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In quanto tempo si decompongono i rifiuti? Anche in 1 milione di anni

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In quanto tempo si decompongono i rifiuti

Le campagne che promuovono il riciclo dei rifiuti si sono ormai diffuse in tutta Italia già da diverso tempo. E a ragione, bisogna aggiungere. Al di là dei discorsi ambientalisti, che per alcune persone possono valere molto poco, c’è anche un risparmio non indifferente in termini monetari. È cronaca degli ultimi anni di numerosi Comuni che, grazie al riciclo dei rifiuti, hanno abbassato il costo della Tari per i propri cittadini. Ma riciclare è importante anche perché determinati rifiuti impiegano una vita (e anche di più) per decomporsi. Ma in quanto tempo si decompongono i rifiuti comuni di tutti i giorni? Cosa succede se gettiamo per terra un sacchetto di patatine o una bottiglia d’acqua vuota? Cosa accade ai mozziconi di sigaretta spenti sulla sabbia in spiaggia? Ecco cosa rispondono gli scienziati.

In quanto tempo si decompongono i rifiuti solidi urbani?

Il tempo che ci vuole per biodegradare i rifiuti dipende dai loro materiali. Quelli che ci impiegano meno di tutti rientrano nella categoria “umido”. Si tratta in sostanza del cibo, piante e simili. Per esempio una buccia di banana o di carota può impiegare, a seconda delle condizioni in cui si trova, dalle 2 alle 5 settimane. Un torsolo di una mela circa 8 settimane. Diciamo che all’incirca nell’arco di 2, massimo 3 mesi, quasi tutti gli alimenti si biodegradano. Per questo motivo andrebbero gettati nell’umido: si possono compostare e diventare concime per produrre nuovo cibo.

Purtroppo non tutti i rifiuti impiegano così poco a decomporsi. Carta e cartone possono impiegare 1-3 mesi per sparire completamente, a seconda della consistenza. Per esempio i fazzolettini, che sono leggeri, si biodegradano in un mese circa; il cartone del latte può impiegare 3 mesi. I vestiti in cotone impiegano circa 6 mesi a biodegradarsi, quelli in lana circa un anno, ovviamente in determinate condizioni (di certo non nei cassetti!). Per l’abbigliamento più pesante, come i cappotti o gli abiti in pelle, possono volerci anche 5 anni. Per le giacche a vento e il cuoio si può arrivare anche a 50-80 anni.

I rifiuti che impiegano più di un anno a decomporsi

La maggior parte dei rifiuti che produciamo oggi purtroppo impiega molto più tempo a biodegradarsi. I mozziconi di sigaretta sono un vero e proprio dramma, specialmente in estate. Molti fumatori hanno la cattiva abitudine di spegnere le sigarette sulla sabbia. Il mozzicone non sparisce in breve tempo. I suoi circa 600 “ingredienti” possono impiegare da 2 a 5 anni per decomporsi. È così probabile che il fumatore che torna sulla stessa spiaggia dell’estate precedente ritrovi la sigaretta che aveva fumato un anno prima! Ogni anno si calcola vengano gettati per terra cinque miliardi e mezzo di mozziconi. Un dato che dovrebbe far riflettere i fumatori.

Altra cattiva abitudine, che per fortuna adesso si sta esaurendo, è quella di usare i sacchetti di plastica non compostabili. Questi possono “sopravvivere” dai 10 ai 20 anni prima di sparire completamente. I contenitori di polistorolo ci impiegano anche di più, almeno 50 anni, così come le lattine, gli pneumatici e i pannolini. Ma i contenitori per alimenti che durano di più sono quelli di plastica metallizzata tipici delle patatine fritte. I tempi di degradazione sfiorano il secolo di vita. Non è un caso che nell’oceano Pacifico si sia formata, nel corso degli anni, un’isola di spazzatura, formata quasi completamente da plastica. Esistono infatti alcuni tipi di plastica che potrebbero durare fino a 1000 anni.

Ancor peggio va con i contenitori di liquidi. Per “combattere” l’erosione dovuta proprio al fatto che contengono sostanze liquide, le case produttrici hanno dovuto realizzare contenitori molto duraturi. La conseguenza è che, una volta utilizzati, se non vengono riciclati possono restare ad inquinare il terreno per centinaia di anni. Si calcola infatti che le lattine di alluminio (come le lattine di Coca Cola, birra, ecc.) rimangono intatte per circa 200 anni; le bottiglie di plastica superano i 400 anni, arrivando a sfiorare addirittura i 500 anni. Le bottiglie di vetro possono invece resistere oltre il milione di anni, anche se, non avendo prove concrete di questo, secondo alcuni scienziati potrebbero anche non biodegradarsi mai del tutto. Ma i rifiuti più pericolosi in assoluto sono le batterie. Le sostanze chimiche che contengono (piombo, cloruro di zinco, mercurio e cadmio) hanno una durata indefinita nel tempo e sono i prodotti più inquinanti che possano esistere.

Foto: Pixabay

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