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Dieta della Bibbia: quali alimenti prevede, critiche e limiti

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dieta della bibbia

In un periodo in cui sedicenti e improvvisati dietologi inventano regimi alimentari improbabili non stupisce leggere anche di una dieta basata sulla religione. Due americani hanno infatti inventato la dieta della Bibbia, o dieta biblica. Un regime immediatamente criticato dai nutrizionisti e di dubbia efficacia. La dieta della Bibbia nelle intenzioni degli ideatori non promette solo di far dimagrire, ma anche di prevenire o curare alcune malattie.

I principi della dieta della Bibbia

La dieta della Bibbia è stata inventata da Jordan S. Rubin, con il sostegno del reverendo George Malkmus. Nessuno dei due è un medico. Rubin, quando ha pubblicato il suo libro Bible Diet, aveva appena 19 anni, l’altro invece è un uomo di Chiesa. Il principio su cui si basa la loro “ricetta” è che esistono alcuni cibi “impuri” e altri invece accettabili. L’elenco non si trova in un libro di medicina, ma nella Bibbia. Nel libro della Genesi infatti si dice apertamente qual è il cibo adatto a un uomo, e siccome si tratta di alimenti considerati nutrienti anche oggi, sono i soli da prendere in considerazione. Si tratta di:

  • Semi
  • Cereali
  • Frutta
  • Legumi
  • Frumento
  • Olio
  • Vino
  • Miele

Al consumo di questi cibi cosiddetti puri, si affianca anche quello dei cibi impuri da evitare. In sostanza si tratta di quasi tutti i tipi di carne e derivati, fatta eccezione per l’agnello, ma solo in occasione delle festività religiose, pesce (ma non molluschi), pollo e tacchino. Nell’elenco compaiono anche animali, nominati nella Bibbia, che però difficilmente finiranno nel nostro piatto come gazzelle, bufalo o cervo. Sono permessi persino alcuni insetti come cavallette, locuste e grilli. Scoraggiati invece gli zuccheri e gli alimenti dolci (dalle caramelle alle bibite gasate). Vietato infine il cibo fritto. In generale nella dieta della Bibbia non si dice apertamente che il cibo animale fa male, però si invita a consumarlo con moderazione per ridurre il fabbisogno di proteine e prevenire osteoporosi e cancro.

In cosa consiste la dieta della Bibbia

L’attività fondamentale della dieta della Bibbia è la preghiera. Ogni pasto deve iniziare e finire con una preghiera, e inoltre ogni volta che ci si sente stressati, anziché mangiare, bisognerebbe fare meditazione. Gli ideatori consigliano di pregare ogni volta che si ha fame al di fuori degli orari dei pasti. La dieta della Bibbia si compone di tre fasi:

  1. Prima fase: prevede la graduale riduzione dei cibi raffinati, derivati del grano (pasta e pane), patate, mais e altre verdure amidacee per 2 settimane;
  2. Seconda fase: eliminazione totale dei sopra esposti consumando solo quelli “permessi” per altre 2 settimane;
  3. Terza fase: reintroduzione in piccole quantità delle verdure amidacee e dei derivati del grano. Dura fino a che si vuol sostenere la dieta.

Promesse, critiche e limiti della dieta biblica

Secondo i fautori della dieta biblica chi la dovesse seguire comincerebbe a perdere peso gradualmente solo nella seconda fase. Più che sul perdere peso, la dieta si concentra sugli effetti benefici generali sul corpo. Rubin ha infatti dichiarato di essere guarito dal morbo di Crohn grazie a questo regime alimentare. Nella Bibbia secondo Rubin chi seguiva questo regime viveva anche più di 120 anni.  Inoltre, sempre secondo gli ideatori, con questa dieta aumenta la quantità di energia a disposizione dell’individuo perché non ci si “appesantisce” con cibi impuri.

D’altra parte, come accennato all’inizio, la dieta della Bibbia è stata immediatamente criticata dal mondo scientifico e non è considerata un regime alimentare sicuro. Prima di tutto, come detto, né Rubin né il reverendo Malkmus sono medici. Ma la critica maggiore che viene mossa è che entrambi, subito dopo la pubblicazione dei loro libri, hanno avviato aziende nelle quali venivano prodotti snack “Bible Friendly” altamente consigliati a chi decide di seguire questo regime alimentare. Il sospetto è che la religione sia stata utilizzata un po’ come specchietto per le allodole per vendere i propri prodotti.

Foto: Pixabay

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