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Tasse in Italia: ne paghiamo 100 per oltre 8 mila euro a testa

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Spesso si definisce l’Italia il “Paese delle tasse”. Ma è davvero così? Leggendo l’ultimo rapporto stilato dalla Cgia di Mestre pare che ci sia del vero. Nonostante qualcuno faccia il furbetto e tenti di non pagare le tasse, in realtà qualche tassa la sta pagando lo stesso. In Italia infatti ci sono una serie di gabelle dirette o indirette che tutti più o meno paghiamo. Una persona corretta, che non tenta di truffare il fisco, ne paga circa 100 all’anno senza saperlo. La cifra è leggermente più bassa per gli evasori fiscali, ma certamente anche loro ne pagano a decine. Secondo i calcoli dei ragionieri di Mestre, questo conto ci costa circa 8 mila euro l’anno a testa, che salgono a 12 mila per chi si paga i contributi da solo. Cerchiamo di capire meglio la situazione.

Le tasse più pagate…e più odiate

Se diciamo la parola “tasse”, quali vi vengono in mente? Probabilmente le risposte più comuni saranno Irpef e Iva. E in effetti, se avete dato questa risposta, avete ragione. L’Irpef, o Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, ammonta ad un gettito di oltre 166 miliardi di euro l’anno, pari ad un terzo dell’intero calderone fiscale. La seconda è proprio l’Iva, poco più di 100 miliardi l’anno e oltre il 20% del totale delle tasse. Ecco, questa è una di quelle tasse che anche gli evasori pagano perché è indiretta, cioè si paga sul bene acquistato, non si versa direttamente allo Stato. Sarà poi il commerciante a farlo (sempre che non evada anche lui).

La terza più pagata delle tasse in Italia è l’Ires, o Imposta sul Reddito delle Società. Qui il gettito cala vistosamente fino a 31 miliardi di euro, circa il 6,5%. Seguono poi l’Irap (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), l’imposta sugli oli minerali e derivati, l’Imu (l’imposta sui rifiuti), quella sull’energia elettrica, l’addizionale Irpef, le ritenute sugli interessi del capitale in banca e le imposte sui tabacchi. Questa la “top 10” delle tasse più pagate, per la maggior parte imposte indirette. Per esempio l’imposta sui tabacchi si paga acquistando le sigarette; quella sull’energia elettrica è già compresa in bolletta, e così via.

La tasse in Italia sono un centinaio

Circa il 14,7% delle tasse in Italia sono da considerarsi minori. Esse infatti valgono poche centinaia di milioni di euro l’una ogni anno, e all’utente finale costano poche decine di euro, ma nel complesso sono una novantina per 72 miliardi di euro di gettito. E ce n’è per tutti i gusti, molte delle quali sono sconosciute a chi non lavora come commercialista, ragioniere o professioni simili. Le più note sono probabilmente il bollo auto e il canone tv, ma abbiamo anche le imposte di scopo, una valanga di accise sulla benzina, l’imposta sugli spiriti (alcol), quella sulla rivalutazione dei beni aziendali, sulla raccolta dei tartufi, sui fiammiferi, sui sacchetti di plastica non biodegradabili, sulle discariche e tante altre ancora. Qui l’elenco completo.

Come detto in apertura, il totale di tutte queste imposte, dirette e indirette, costa al contribuente italiano una media di 8 mila euro l’anno, le quali salgono a 12 mila se si aggiungono i contributi (pagati da chiunque non sia lavoratore dipendente). Questo fa dell’Italia il Paese con le tasse più alte d’Europa? Ancora no, ma quasi. Sempre secondo i calcoli della Cgia, siamo il quinto Paese con l’incidenza delle tasse più alta. Più di noi pagano soltanto i Paesi scandinavi Danimarca, Svezia e Finlandia, più il Belgio. Il problema, conclude lo studio, è che in quei Paesi queste tasse ritornano in servizi di pubblica utilità (come per esempio il congedo parentale). Un dato sui cui riflettere in sede di decisione delle prossime politiche fiscali.

Foto: Freeimages

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