato entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta.

Foto: Freeimages

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