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Assassin’s Creed Origins: recensione dalle Piramidi

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Assassin's Creed Origins

Il viaggio nel mondo degli Assassini continua. Anzi, torna indietro. Ubisoft ha deciso di tagliare i ponti con il passato e dare un’importante svolta alla saga di Assassin’s Creed. Dopo anni di uscite ogni 12 mesi, in cui la vicenda progrediva nelle epoche (dal Medioevo eravamo arrivati alla Rivoluzione Industriale), con Assassin’s Creed Origins ecco il taglio netto. Non solo la cadenza annuale viene interrotta, ma si torna indietro nel tempo. Un bel po’ a dire il vero dato che si torna fino agli Antichi Egizi. Gli Assassini si nascondevano già tra di loro? E i Templari? Ovviamente no, ma qui è dove tutto è cominciato. Avrà fatto bene un anno di pausa ad Ubisoft? Cerchiamo di capirlo insieme.

Le novità di Assassin’s Creed Origins

A parte la grande novità del salto temporale all’indietro, anziché in avanti, le novità in Assassin’s Creed Origins sono molteplici. Quella più importante riguarda il gameplay. Si passa infatti dal videogioco d’azione classico ad un ibrido. Origins infatti presenta molte caratteristiche del videogioco di ruolo, dal metodo di crescita del personaggio allo stile del combattimento. Immaginiamo che saranno in tanti quelli che sobbalzeranno di fronte ai numerini che spuntano quando si colpisce un avversario. Questa opzione, che a noi sinceramente è piaciuta (in quanto patiti di RPG) è disattivabile da chi preferisce l’azione tradizionale.

Una delle critiche mosse a Ubisoft nel corso degli anni è stato il sistema di combattimento un po’ troppo “automatizzato”. In pratica bastava spingere velocemente un solo tasto, e al massimo saper schivare al momento giusto, per avere la meglio contro qualsiasi avversario. In questo capitolo invece il combattimento è molto meno automatico. Anche se c’è la possibilità di agganciare il bersaglio, è possibile “lisciarlo” con un fendente, nonché colpirlo in punti diversi. Ci sono a disposizione due attacchi corpo a corpo, più arco e frecce e le mosse Ultra che permettono di scaricare tutta la rabbia accumulata sul povero malcapitato.

Altro elemento molto RPG è la diversa classe di armi che permette di adottare stili differenti di combattimento. Per il resto il sistema resta più o meno lo stesso: è possibile migliorare le armi raccogliendo materiali oppure acquistandole, o ancora portando a termine le missioni. C’è anche un negozio online nel quale riscattare punti virtuali, o pagare con moneta reale, per sbloccare equipaggiamenti migliori. Non poteva mancare infine la modalità stealth, caratteristica principale della saga.

Una marea di missioni (e di sabbia)

Uno degli aspetti che più abbiamo apprezzato di Assassin’s Creed Origins riguarda le missioni. Ce ne sono davvero un’infinità, suddivise per livello, in modo da permetterci di scegliere quelle più adatte alle nostre abilità. Oltre alle tradizionali missioni principali e secondarie, nel corso del gioco ne spunteranno altre. Ci sono i punti interrogativi che si trasformano quasi sempre in nuove attività; c’è la possibilità di vendicare altri utenti morti in un determinato punto, uccidendo i loro assassini. Ci sono poi le missioni giornaliere del mercante, insomma di attività da fare ce ne sono davvero tante.

Il gioco nel complesso si è un po’ complicato rispetto a quanto visto nei precedenti capitoli. A semplificare tutto ci pensa però la nostra amica Senu, ovvero un’aquila che ci fa da “spalla”. Come accade in altri strategy action come per esempio Far Cry o Sniper Ghost Elite, avremo la possibilità di visitare “in anteprima” il campo di battaglia sorvolandolo con Senu. La nostra aquila vola sulle teste dei nostri nemici, li marchia per farceli tenere sempre d’occhio, evidenzia gli obiettivi e arriva persino ad infastidirli per permetterci di ucciderli con più facilità. La sua utilità è immensa, ma forse facilita troppo la vita dei giocatori. Per fortuna, altra aggiunta molto gradita, ci sarà la possibilità per la prima volta di decidere il livello di difficoltà.

Per ultimi gli enigmi che quest’anno, anche grazie all’aiuto di Senu, sono diventati piuttosto semplici. Venendo ai giorni nostri, non poteva mancare l’Animus, vero marchio di fabbrica della saga. Anche in questa versione si tratta soltanto di “contorno”, di una vicenda che serve un po’ per spezzare la monotonia che non a raccontare una storia parallela. Faranno piacere agli appassionati della saga i tanti riferimenti alle vecchie vicende, da Desmond Miles in poi. Però ancora una volta una vicenda coinvolgente come quella del vecchio Desmond è lontana anni luce.

Una citazione va fatta per quanto riguarda il mondo di gioco. Finalmente abbiamo a che fare con un open world vero. Non come al solito quando ci si poteva muovere liberamente in uno spazio limitato. In teoria l’intera mappa dell’Egitto (una mappa enorme) è disponibile sin da subito (o quasi, se si escludono aree di ricordi ben precisi che si sbloccano procedendo con la storia). La missione di realizzare un vero open world è stata portata a termine!

Miglioramenti grafici solo con le super-console

Dal punto di vista tecnico non abbiamo notato grossissime differenze rispetto al passato, se non qualche effetto di luce particolare da catturare con la nuova funzione Fotografia. La grafica è rimasta più o meno sui livelli precedenti, si notano differenze ovviamente solo su PS4 Pro, Xbox One X e sui Pc Ultra. Molto furba la scelta di non mettere nella versione base tutte le lingue, ma di permettere all’utente di scaricare il pacchetto nella sua lingua per non far pesare troppo il file. Un po’ invece abbiamo storto il naso nei caricamenti. Il primo load è molto lungo, durante il gioco non ce ne sono tanti (per fortuna) ma quando ci sono a volte risultano molto lenti. Non mancano i classici bug che accompagnano sempre l’uscita dei vari Assassin’s Creed, anche se almeno in questa uscita non abbiamo trovato niente di inaccettabile.

Molto apprezzabili invece i dettagli e la cura con cui vengono trattate le vicende storiche. Sembra realmente di essere all’interno di una civiltà antica e al tempo stesso molto progredita grazie a racconti di leggende che si intrecciano a fatti storici. Infine, molto apprezzabile l’albero delle abilità che ci permette di assumere una fisionomia ben precisa a seconda che si scelgano abilità di tipo Guerriero, Cacciatore o Veggente.

Conclusioni

Se l’obiettivo di Ubisoft era di realizzare un Assassin’s Creed diverso dai tanti precedenti, la missione è senza dubbio compiuta. Assassin’s Creed Origins è senza dubbio la versione del gioco più completa mai uscita perché offre spunti per tutti i gusti, è molto longeva (le missioni principali sono stimate in 30-40 ore, ma con quelle secondarie arriveremo a sfiorare le 100), tecnicamente ineccepibile. Molti dei fans che cominciavano ad annoiarsi di giochi sempre simili tra loro dovranno ricredersi. Assassin’s Creed è tornato, dalle Origini, per un futuro della saga più roseo.

Il viaggio nel mondo degli Assassini continua. Anzi, torna indietro. Ubisoft ha deciso di tagliare i ponti con il passato e dare un'importante svolta alla saga di Assassin's Creed. Dopo anni di uscite ogni 12 mesi, in cui la vicenda progrediva nelle epoche (dal Medioevo eravamo arrivati alla Rivoluzione Industriale), con Assassin's Creed Origins ecco il taglio netto. Non solo la cadenza annuale viene interrotta, ma si torna indietro nel tempo. Un bel po' a dire il vero dato che si torna fino agli Antichi Egizi. Gli Assassini si nascondevano già tra di loro? E i Templari? Ovviamente no, ma…

Assassin's Creed Origins - Recensione

Trama - 8
Grafica - 8.5
Sonoro - 8
Gameplay - 9
Rigiocabilità - 7.5
Longevità - 9.5
Novità - 9

8.5

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