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Rinnovabili in Italia nel 2017: quanta energia pulita produciamo?

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rinnovabili in italia

Legambiente ha appena pubblicato il suo report annuale sui Comuni rinnovabili. Un primo dato che salta all’occhio è che ci sono impianti rinnovabili in quasi tutti i paesi e paesini d’Italia. Se i Comuni censiti attualmente sono 7.998 (dopo l’accorpamento di diversi paesi), quelli rinnovabili sono 7978. In tutti i quasi ottomila Comuni c’è un impianto solare fotovoltaico. Un po’ meno gli impianti di solare termico, presenti in 6820 municipalità. Seguono gli oltre quattromila Comuni dotati di un impianto a biomassa, mentre pochi sono quelli dotati di mini-idroelettrico (quasi 1500), eolico (904) e geotermico (appena 590).

Quanta energia produce l’Italia con le rinnovabili

Attualmente le rinnovabili in Italia nel 2017 vanno a sfiorare i 60 mila MW di energia elettrica totale prodotta. La maggior parte deriva da fotovoltaico e idroelettrico che sono quasi alla pari (circa 20 mila l’uno). Molto meno, nell’ordine, l’energia prodotta dall’eolico (circa 9000 MW), mentre l’elettricità rimanente è prodotta dalle biomasse e dalla geotermia.

Nel solo ultimo anno risultano installate le seguenti quantità:

  • Fotovoltaico: 396 MW
  • Eolico: 282 MW
  • Geotermico: 140 MW
  • Biomasse: 513 MW
  • Minidroelettrico: 346 MW

Nonostante i numeri in crescita, e già questa sarebbe una notizia positiva, non c’è ancora da festeggiare. Il contributo delle rinnovabili in Italia è comunque ancora piuttosto basso. Al momento infatti le rinnovabili coprono il 34,3% del fabbisogno nazionale (leggermente sopra i termini fissati dai trattati internazionali). La cifra è però in calo per il secondo anno consecutivo. Il picco infatti era stato raggiunto nel 2014 con il 38,2%. L’anno scorso la copertura era scesa al 35,5% e quest’anno al 34,3%. La ragione, secondo l’analisi di Legambiente, è derivata dal calo dell’idroelettrico (-8,9%). I dati nel complesso sono comunque positivi se si pensa che in 10 anni la produzione di energia elettrica pulita da fonti non idroelettriche in Italia è raddoppiata.

Rinnovabili vs fossili: come cambia la geografia dell’energia

Prendendo in considerazione gli ultimi 10 anni diventa evidente come si faccia sempre meno ricorso ai combustibili fossili. Nel 2005 la maggior parte dell’energia in Italia veniva prodotta dagli impianti ibridi a più combustibili fossili. Seguivano l’idroelettrico, il gas naturale e il petrolio. Nei successi 5 anni c’è stato un picco del gas naturale che sembrava dovesse dominare il mercato mondiale. La crescita del gas si è fermata però nel 2012, e l’apporto di questo materiale è andato sempre calando negli anni successivi fino ad oggi.

Sempre minore è invece il ricorso al petrolio, ormai dimezzato rispetto a 10 anni fa. Rimane più o meno invariato il ricorso al carbone, anche se dal 2010 al 2013 era leggermente aumentato. Calano, e di parecchio, le fabbriche che producono energia da più fonti, mentre l’idroelettrico rimane più o meno costante (19 mila MW, il 13,6% del totale). Nonostante tutti questi cali, oggi l’Italia produce circa il 50% di energia in più rispetto a 10 anni fa, come è possibile? Proprio grazie alla rinnovabili che nel 2005 erano pressoché inesistenti mentre oggi soprattutto solare fotovoltaico (al 7,2%), biomasse (5,8%) ed eolico (5,6%) fanno la parte del leone. Dieci anni fa il totale delle rinnovabili era al 5,3%. Questa la suddivisione del mercato elettrico:

  • 74,6 GW da fonti fossili
  • 55,4 GW da fonti rinnovabili

Guardando invece alle singole Regioni, la più intraprendente è stata la Lombardia, seguita a sorpresa dalla Puglia, Piemonte e Sardegna. Nella Regione lombarda a fare la parte del leone è l’idroelettrico, in quella pugliese l’eolico e il solare quasi a parimerito. Per quanto riguarda i Comuni 100% rinnovabili, quelli cioè che producono energia sufficiente a coprire l’intero fabbisogno interno, e a volte anche a rivenderla all’esterno, anche qui il dato è in crescita. Nel 2016 sono stati 3.021!

Rinnovabili in Italia e nel mondo

Ma come vanno le cose nel resto del mondo? Nonostante l’Italia abbia un’estensione geografica molto contenuta, riesce a stare a testa alta tra i grandi del pianeta. Per quanto riguarda il solare fotovoltaico domina la Cina con oltre 77 mila MW installati, la metà dei quali installati proprio nell’ultimo anno. Segue il Giappone con 41 mila, la Germania poco sotto. Poi ci sono gli Stati Uniti con quasi 33 mila MW installati e al quinto posto noi italiani con 19.245 MW, anche più di Regno Unito, Francia e Spagna. Per quanto riguarda il solo ultimo anno occupiamo l’ottavo posto. Complessivamente nel mondo la potenza installata di solare fotovoltaico è di 220,7 GW. Quasi la metà (44%) è prodotta in Asia.

Il futuro sembra essere proprio il fotovoltaico. Si stima che nel 2025 i prezzi degli impianti si saranno più che dimezzati (-59%) rispetto ad oggi, che peraltro sono già meno della metà rispetto al 2009. Nello stesso periodo di tempo i costi dell’eolico si stimano in calo del 26% nell’onshore e del 35% nell’offshore.

A proposito di eolico, sui 390 GW installati in tutto il mondo, come sempre è la Cina la primatista con 148 mila MW, seguita da Stati Uniti, Germania e India. In questa classifica l’Italia è decima, mentre è nona come installazione dell’ultimo anno.

Chiudiamo con un dato incoraggiante: grazie alle fonti rinnovabili in Italia si conta che siano stati creati circa 70 mila posti di lavoro. Siamo lontani dai tre milioni e mezzo della Cina o dagli 876 mila del Brasile, però è un dato in crescita, il quarto nell’Unione Europea.

Foto: Freeimages

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