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Tari: esenzioni e sconti possibili in alcuni casi previsti dalla legge

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tari

Una tassa in continua evoluzione nel panorama italiano è la Tari. La Tari è la Tassa sui Rifiuti, una gabella comunale che ha costi differenti di città in città. Alcune regole però sono uguali per tutti. Per comprendere meglio come si calcola la Tari e quanto si paga, potete approfondire con l’articolo dedicato. In questa sede invece ci occuperemo delle migliaia di italiani che vorrebbero ottenere l’esenzione Tari, o almeno uno sconto. Entrambi infatti sono previsti dalla legge, ecco come ottenerli.

Esenzione Tari: i requisiti

Stando agli ultimi aggiornamenti della legge risalenti al 2017, l’esenzione dalla Tari si può ottenere essenzialmente soltanto in due casi: immobile non abitato o area che non produce spazzatura. Approfondiamo meglio entrambe le situazioni.

Per immobile non abitato si intende una casa che per tutto l’anno di riferimento non sia stata abitata. Inoltre non deve essere presente un’allacciatura di luce e acqua. Per evitare che qualche furbetto dichiari il falso, la legge prevede un controllo su eventuali altre utenze. Se ci sono, anche se l’immobile non è abitato per davvero, si paga. Non rientrano nella casistica delle esenzioni nemmeno le case vacanze. Anche se queste villette vengono abitate soltanto per 1 o 2 mesi all’anno, la Tari si paga lo stesso.

Per quanto riguarda la seconda tipologia, per area che non produce spazzatura si intendono tutti quegli spazi che, per loro natura, non sono abitabili. Per fare un esempio concreto, nel calcolo della Tari di una villa o di un palazzo non possono rientrare nella metratura le scale, piuttosto che l’androne, le cantine, i terrazzi e i balconi. Tutte queste sono aree di passaggio che non possono produrre immondizia. Per questo motivo, seppure l’abitazione di cui fanno parte paga la Tari, su queste aree vige l’esenzione.

Per ottenere l’esenzione bisogna rivolgersi all’ufficio comunale preposto e presentare l’apposita domanda.

Come ottenere sconti sulla Tari

Per quanto riguarda la disciplina degli sconti sulla Tari, la faccenda si complica. Non c’è infatti una regola univoca per tutta Italia, ma trattandosi di una legge comunale ogni Comune decide in autonomia gli sconti. Ce ne sono alcuni, per esempio, che premiano quartieri o singoli cittadini che si sono ben comportati con la raccolta differenziata. Sconti sono previsti per le persone che si dotano di un impianto di compostaggio domestico (e danno prova di usarlo). Sono poi previsti, sempre con parametri comunali, sconti per le famiglie a basso reddito (Isee sotto una certa soglia) o con molti componenti. Infine sono previsti sconti più o meno ovunque per:

  • edifici religiosi
  • edifici scolastici
  • onlus
  • altre attività di utilità sociale

Una particolare casistica di sconto (che però non auguriamo a nessuno) riguarda i servizi non efficienti. Se per alcuni mesi in un Comune la raccolta dei rifiuti viene sospesa, o non è effettuata in maniera efficiente, è possibile richiedere uno sconto fino all’80% della Tari.

Da precisare infine che di solito gli sconti sulla Tari sono riconosciuti a membri che sono in regola con il pagamento degli anni precedenti. Se infatti si è morosi non si ha diritto ad alcuno sconto. Effettuare la raccolta differenziata in maniera corretta può essere un metodo per risparmiare tutti sulla tassa sui rifiuti. Già dopo un solo anno infatti la tassa media nazionale è passata da 300 euro a 295. Un piccolo sconto ma segno che differenziare conviene.

Foto: Pixabay

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