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Le case del futuro: pro e contro della domotica e delle smart homes

domotica

Le case in cui viviamo sono inevitabilmente destinate a cambiare, evolversi e a diventare tecnologiche e connesse. Non è pensabile che uno dei luoghi più importanti della nostra vita, la casa, rimanga ferma a decenni fa mentre tutto il resto intorno a noi corre senza freni verso lo sviluppo tecnologico. Non stiamo parlando solo di piccoli oggetti come smartphone e computer, ma anche di automobili, edifici pubblici e commerciali. Se vogliamo continuare a progredire tecnologicamente e a fare in modo che questo migliori notevolmente le nostre vite, è necessario che anche le nostre case vadano di pari passo con il progresso degli altri settori.

Non è un caso, infatti, che sia già un po’ di tempo che si sente parlare di domotica e case intelligenti. E se fino a poco tempo fa questo sembrava un argomento che poteva interessare solo pochi multi-milionari al mondo, con il recente lancio sul mercato di hub domestici come Amazon Echo e Google Home, e l’annuncio dell’arrivo a dicembre anche di HomePod, la risposta di Apple, la trasformazione delle nostre case sembra sempre più vicina e a portata di mano.

Ma che cos’è di preciso la domotica? Quali sono i limiti di queste nuove tecnologie e, soprattutto, la nostra vita migliorerebbe veramente se le nostre case e tutti i nostri elettrodomestici fossero sempre connessi e comunicassero fra di loro?

Che cos’è la domotica?

La domotica è la scienza che porta all’interno delle nostre case (“domus” in latino) la robotica e le più recenti innovazioni tecnologiche. Opera su diversi aspetti, non solo sugli ultimi modelli di elettrodomestici. Domotica, infatti, è anche connettività, automazione, sicurezza ed ecologia.

È bene non dimenticare, infatti, che progresso tecnologico significa progresso in moltissimi settori della vita e del lavoro, compreso l’ambiente. Maggiore consapevolezza, maggiori mezzi e strumenti all’avanguardia rendono possibile una particolare attenzione anche all’ambiente che ci circonda e con cui dobbiamo convivere. La casa intelligente, quindi, sarà anche ecologica, in grado di rispettare l’ambiente riducendo al minimo le emissioni e producendo autonomamente energia.

Non solo. Domotica è anche scelta di materiali intelligenti. Non basta una caldaia di ultima generazione per consumare poco se i materiali di costruzione sono scadenti e poco funzionali. Si tratta di una scienza complessa proprio perché per ottenere un risultato ottimale e soddisfacente è necessario agire su diversi fronti contemporaneamente: connettività, ambiente, automazione, intelligenza artificiale, materiali e tecniche di costruzione, arredamento.

Quello che spesso non si considera quando si affrontano discorsi sulla domotica, è la tendenza degli ultimi decenni a vivere in case sempre più piccole. Se la casa del futuro dovrà essere piccola e iper tecnologica, è logico pensare che un ruolo fondamentale lo giocherà anche l’arredamento, che oltre a rispettare l’ambiente deve essere efficiente al 100% in termini di organizzazione degli spazi. Sicuramente le soluzioni salvaspazio, come quelle proposte dal negozio di arredamento MAN Casa, diventeranno sempre più comuni e diffuse, visto che permettono di sfruttare ogni singolo centimetro di una stanza.

La domotica in numeri

Il mercato della domotica, con tutto ciò che gli gravita intorno, è in rapida espansione e varrà più di 70 miliardi di dollari entro il 2021, con gli Stati Uniti che rimarranno detentori (come lo sono ora) della fetta più grossa di mercato (81%). Stanno però acquistando terreno anche Europa e Cina, che in termini di velocità di crescita hanno già superato gli Stati Uniti.

L’Italia segue le orme dell’Europa: il 79% degli italiani acquisterà prodotti legati alle smart home nei prossimi anni. Il dato è significativo perché segna una crescita dell’intenzione all’acquisto del 33% in più rispetto all’anno precedente. Nel giro di 3-5 anni, in Italia potrebbero essere più di 3 milioni i proprietari di una casa intelligente.

Che cosa dobbiamo aspettarci dalla domotica?

La domotica e le case intelligenti hanno un solo scopo: migliorare e facilitare la vita delle persone. Se fino ad oggi, quindi, abbiamo dovuto in qualche modo sottostare ai “limiti” della casa, con la domotica sarà l’opposto, con la casa che si “comporterà” secondo le nostre esigenze e i nostri bisogni. Le luci si accenderanno se e solo quando sarà necessario, sfruttando al massimo la luce naturale. Si comporteranno allo stesso modo anche le tapparelle, l’eventuale impianto audio e altri elettrodomestici. Ovviamente, saremo noi a impostare tutto questo, in modo che la casa si adatti al massimo alle nostre abitudini.

E magari lo faremo tramite smartphone, per poter avere tutto sotto controllo anche quando non siamo a casa. Proprio questo è uno degli altri aspetti fondamentali della domotica: la connettività. Non solo tra la casa e il suo proprietario, che potrà così decidere di far partire una lavatrice, di riscaldare l’ambiente o di accendere il forno quando ancora non è a casa, ma anche tra le componenti stesse della casa (e a questo in teoria servirebbero gli hub).

La casa del futuro

Una casa su misura delle nostre abitudini non solo ci farebbe risparmiare tempo, ma anche soldi, e allo stesso tempo inquinerebbe molto meno poiché i consumi sarebbero misurati con precisione chirurgica e circoscritti ai momenti in cui ce n’è realmente bisogno. La piattaforma 6th Sense Live di Whirpool, ad esempio, fa in modo che il frigo ci mandi un SMS informandoci che ce lo siamo dimenticato aperto, oppure che questo comunichi con l’impianto di illuminazione e di riscaldamento mentre siamo in vacanza, impostando tutto al minimo per evitare il più possibile sprechi di energia.

Altre grandi marche che si stanno già muovendo in questa direzione sono ad esempio Philips, che ha realizzato una piattaforma di domotica, Hue, che permette il controllo delle luci di casa tramite app, perfettamente compatibile con l’app Casa di Apple. Recentemente anche Ikea ha pensato a qualcosa di simile, annunciando l’uscita alla fine di quest’anno di un sistema di illuminazione intelligente, Trådfri, che come Hue di Philips permetterà di controllare tutte le luci di casa a distanza, con il valore aggiunto che le componenti di Trådfri possono essere installate sui mobili Ikea.

Il tallone di Achille della domotica

Come tutte le grandi svolte storiche e le grandi invenzioni tecnologiche, anche la domotica ha un punto debole, che chiaramente corrisponde anche alla sua più grande forza. Come abbiamo detto, uno degli aspetti fondamentali delle case intelligenti è che gli elettrodomestici e le varie componenti comunichino tra loro, collaborando in armonia per fornire a noi la migliore esperienza possibile.

Purtroppo, però, la maggior parte dei problemi legati alla domotica derivano proprio da difficoltà (o impossibilità) comunicative tra i vari elettrodomestici oppure tra questi e gli hub. Questo si verifica perché le varie aziende che lavorano nel settore realizzano prodotti senza pensare alla futura compatibilità con altri prodotti simili. Per farvi capire, la situazione è simile a quello che si verifica tra Apple e Windows: alcuni software funzionano su una piattaforma ma non sull’altra, così come alcuni hard disk o chiavette usb.

Finché, però, non si risolveranno questi problemi, non si riuscir mai a sfruttare al 100% quello che le attuali tecnologie possono offrire in termini di case intelligenti. Speriamo che presto la situazione cambi, dopotutto sarebbe un guadagno per tutti: produttori, consumatori, pianeta Terra.

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