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Redditi prodotti all’estero: come evitare di pagare due volte le tasse?

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Redditi prodotti all'estero

Sono sempre di più gli italiani che si trasferiscono all’estero per lavoro. La fuga di cervelli è una piaga con la quale l’Italia ha a che fare da circa un secolo, e così anche le norme fiscali si sono adeguate. Se dunque state lavorando all’estero, in teoria non dovreste pagare le tasse in Italia. In teoria, appunto. Sì perché per evitare la doppia tassazione sui redditi prodotti all’estero, c’è bisogno dell’iscrizione all’AIRE, altrimenti il Fisco prima o poi busserà alla vostra porta.

AIRE: come non pagare tasse sui redditi prodotti all’estero

AIRE, o più precisamente A.I.R.E., è l’acronimo di Anagrafe Italiani Residenti all’Estero. È un registro gestito dal Ministero degli Esteri che purtroppo è poco noto ai cittadini italiani. Se infatti ci si reca fuori dall’Italia, anche in un altro Paese dell’Unione Europea, per lavoro per almeno 12 mesi, l’iscrizione è obbligatoria. La legge prevede che ci si debba iscrivere entro 90 giorni dal cambio di residenza. Sono possibili due scenari: quello in cui ci si trasferisce all’estero per lavoro, ma si mantiene la residenza in Italia; oppure quello in cui si sposta la residenza all’estero. In entrambi i casi il Fisco italiano dispone che il pagamento delle tasse avvenga in Italia. L’unico modo per evitarlo è appunto l’iscrizione all’AIRE. Non è obbligatoria invece l’iscrizione per le persone che si trasferiscono per periodi inferiori a un anno. L’Iscrizione è gratuita e può avvenire presso l’ufficio consolare italiano del Paese in cui ci si trasferisce, oppure via web.

Cosa succede se non ci iscrive all’AIRE?

L’iscrizione all’AIRE è vero che è obbligatoria, ma è anche conveniente per chi va a lavorare in un’altra nazione. Senza l’iscrizione infatti, il Fisco italiano può avviare accertamenti sui redditi prodotti all’estero. E può esigere il pagamento delle tasse perché ufficialmente risulta che si è residenti in Italia. Con l’iscrizione invece scatta un meccanismo di credito d’imposta con il quale, in poche parole, si pagano le tasse all’estero sui redditi prodotti all’estero. Attenzione, sottolineiamo “prodotti all’estero” perché i redditi che eventualmente vengono ancora prodotti in Italia, per esempio l’affitto del proprio appartamento o altre attività economiche lasciate qui, continueranno ad essere tassati in Italia.

Altri vantaggi dell’iscrizione all’AIRE riguardano la possibilità di votare per le elezioni italiane come residenti all’estero e la possibilità di trascrivere gli atti all’estero (come per esempio il matrimonio).

Se, da quando vi siete trasferiti sono passati 90 giorni e non avete ancora effettuato la registrazione presso l’AIRE, niente paura. È possibile effettuare la voluntary disclosure, o collaborazione volontaria, con la quale vi “autodenunciate” per la mancata iscrizione. Non dovrebbero essere previste sanzioni in questo caso, almeno a seconda della natura dei redditi denunciati, ma si evita di incappare in futuri controlli da parte della temibile Agenzia delle Entrate.

Foto: Freeimages

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