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Rosatellum: come funziona la nuova legge elettorale

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rosatellum

L’Italia a breve avrà una nuova legge elettorale. Siamo ormai alle battute finali per l’approvazione del cosiddetto Rosatellum. Anzi, per la precisione sarebbe meglio parlare di Rosatellum bis visto che il primo testo è stato successivamente modificato. I primi voti (di fiducia) sono passati e, dato che l’attuale legislazione andrà a scadenza fra 6 mesi, per forza di cose nella prossima primavera andremo a votare con questa nuova legge. Ma cosa prevede? E perché è così contestata dalla piazza e da alcune forze politiche? Andiamola ad analizzare nel dettaglio.

Come avvengono le elezioni con il Rosatellum

Il Rosatellum probabilmente potremmo definirlo come la legge elettorale più complicata della storia repubblicana. Esso infatti prevede più passaggi per definire la composizione del Parlamento. Tanto per cominciare, ancora una volta non ci sarà la possibilità di scegliere i propri candidati. Non si potranno infatti indicare le preferenze sulla scheda, ma i candidati saranno scelti ancora una volta dal partito.

Alla Camera 232 seggi verranno assegnati in base al criterio maggioritario: per ogni collegio, in cui ogni partito o coalizione presenterà il suo candidato, vince chi prende più voti. Proviamo a fare un esempio pratico. Quando si va a votare, si vota in un collegio (un’area geografica ben definita). In quel collegio ogni partito o coalizione propone il suo candidato. I collegi in Italia sono 232 dunque, per ogni collegio, il candidato che esce vincitore ottiene un seggio in Parlamento. I restanti 386 seggi alla Camera vengono distribuiti in modo proporzionale. Altro esempio: il partito X ha ottenuto il 35% dei voti, dunque avrà diritto al 35% dei 386 seggi rimanenti (135); il partito Y ne ha ottenuti il 25% (e dunque avrà 96 parlamentari), il partito Z ha ottenuto il 15% (e dunque 58) e così via. Infine gli ultimi 12 seggi saranno assegnati dal voto degli italiani all’estero.

Per quanto riguarda il Senato invece, il meccanismo non cambia, ma cambiano ovviamente i numeri. I seggi assegnati dai collegi saranno 102, quelli con il proporzionale 207, quelli dal voto estero 6. L’unica differenza con la Camera è che al Senato si terrà conto della proporzione regionale dei voti e non di quella nazionale.

Abolito il voto disgiunto. Ciò significa che l’elettore esprimerà soltanto un voto per la Camera e uno per il Senato, dunque non potrà votare per esempio al collegio per un candidato e alla Camera un altro partito. La soglia di sbarramento per entrare in Parlamento è fissata al 3% per il singolo partito e al 10% per la coalizione. Ultimo vincolo: per garantire le Quote Rosa, si è deciso di imporre al 60% il massimo dei candidati di un sesso. Quindi se ci saranno due seggi da assegnare dovranno andare uno a un uomo e uno a una donna, e nella lista preformata dai partiti non potranno esserci più di due candidati consecutivi dello stesso sesso.

Polemiche: perché non piace il Rosatellum

Il primo neo della nuova legge elettorale è, ancora una volta, la mancanza di scelta dei candidati. La lista infatti sarà decisa dai capi partito o dai leader locali per quanto riguarda i collegi uninominali. Ma nonostante la sentenza della Corte Costituzionale, le preferenze ancora una volta vengono evitate.

A contestare maggiormente il Rosatellum bis sono il Movimento 5 Stelle e i piccoli partiti di sinistra. Il movimento di Beppe Grillo contesta il fatto che questa legge favorisce le coalizioni. I seggi assegnati tramite i collegi infatti spingono i partiti di una corrente politica ad unirsi. Se infatti Forza Italia e Lega Nord da soli ottengono all’incirca la metà dei voti del M5S, saranno incentivati ad unirsi in coalizione per superare i grillini. Magari con l’appoggio di altri partiti più piccoli. Inoltre, sempre a livello locale, qualche personalità forte (politici di lungo corso) o una celebrità potrebbero candidarsi per i partiti tradizionali, strappando molti voti ai grillini che non sono altrettanto famosi o esperti.

Per quanto riguarda i partiti di sinistra, contestano in primis la soglia di sbarramento che al momento li lascerebbe fuori quasi tutti; inoltre il problema sarebbe che, per portare in Parlamento qualche loro rappresentante, si dovranno inchinare allo strapotere del PD che farebbe il bello e il cattivo tempo. Secondo i più noti analisti il Rosatellum bis è conveniente soltanto per PD e soprattutto per Forza Italia e Lega Nord.

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