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Indipendenza della Catalogna: cosa succede se diventa ufficiale

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Indipendenza della Catalogna

L’Europa si troverà presto ad affrontare una vera e propria bufera: l’Indipendenza della Catalogna. O almeno il tentativo di indipendenza. Se davvero dovesse essere dichiarata, questa novità sarebbe più rivoluzionaria e devastante della Brexit. Premesso che, in seguito al referendum, le autorità catalane hanno tutto il diritto di dichiarare l’indipendenza, va detto che le autorità spagnole non ne hanno alcuna voglia. Sia il Governo centrale che il re di Spagna si sono detti contrari e, molto probabilmente, l’Indipendenza della Catalogna non avverrà mai. Ma se dovesse accadere, quali sarebbero le conseguenze? Di seguito un’analisi politica, economica e sociale dettagliata.

Conseguenze politiche dell’Indipendenza della Catalogna

Precisiamo immediatamente che il referendum dello scorso 1° ottobre non ha nulla a che vedere con il referendum che si terrà in Lombardia e Veneto il prossimo 22 ottobre. Il referendum italiano è solo consultivo, quello catalano in teoria sarebbe esecutivo, anche se il Governo di Madrid lo ha annullato perché illegale. Ad ogni modo, qualora la Catalogna dovesse ottenere l’indipendenza, accadrebbero tre eventi: si formerebbe un Governo autonomo catalano (che in parte già esiste); si chiuderebbero i confini con Spagna e Francia; la Catalogna uscirebbe dall’UE.

Quest’ultimo punto sarebbe molto delicato. I dibattiti infatti sono già in corso in quanto ci sono molti dubbi sulla possibilità di riconoscimento internazionale della nazione catalana. Secondo gli analisti soltanto alcune nazioni “ribelli” come la Corea del Nord o il Venezuela potrebbero riconoscere la Catalogna come nazione indipendente. Il resto dell’Europa e i Paesi della NATO non la riconoscerebbero. Ad ogni modo non rientrerebbe nel novero dei Paesi europei e per lei vi sarebbe un processo simile a quello della Brexit. Ma più veloce di della Brexit vera. I rapporti con l’UE in pratica non esisterebbero, quelli con la Spagna sarebbero molto tesi. Sì perché il resto della nazione spagnola, per accedere via terra al resto d’Europa, dovrà passare proprio attraverso il territorio catalano.

Le conseguenze economiche dell’Indipendenza della Catalogna

Dal punto di vista economico rischia di essere un disastro. Al momento i catalani vogliono staccarsi da Madrid perché il loro territorio è molto ricco. Questa regione è la locomotiva della Spagna, un po’ come il Nord Italia o la Baviera. Ma questa potenza economica deriva dal fatto che fa parte proprio della Spagna. Venendo a mancare il supporto di Madrid e venendo espulsa dalla Comunità Europea, la Catalogna si ritroverebbe isolata sia politicamente che economicamente. Verrebbero erette dogane al confine con Spagna e Francia, con tutte le conseguenze che ne derivano. Le banche e le altre attività finanziarie importanti potrebbero lasciare la nazione, proprio come sta accadendo alla Gran Bretagna; l’euro non sarà più in vigore, ma dovrà essere coniata la moneta catalana. Nel giro di pochi anni l’economia potrebbe essere colpita in maniera mortale, o quasi. I calcoli degli analisti parlano di una perdita del PIL della Catalogna di circa il 30% in caso di secessione.

L’unica speranza per i catalani deriverebbe dalla loro posizione geografica. Per consentire agli spagnoli di attraversare i suoi confini, il Governo catalano potrebbe trovare accordi con quello spagnolo per un libero accesso di persone e merci in cambio di migliori condizioni economiche. Questo punto però resta molto fumoso al momento, e visto l’odio politico tra le due fazioni qualsiasi risultato di concertazione politica resta imprevedibile. E c’è anche il rischio contrario, ovvero una campagna spagnola per boicottare i prodotti catalani. E questo sarebbe un duro colpo al cuore per gli indipendentisti.

Le conseguenze sociali della Catalogna libera

I catalani, che oggi gridano all’indipendenza, potrebbero pentirsene molto presto. Il primo, immediato risultato, di un’eventuale Indipendenza sarà la presa del potere militare. La Catalogna non ha un suo esercito, e inoltre dovrà prendere il controllo delle frontiere e dei posti di polizia. La polizia oggi presente in Catalogna è pagata da Madrid, dunque c’è il rischio di scontri armati per le strade. Anche i cittadini stessi si ritroverebbero a disagio. Per andare e venire attraverso i confini catalani dovranno richiedere autorizzazioni, la disoccupazione rischia di subire un’impennata a causa della fuga dei capitali verso altri lidi più tranquilli. Le tasse rischiano di salire vertiginosamente per poter garantire i servizi collettivi, in primis un’Agenzia delle Entrate catalana fondata ex novo. Il sogno di diventare come la Svizzera rischia di trasformarsi in un incubo in stile nordcoreano. Persino dal punto di vista sportivo si rischia il disastro.

In caso di Indipendenza della Catalogna, le squadre catalane, in primis il Barcellona, ma anche Espanyol e Girona, non verrebbero più accettate dalla Liga spagnola. Siccome la nazione catalana è troppo piccola per organizzare un suo campionato (rischia di essere come Malta, o di non venire nemmeno riconosciuta in ambito internazionale) è probabile che queste tre squadre si debbano unire a qualche altro torneo. Ma non tornei prestigiosi come la Serie A o la Ligue 1. L’ipotesi più probabile, circolata nelle scorse ore, è che le tre squadre catalane vengano aggregate al campionato russo. E per i caldi tifosi blaugrana fare le valige e seguire in trasferta Messi e compagni nella fredda steppa russa rischia di essere un tantino disagevole.

Alla luce di tutte queste considerazioni sarebbe il caso di riflettere: vale davvero la pena dichiarare l’indipendenza, preferendo l’orgoglio storico al rischio di disastro sociale?

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