South Park: Scontri Di-Retti, recensione del sequel più pazzo di sempre

di Onofrio Marco Mancini
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South Park: Scontri Di-Retti

Trasformare una serie tv, un cartone animato o un film in un videogioco è sempre un rischio. Ne sanno qualcosa celebri menti come quelle dei Simpsons, di Lost e altre produzioni simili. Un prodotto che in tv è un successo, rischia di trasformarsi in un flop quando viene trasformato in videogioco. Per fortuna non è così per South Park: Scontri Di-Retti. Il team di Ubisoft San Francisco, insieme al mitico Trey Parker, creatore della serie insieme a Matt Stone, ha centrato l’obiettivo. Anzi, il doppio obiettivo perché non solo il gioco è geniale, ma riesce a migliorare ulteriormente quello che era il primo capitolo, Il Bastone della Verità. Ma analizziamo la nuova avventura nella cittadina del Colorado.

South Park: Scontri Di-Retti: un sequel non-sequel

Anche se tecnicamente South Park: Scontri Di-Retti è il sequel de Il Bastone della Verità, in realtà gli sviluppatori sono stati bravi a renderlo allo stesso tempo un non-sequel. La storia riparte da dove si era interrotto il capitolo precedente, ma a parte qualche accenno, nulla lega le due vicende. In questo modo anche chi non ha giocato al primo capitolo può tranquillamente gustarsi il secondo. Anche in questa occasione non impersoniamo nessuno dei mitici personaggi di South Park, ma sempre il Novellino. Il nuovo arrivato che non parla mai ma a cui tutti vogliono inspiegabilmente bene. Bé…quasi tutti.

La missione di South Park: Scontri Di-Retti è prendere in giro i grandi nomi del mondo dei supereroi. Il mainstream dei vari Batman, Superman e Spiderman viene spezzato dal Procione, da Aquilon-Man e da Petoman, il nostro personaggio. I bambini della fredda cittadina del Colorado smettono i panni di maghi e guerrieri per inventarsi dei supereroi completamente nuovi. E ovviamente esilaranti. Il riferimento allo scontro Marvel-DC e la loro “Civil War”non è nemmeno troppo velato. Nonostante ciò, la storia risulta ugualmente molto originale e curata ancora meglio del precedente capitolo; impresa non facile visto che già Il Bastone della Verità era molto coinvolgente. Inutile discutere dell’ironia, della sagacia e delle battute poco “politically correct”, vero marchio di fabbrica della saga.

Un Gdr tutto da ridere

Tecnicamente South Park: Scontri Di-Retti non è stato un grande sforzo. Le ambientanzioni, o almeno la maggior parte, sono rimaste le stesse del precedente titolo, così come il gameplay. La parte Gdr (o RPG per chi preferisce la versione anglofona) è stata ulteriormente approfondita con molti dettagli. Non entriamo nei particolari per non rovinarvi la sorpresa, basti soltanto dire che questa volta gli appassionati di giochi di ruolo potranno gustarsi ancora di più le varie combinazioni di abilità e “costruire” veramente il proprio personaggio.

Se non fosse per le battute e per il fatto che i protagonisti sono bambini, South Park: Scontri Di-Retti avrebbe tutti gli ingredienti per essere un RPG di altissimo livello. Dalla tipologia delle missioni al combattimento a turni (uno dei pochi videogiochi superstiti con questa tipologia), dal crafting allo sviluppo delle abilità, c’è davvero tanto da scoprire. Talmente tanto che il giocatore è portato a ricominciare più volte il gioco, una volta terminato, per provare le diverse combinazioni delle classi ed esplorare i diversi stili di gioco. In particolare è dovuto soffermarsi un attimo sul sistema di combattimento. Un sistema abbastanza originale, impresa non da poco nel mondo videoludico moderno. Il combat system prevede una griglia nella quale possono lottare fino a 8 contendenti. Questa griglia, combinata al combattimento a turni, fa sì che il sistema sia un misto RPG-tattico molto apprezzabile. Non è eccessivamente semplificato, ma al tempo stesso nemmeno troppo complesso. Noi lo abbiamo amato sin da subito, e pensiamo che lo faranno anche tantissimi altri utenti.

L’intero titolo, già fin qui molto soddisfacente, si impreziosisce ulteriormente con la localizzazione in italiano. Non solo i dialoghi sono tradotti, ma i doppiatori sono gli stessi del cartone animato, e questo aspetto sarà molto apprezzato dal pubblico di vecchia data. Molte volte gli utenti preferiscono i dialoghi originali in lingua inglese (alcuni persino in giapponese!) accompagnati dai sottotitoli. Questa volta scommettiamo non sarà così. Anzi, disattivando i sottotitoli, in breve tempo quasi ci sembrerà di guardare il cartoon in tv. Con la possibilità però di far fare quello che vogliamo ai personaggi. Altro aspetto che abbiamo apprezzato è la cura dei dettagli. Il menu per esempio è realizzato come se fosse uno smartphone; le mosse in combattimento sono personalizzate a seconda del potere utilizzato; l’effetto sorpresa è sempre dietro l’angolo grazie all’utilizzo di “guest star” e altre trovate geniali simili.

Conclusioni

Trovare un difetto a questo titolo è un’impresa quasi impossibile. Potremmo dire che è molto simile al Bastone della Verità, ma non saremmo completamente sinceri. Potremmo dire che in lingua originale rende meglio ma chi se ne importa, siamo italiani, siamo abituati al cartone in italiano, e nel gioco ritroviamo tutto ciò che conoscevamo…e apprezziamo. South Park: Scontri Di-Retti non sarà di certo il gioco dell’anno, ma non pretende nemmeno di esserlo. Però possiamo definirlo come uno di quelli meglio riusciti, e tanto importa. Se nel vostro portafoglio ci sono 60 euro e non sapete come spenderli, il titolo di Ubisoft è altamente consigliato: è divertente, longevo e rigiocabile. Cosa volere di più? E allora, passo e…fot***i! (cit. Cartman)

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